Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
L’associazione ha esaminato le politiche ambientali e sociali adottate dalle due principali aziende italiane del settore alimentare.
L’Italia è considerata per antonomasia la patria della buona tavola, il tema dell’alimentazione è quanto mai attuale considerata la presenza di Expo Milano 2015, evento dedicato proprio al cibo. Ma quanto sono sostenibili gli alimenti prodotti nel Belpaese?
Oxfam Italia, organizzazione che si batte contro la povertà e l’ingiustizia sociale, ha provato a rispondere stilando, in collaborazione con Next-Nuova Economia per Tutti e la John Cabot University di Roma, un rapporto intitolato “Il valore della filiera del cibo”.
L’obiettivo dell’indagine era quello di valutare l’impatto che le aziende alimentari italiane hanno sull’ambiente e sui diritti umani a livello globale.
Lo studio ha preso in esame Barilla e Ferrero, le due maggiori imprese alimentari italiane, valutandone le politiche relative a sette temi fondamentali: il rispetto dei diritti dei produttori e dei lavoratori agricoli, l’attenzione alla tematica di genere, la gestione della terra e dell’acqua utilizzate nel processo produttivo, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e il grado di trasparenza dell’operato dell’azienda.
Dai risultati, basati sui dati resi pubblici dalle aziende, emerge che le due compagnie, per quanto già orientate verso un percorso di sostenibilità, hanno ancora ampi margini di miglioramento.
Secondo Oxfam, Barilla ha una valida politica nell’ambito della gestione sostenibile di terra e acqua e nella riduzione della proprio impatto ambientale, mentre Ferrero garantisce maggiori garanzie nel rispetto dei diritti dei produttori e dei lavoratori coinvolti nella filiera agricola. Le politiche di genere di entrambe le compagnie invece sono ancora carenti secondo il rapporto.
Oxfam invita dunque Barilla e Ferrero ad impegnarsi maggiormente per contrastare la discriminazione cui sono troppo spesso sono soggette le donne dedite ad attività agricole nei paesi dove le due aziende si riforniscono di materie prime.
“Con questo rapporto Oxfam si propone di stimolare le aziende italiane dell’alimentare a interrogarsi sulla sostenibilità delle proprie filiere – ha dichiarato il direttore generale di Oxfam Italia Roberto Barbieri. – Per costruire un sistema alimentare globale capace di assicurare a tutti accesso al cibo, oggi e in futuro è dunque fondamentale passare attraverso la ridefinizione delle scelte aziendali di chi produce cibo”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cancellato le restrizioni alla pesca nel Northeast canyons and seamounts Marine national monument.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.