La stima è di una revisione di Pesticide Action Network che contro l’avvelenamento da pesticidi chiede lo stop alle sostanze tossiche e alternative più sicure.
Frutta e verdura sono fondamentali per garantire il corretto funzionamento del nostro organismo. Sono buone, ricche di fibre.
Lo sapevate che, per stare bene, avremmo bisogno di almeno 30 grammi di fibre ogni giorno? Noi, di solito, ne assumiamo soltanto 15, ossia la metà. Con conseguenti rischi per la nostra salute. Tutti i frutti e le verdure, infatti, sono cibi antinfiammatori da mangiare in abbondanza ogni giorno perché combattono l’infiammazione cronica.
Innanzi tutto: dove troviamo le fibre? Principalmente in frutta e verdura, e poi anche in legumi, noci e semi e nei cereali. Per questo, il modo ideale per assumerle è una bella insalata (con verdura di stagione) a inizio pasto, condita magari con del succo di limone, che contribuisce all’assorbimento del ferro presente, ad esempio, negli spinaci.
Le fibre si dividono in due categorie: solubili e insolubili. Le prime contribuiscono alla eliminazione del colesterolo cattivo e tengono sotto controllo la glicemia, poiché rallentano l’assorbimento dei carboidrati, ossia degli zuccheri complessi. Quelle insolubili, invece, diminuiscono l’assorbimento dei grassi, fanno bene alla flora batterica intestinale e hanno, inoltre, un’azione disintossicante (favoriscono i movimenti peristaltici e quindi la veloce eliminazione delle sostanze dannose).
Non da ultimo, ricordiamo che dati recenti segnalano che le fibre svolgono un’ottima funzione antitumorale: secondo le statistiche, infatti, chi consuma molte fibre rischia meno di ammalarsi di cancro all’intestino.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La stima è di una revisione di Pesticide Action Network che contro l’avvelenamento da pesticidi chiede lo stop alle sostanze tossiche e alternative più sicure.
Alcuni agricoltori del Kansas, supportati dal Land Institute, stanno sperimentando la coltivazione del Kernza, cereale perenne che resiste meglio agli eventi estremi e sequestra più carbonio.
È un progetto di ricercatori di Città del Capo che ripulisce le acque di un fiume con pietre, legno e sassi e consente di irrigare gli orti di una comunità in espansione.
Alcuni scienziati italiani sostengono che un microbiota alterato anticipa il manifestarsi di malattie croniche. Sottolineando il potenziale di prevenzione, chiedono nuove norme per i cibi ultra-processati.
Si chiama “climateflation” l’inflazione dovuta agli eventi climatici estremi: numerosi beni alimentari vedranno i prezzi salire fortemente.
Secondo un rapporto di Greenpeace, c’è il rischio che il cibo riscaldato in contenitori di plastica venga contaminato da microplastiche.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
Per Greenpeace i piani di espansione di Jbs sono incompatibili con gli obblighi dell’azienda in materia di clima e biodiversità e sta portando la causa al tribunale olandese.

