Expo 2015

Man in the maze, un film per sfamare il mondo

La Fondazione Gates premia il cortometraggio girato nel sud dell’Arizona che svela come sfamare il mondo.

Man in the maze” è uno dei cinque film vincitori del concorso Sundance short film challenge, finanziato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates, per l’importanza delle questioni sociali che solleva. Il cortometraggio autofinanziato dai due registi, Phil Buccellato e Jesse Ash, mostra la vita in Sud Arizona dove per sopravvivere bisogna salvare il cibo dai rifiuti.

 

Il film documentario, presentato dall’avvocato ambientalista Gary Paul Nabhan e realizzato da Food Tank e da Greener Media, denuncia il sistema alimentare e la vita in quelle città sul confine tra il Messico e gli Stati Uniti in cui il cibo transita prima di essere distribuito in tutto il Paese. Tonnellate e tonnellate di frutta e verdura fresche passano ogni giorno la frontiera tra i due stati, ma spesso non arrivano in nessuna tavola americana perché viene gettato in discarica. I prezzi del mercato alimentare sono la causa di questo enorme spreco.

 

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Ash e Buccellato raccontano proprio la vita di questi prodotti che, risparmiati alla discarica di Rio Rico (Sud Arizona), vengono distribuiti dalla Borderland Food Bank alle comunità locali. Ma raccontano anche la storia di una madre che insegna alla propria figlia a coltivare il cibo di cui si nutre, di un uomo che gestisce l’orto comunitario di Amado e molti altri esempi ancora che affrontano la questione della povertà e della fame. Il messaggio è chiaro: i rifiuti alimentari delle società ricche, il deprezzamento del cibo sui mercati internazionali e la mancanza di cibo devono essere combattute per sfamare il mondo.

 

“Man in the maze”, visibile ancora per qualche giorno sul sito dell’Arizona Daily Star, svela come nutrire un pianeta sempre più affamato e denuncia, senza mezzi termini, una delle cause responsabili della fame nel mondo: lo spreco alimentare.

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