In Nepal gli indigeni Bhote-Lhomi Singsa si battono contro una centrale idroelettrica

Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.

In Nepal si sta consumando una battaglia legale tra gli indigeni Bhote-Lhomi Singsa e una compagnia privata attiva nel comparto dell’energia. Quest’ultima, la Sangrila Urja Pvt Ltd, è impegnata nella costruzione di una centrale idroelettrica sul fiume Chhujung che rischia di compromettere un ecosistema molto fragile e privare le comunità locali dei loro mezzi di sussistenza. 

I Bhote-Lhomi Singsa hanno già presentato diversi ricorsi contro il progetto, accusando la società di non averli coinvolti in consultazioni e di aver falsificato la valutazione di impatto ambientale. E persino l’attore statunitense Leonardo Di Caprio ha preso posizione in loro favore.

La centrale sul fiume Chhujung

Il Nepal è indicato come una delle grandi frontiere dell’energia idroelettrica in Asia. Con migliaia di fiumi e torrenti che scendono dalle montagne dell’Himalaya, il paese punta da anni su dighe e centrali per sostenere lo sviluppo economico e ridurre la dipendenza energetica dall’estero. Ma questa strategia, sostenuta da investitori nazionali e internazionali, ha un costo che ricade soprattutto sulle popolazioni indigene delle aree rurali e montane.

Lo sanno bene gli indigeni Bhote-Lhomi Singsa che abitano la regione di Lungbasamba, nel Nepal nord-orientale. Qui le comunità di Ridak, Thudam, Chyamtang e di altri piccoli villaggi vivono di economia di sussistenza grazie alle risorse di un territorio profondamente incontaminato. Agricoltura, pesca, allevamento di yak e raccolta di erbe medicinali nelle foreste segnano la vita di queste persone, che hanno messo in piedi anche un piccolo commercio locale dei loro prodotti, tra cui spicca il formaggio chhurpi. Nelle loro terre ancestrali vivono poi specie animali rare e protette come il panda rosso, la pecora blu, l’orso nero asiatico, il goral dell’Himalaya, il leopardo delle nevi, il cervo muschiato e il monal dell’Himalaya. Ora un nuovo progetto idroelettrico da 63 Megawatt sul fiume Chhujung rischia di cancellare tutto.

La lotta degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa

La società Sangrila Urja Pvt Ltd ha in programma di utilizzare 192mila tonnellate di esplosivi e 188mila detonatori per la costruzione della centrale idroelettrica. Questo è quello che risulta dalla valutazione di impatto ambientale del progetto approvata nel 2022, che secondo le comunità indigene dei Bhote-Lhomi Singsa presenta diverse falsificazioni e omissioni.

Si parla di firme falsificate e copia-incolla da altri progetti, tanto che i nomi delle piante e degli animali sarebbero sbagliati e non coerenti con quelli effettivamente presenti nell’area. I primi mesi di lavoro si sarebbero poi consumati tra blitz notturni contro le proprietà delle varie comunità indigene e abbattimento di animali protetti. Il sito, dove sono già iniziati i lavori, risulta inoltre grande novanta volte quello che si trova scritto nelle carte e tra i fiumi coinvolti ci sarebbe anche il Chhunjam, oltre al Chhujung. Le comunità locali non sono mai state coinvolte in consultazioni e solo per una manciata di loro sarebbero state predisposte compensazioni economiche simboliche a fronte degli espropri. Tutto questo rischia di stravolgere la vita e l’economia delle comunità locali, distruggendo anche il fragile ecosistema.

Nel 2024 gli indigeni Bhote-Lhomi Singsa hanno presentato una petizione contro il progetto. La causa è stata sposata anche dall’attore statunitense Leonardo Di Caprio, che ha denunciato pubblicamente l’aggressione in corso a un territorio unico e incontaminato. I lavori però sono andati avanti perchè i giudici nepalesi non ne hanno ordinato la sospensione per verificare le accuse delle comunità locali. Che ora hanno presentato un altro ricorso direttamente alla Corte suprema del Nepal. La società Sangrila Urja Pvt Ltd ha sottolineato che non ha intenzione di farsi fermare dalla mobilitazione, confermando che il completamente della nuova centrale idroelettrica è previsto per il 2028.

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