Nirvana, il rock alternativo in cima alle classifiche

E’ il 24 settembre del 1991 quando esce nei negozi il capolavoro dei Nirvana, Nevermind. Ma il successo mondiale arriverà qualche mese dopo.

È il 24 settembre del 1991 quando il secondo LP della band di Aberdeen (Stato di Washington), i Nirvana,  arriva nei negozi americani. Con il tecnico e produttore Butch Vig (poi batterista dei Garbage), il gruppo comincia a registrare per un secondo lavoro targato Sub Pop ma, convinto dagli amici e colleghi Sonic Youth, Kurt Cobain decidere di firmare per una major, dotata di budget (100.000 dollari) e distribuzione nettamente superiori: la Geffen. Il cambio di etichetta e di produttore leviga e smussa le asprezze del suono devastante dei Nirvana, un mix perfetto tra rabbia e melodia, punk e hard’n’heavy. Alla batteria non c’è più Channing ma il più talentuoso Dave Grohl, perfettamente a suo agio con il basso elementare ma pulsante di Novoselic.

 

 

“Genio e sregolatezza” è un cliché perfettamente applicabile alla tormentata anima di Kurt Donald Cobain, magnetico leader autore di canzoni che rappresentano la cosiddetta “Generazione X” e fanno esplodere scala mondiale la musica di Seattle (e dintorni), il Grunge. Il disco decolla fin dal primo, storico brano (Smells Like Teen Spirit) per mantenersi su livelli altissimi come quelli di In Bloom, Lithium, Come As You Are. Tutti classicissimi di un album capace di dividere la storia in “prima” e “dopo”.

 

Nevermind non è subito un successo commerciale, la prima settimana di lancio debutta infatti al 144° posto della classifica degli album di Billboard: bisognerà attendere il gennaio del 1992, quando il disco balzerà al No.1, relegando alla seconda posizione Dangerous di Michael Jackson. È proprio il grande successo del video di Smells Like Teen Spirit a trainare i Nirvana verso la prima posizione: ora il “rock alternativo” è sul tetto del mondo e domina incontrastato.

 

Roberto Vivaldelli

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