Moda hi-tech. Come la tecnologia può migliorare l’industria tessile e dell’abbigliamento

Dai prodotti ai processi produttivi, l’innovazione tecnologica è ormai entrata a far parte anche del mondo della couture dando vita a una moda hi-tech e futuristica.

Abiti impreziositi con luci LED fluorescenti, t-shirt che vibrano a suon di musica, cappotti e bikini in grado di ricaricare smartphone e piccoli dispositivi elettronici: il mondo della moda apre le sue porte alla tecnologia puntando alla creazione di oggetti funzionali, intelligenti e dal design ricercato che rispondano a pieno alle esigenze di una società sempre più informatizzata.

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Introdurre la tecnologia nel mondo della moda può rivelarsi vantaggioso anche per raggiungere i consumatori più giovani e appassionati del digitale. ©Ilya S. Savenok/ Getty Images

Cos’è la moda hi-tech

Conosciuta anche come tecnologia indossabile, la moda hi-tech racchiude al suo interno il progresso, l’arte, l’ingegneria e il design che cooperano nella progettazione di abiti e accessori altamente performanti, oltre che accattivanti. L’utilizzo della tecnologia applicata all’abbigliamento permette infatti di mettere a punto oggetti come grembiuli che proteggono il personale sanitario dai raggi X, scarpe che cambiano colore a seconda della luce, giacche riscaldanti regolabili direttamente dal proprio smartphone e molto altro. Insomma, nella definizione di moda hi-tech le innovazioni tecnologiche non sono limitate al solo processo produttivo, ma diventano parte integrante del prodotto conferendogli caratteristiche e, soprattutto, funzioni nuove che vanno ben oltre il semplice vestire.

La tecnologia applicata al prodotto

Parlando di tecnologie di prodotto finalizzate al miglioramento stilistico e funzionale dell’abbigliamento, le ricerche che stanno riscuotendo maggiore successo trattano la tematica delle nanotecnologie. Lavorando su dimensioni nanometriche, queste ultime permettono di modificare alcune caratteristiche strutturali e fisiche della materia conferendo alle fibre proprietà antimicrobiche, resistenza allo strappo, all’abrasione, alle macchie, alle pieghe, protezione dai raggi UV e molto altro senza l’impiego né di sostanze tossiche né di un consumo energetico elevato.

Tra le applicazioni tecnologiche in grado di rendere i prodotti tessili più funzionali, troviamo inoltre gli enzimi che, grazie alla loro natura organica, non generano alcun residuo o prodotto secondario tossico offrendo una valida alternativa alle sostanze chimiche pericolose per l’uomo e l’ambiente utilizzate durante le fasi di finissaggio dei tessuti; e i materiali a cambiamento di fase, ideali per i guanti e le calzature sportive perché capaci di regolare automaticamente la temperatura corporea assorbendo il calore del corpo e rilasciandolo nell’ambiente esterno più freddo.

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Gli abiti e gli accessori che si illuminano assicurano ai ciclisti, motociclisti e pedoni maggiore sicurezza in strada. ©www.nemen.it

I tessuti intelligenti

Più comunemente chiamati smart textiles, sono tutti quei tessuti che integrano sistemi elettrici, sensori, fibre ottiche o LED in grado di captare e reagire a impulsi e condizioni ambientali esterne. Nonostante vengano spesso impiegati nella creazione di vere e proprie opere d’arte come il Galaxy Dress realizzato dal marchio londinese Cutecircuit per la collezione permanente del Museum of science and industry di Chicago, i tessuti intelligenti svolgono altre funzioni al di là dell’aspetto estetico: nella giacca a LED progettata dall’azienda italiana Nemen, per esempio, le fibre ottiche tessute insieme al materiale sono in grado di creare delle aree luminose garantendo la massima visibilità durante le ore notturne. E sempre all’interno di questa categoria di innovazioni si trovano le giacche come la Ecotech solar jacket di Zegna Sport o la Solar powered jacket di Tommy Hilfiger, entrambe dotate di pannelli fotovoltaici integrati nel capo che permettono di ricaricare smartphone e piccoli dispositivi elettronici ovunque e in qualsiasi momento.

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Non solo i prodotti, anche la manifattura tessile e dell’abbigliamento è sempre più tecnologica. ©www.3dz.it

La tecnologia applicata ai processi produttivi

I sistemi e gli impianti all’avanguardia in grado di rendere la produzione efficiente e meno impattante sono ormai una realtà perlopiù comune a tutti gli stabilimenti. Le tecnologie più recenti che si stanno facendo strada nel settore sono invece il taglio laser per tagliare o incidere con la massima precisione qualsiasi tipologia di tessuto senza andare a contatto con il materiale; e la stampante 3D che permette di confezionare un oggetto tridimensionale con materiali e caratteristiche fisico-meccaniche diverse, semplicemente partendo dalla progettazione del modello attraverso un software.

Alcuni pionieri, tra cui il marchio americano Chromat specializzato in costumi e abbigliamento sportivo, hanno già compreso l’importanza di adottare la tecnologia delle stampanti 3d ottenendo prodotti innovativi e adatti a qualsiasi gusto e corporatura. La personalizzazione è infatti l’obiettivo finale di questi dispositivi che, uniti a tutte le altre innovazioni tecnologiche, potrebbero avviare una rivoluzionare destinata a cambiare per sempre la manifattura e l’intero mondo della moda.

Immagine di apertura: il Galaxy dress di Cutecircuit esposto al Museum of science and industry di Chicago. © JB Spector
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