La Pecora elettrica conta sulla solidarietà del quartiere romano di Centocelle per riaprire

Nella notte del 25 aprile un incendio doloso ha distrutto la Pecora elettrica, piccola libreria, caffetteria di Centocelle, a Roma. La comunità ha reagito con solidarietà e in tre giorni ha raccolto oltre 20 mila euro: per la riapertura ne servono almeno il doppio.

La pecora elettrica non rimarrà chiusa a lungo. È la speranza e l’impegno di tutto il quartiere romano di Centocelle dopo che la libreria, caffetteria e punto di riferimento della zona è stata gravemente danneggiata da un incendio divampato nella notte tra il 24 e il 25 aprile, che ha provocato lo spavento delle persone che abitano ai piani superiori dell’edificio e l’indignazione dell’intero quartiere. Pur in mancanza di una vera e propria rivendicazione dell’atto, i Carabinieri intervenuti sul posto hanno classificato il rogo come doloso e indagano nell’ambiente della destra estremista.

Il crowdfunding per La pecora elettrica va avanti

L’indignazione si è immediatamente trasformata in solidarietà: all’indomani dell’incendio, infatti, è partita una raccolta fondi per far sì che il locale, cuore pulsante di Centocelle, torni al più presto a vivere. E un risultato è stato raggiunto immediatamente: il primo obiettivo minimo del crowdfunding era raggiungere 20mila euro e già la sera di domenica 28 aprile la cifra era stata superata. La campagna in ogni caso proseguirà a oltranza sulla piattaforma Produzioni dal basso perché, fanno sapere i titolari, i danni sono ben più ingenti: a una prima stima, per riavere La Pecora Elettrica come nuova ne serviranno almeno il doppio.

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La serranda della Pecora elettrica dopo l’incendio che l’ha colpita il 25 aprile, Centocelle, Roma © Simone Santi

Nel frattempo, però, la Pecora Elettrica non ha smesso di fare attività, aiutata anche dalla vasta rete di locale ed esercizi commerciali di Centocelle, uno dei quartieri di Roma che negli anni ha saputo mantenere uno spiccato senso di comunità e di aggregazione. In tanti hanno raccolto l’appello che sin da subito Alessandra e Danilo, i due gestori del locale, hanno voluto lanciare.

Oggi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo cominciato a pulire il locale, mentre un pezzo della nostra famiglia allargata si è già attivata per costruire un crowdfunfing online e degli eventi a sostegno della nostra ricostruzione.Alessandra e Danilo, La pecora elettrica

Detto fatto, ma non solo: sin dalla sera di venerdì 26 aprile tante persone del quartiere si sono riunite spontaneamente per animare l’ampio marciapiede di fronte alla Pecora elettrica, dando vita a una festicciola improvvisata.

Un network tra commercio e comunità

Com’è stato possibile, lo ha spiegato Franchino, che da un anno ha aperto Brutta e verdura, una bottega alimentare di prodotti prevalentemente biologici  e locali (un altro segno di un quartiere vitale e attento al proprio territorio), e che è stato tra i primi ad aprire la raccolta fondi, prima ancora che partisse il crowdfunding online. “Shah mat, un locale vicino alla Pecora elettrica, ha organizzato un aperitivo il cui ricavato è andato tutto alla ricostruzione, e si è deciso di sistemare le sedie e i tavoli di fronte alla libreria come gesto simbolico”.

Shah mat, la Pecora elettrica e Brutta e verdura fanno parte di un network di una ventina di esercizi di quartiere, non solamente locali notturni: “Questo è un quartiere diffuso, molto grande, ma con una storia che si respira ancora: Centocelle è medaglia d’oro alla Resistenza (per questo l’incendio doloso divampato proprio nella notte del 25 aprile ha colpito molto il quartiere, ndr). Ci conosciamo e condividiamo valori importanti, abbiamo deciso di fare rete per ‘fare territorio’, e dare un senso anche sociale all’anima commerciale del quartiere”.

Brutta e verdura, Centocelle
Immagini di Anna Magnani in Roma Città aperta campeggiano all’interno di Brutta e Verdura, a Centocelle. © Simone Santi

Centocelle è un quartiere più vivo che mai

Centocelle del resto ha un passato da quartiere difficile, in cui era considerato pericoloso anche star fuori la sera, e un presente fatto di una lenta rinascita che ha visto negli ultimi anni l’arrivo della metropolitana e il sorgere di tanti piccoli locali: la Pecora elettrica, tra tutti, era uno spazio che riusciva a unire la socialità con la cultura: “La nostra sicurezza – dice Franchino – è la gente in strada, il poter avere punti di riferimento a ogni ora anche per chi va in giro la notte, non il coprifuoco”.

L'ingresso della libreria La Pecora Elettrica, devastata da un incendio la notte del 25 aprile © Simone Santi
L’ingresso della libreria La Pecora Elettrica, devastata da un incendio la notte del 25 aprile © Simone Santi

A partire da venerdì per tutto weekend lo spazio antistante alla Pecora elettrica è rimasto sempre vivo (domenica pomeriggio ad esempio si è tenuto un flash mob di lettura), ed è già partita l’organizzazione per maggio, mese in cui il programma di eventi organizzati dalla libreria era piuttosto denso: un concorso letterario con letture dal vivo, presentazioni di libri, una degustazione di pecorini toscani e di ‘sushi all’italiana’, esibizioni live, tutte iniziative che dovrebbero essere adottate dai locali circostanti.

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