I dati diffusi dal Brazilian climate observatory parlano di un calo del 36 per cento della deforestazione tra agosto 2025 e luglio 2026.
L’associazione ha esaminato le politiche ambientali e sociali adottate dalle due principali aziende italiane del settore alimentare.
L’Italia è considerata per antonomasia la patria della buona tavola, il tema dell’alimentazione è quanto mai attuale considerata la presenza di Expo Milano 2015, evento dedicato proprio al cibo. Ma quanto sono sostenibili gli alimenti prodotti nel Belpaese?
Oxfam Italia, organizzazione che si batte contro la povertà e l’ingiustizia sociale, ha provato a rispondere stilando, in collaborazione con Next-Nuova Economia per Tutti e la John Cabot University di Roma, un rapporto intitolato “Il valore della filiera del cibo”.
L’obiettivo dell’indagine era quello di valutare l’impatto che le aziende alimentari italiane hanno sull’ambiente e sui diritti umani a livello globale.
Lo studio ha preso in esame Barilla e Ferrero, le due maggiori imprese alimentari italiane, valutandone le politiche relative a sette temi fondamentali: il rispetto dei diritti dei produttori e dei lavoratori agricoli, l’attenzione alla tematica di genere, la gestione della terra e dell’acqua utilizzate nel processo produttivo, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e il grado di trasparenza dell’operato dell’azienda.
Dai risultati, basati sui dati resi pubblici dalle aziende, emerge che le due compagnie, per quanto già orientate verso un percorso di sostenibilità, hanno ancora ampi margini di miglioramento.
Secondo Oxfam, Barilla ha una valida politica nell’ambito della gestione sostenibile di terra e acqua e nella riduzione della proprio impatto ambientale, mentre Ferrero garantisce maggiori garanzie nel rispetto dei diritti dei produttori e dei lavoratori coinvolti nella filiera agricola. Le politiche di genere di entrambe le compagnie invece sono ancora carenti secondo il rapporto.
Oxfam invita dunque Barilla e Ferrero ad impegnarsi maggiormente per contrastare la discriminazione cui sono troppo spesso sono soggette le donne dedite ad attività agricole nei paesi dove le due aziende si riforniscono di materie prime.
“Con questo rapporto Oxfam si propone di stimolare le aziende italiane dell’alimentare a interrogarsi sulla sostenibilità delle proprie filiere – ha dichiarato il direttore generale di Oxfam Italia Roberto Barbieri. – Per costruire un sistema alimentare globale capace di assicurare a tutti accesso al cibo, oggi e in futuro è dunque fondamentale passare attraverso la ridefinizione delle scelte aziendali di chi produce cibo”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
I dati diffusi dal Brazilian climate observatory parlano di un calo del 36 per cento della deforestazione tra agosto 2025 e luglio 2026.
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (Ppwr) interviene sul packaging già nella fase di progettazione.
Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare.
La Corte dei Conti certifica i ritardi del nostro Paese, i geologi ambientali propongono attestati di pericolosità, monitoraggio, educazione nelle scuole.
A Pescasseroli, nel cuore dell’Appennino, si terrà la conferenza dell’Iba sulla conservazione e la coesistenza con gli orsi. LifeGate sarà media partner.
Il sisma del 31 luglio ha lasciato senza casa più di 800 persone e ha messo in luce l’imminente crisi abitativa di un intero territorio.
Una proposta di legge di iniziativa popolare punta a vietare la macellazione degli equidi e a garantire loro maggiori tutele.
Le ondate di calore sono ormai un lungo continuum: la parlamentare Patty L’Abbate chiede nuovi diritti per i cittadini e interventi politici attivi.
Da oltre due mesi migliaia di persone in Albania protestano contro un progetto turistico nella laguna di Narta. Ne parliamo con Besjana Guri.