Pashupatinath

E’ il tempio sacro pi

Si trova sulle rive del fiume Bagmati, a circa 5 km dal centro di
Kathmandu, ed è dedicato alla più importante
divinità del pantheon indù: Lord Shiva, dio della
creazione e della distruzione. All’interno del complesso è
possibile imbattersi in statue raffiguranti il temibile Shiva,
riprodotto in mille differenti sembianze.

La caratteristica principale è il prezioso tetto a pagoda
ricoperto di placche d’oro. Come spesso accade in Nepal è
chiuso a tutte le persone che non siano di fede induista, anche se
resta, comunque, l’impressione che la discriminante per accedere al
tempio non sia tanto la religione professata quanto piuttosto il
colore della pelle.

Oltre a questi vi sono altri numerosi templi indù
nonché statue raffiguranti il Buddha, frutto della
tolleranza nepalese che ha visto, nel corso dei secoli,
l’affiancarsi delle culture buddista e induista, dando vita ad un
sincretismo religioso unico al mondo.

Assai diverso è quello che invece si è venuto a
creare, tra le famiglie che abitano nel recinto del complesso e la
massa dei turisti che lo visitano. Se da un lato, infatti, è
affascinante osservare l’indifferenza con cui il sadhu svolge le
rituali abluzioni o la madre ripulisce dei pidocchi la chioma della
figlia, dall’altro è inevitabile rendersi conto del disturbo
che arrechiamo interferendo nella loro quotidianità.

E’ questo un luogo, in definitiva, dove il viaggiatore stanco del
rumore e del caos di Kathmandu può finalmente trovare pace e
natura, immergersi in una dimensione extra-cittadina e respirare
appieno l’atmosfera tipica dei luoghi sacri indù.
Situazione eccezionale è quella del mese di Fagun
(febbraio-marzo), in occasione della festa di Shivaratri, il
compleanno di Shiva, quando decine di migliaia di pellegrini
giungono da tutto il subcontinente indiano per festeggiare e
adorare il loro dio più importante.

Nanni Fontana

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