Crisi climatica anche in Asia: record assoluti di caldo, smottamenti e tifoni

Anche l’Asia colpita dagli impatti dei cambiamenti climatici: record di caldo in Corea del Sud, inondazioni in Cina e il Vietnam attende il tifone Dolphin.

Mentre l’Europa vive la sua quarta ondata di caldo dalla fine di maggio e combatte con incendi in alcuni casi giganteschi, anche in Asia gli impatti della crisi climatica di fanno sentire. Domenica 2 agosto la Corea del Sud ha registrato il record assoluto di caldo sul proprio territorio: ben 42,5 gradi centigradi, raggiunti alle 13:26 a Yangsan, nella provincia del Gyeongsang Meridionale.

Asia nella morsa del caldo: record assoluto in Corea del Sud

Si tratta dal valore più alto toccato da quando le temperature vengono monitorate con regolarità, ovvero dal 1904, secondo quanto indicato dall’agenzia meteorologica coreana, la Kma. Il dato ha rappresentato il culmine di un’ondata di caldo violenta e duratura: a Yangsan per cinque giorni consecutivi i termometri hanno superato la soglia dei 40 gradi.

Ma anche in molte altre città sono state segnalate temperature particolarmente elevate: in venti casi è stata diffusa un’allerta “estrema”, il che implica la sospensione “di ogni tipo di attività all’esterno”, compresi lavoro e sport. Tale allarme massimo rappresenta una novità per la Corea del Sud: la prima volta che è stato diramato è stata lo scorso 12 luglio.

In Giappone coniata una nuova parola per descrivere le canicole eccezionali

Si tratta di un ulteriore indicatore di come i cambiamenti climatici provocati dalle attività umane stiano provocando esattamente gli effetti previsti dagli scienziati. Secondo la Kma, il numero medio annuo di giornate caratterizzate da ondate di caldo (ovvero con temperatura massima superiore a 33 gradi centigradi) è passato dalle otto degli anni Settanta alle diciannove degli ultimi cinque anni.

Allo stesso modo, un’altra nazione dell’Asia, il Giappone, ha affrontato temperature superiori ai 40 gradi alla fine di luglio, nel contesto di un’ondata di caldo lunga e particolarmente dura. Tanto che, come riferito dall’emittente pubblica Nhk, è stata coniata una nuova espressione per descrivere queste situazioni: “kokushobi”, che si può tradurre in italiano come “giornate crudelmente calde”.

È stata l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ad utilizzarla per la prima volta: l’obiettivo è allertare in modo più efficace la popolazione in merito ai rischi che si corrono con temperature così elevate, un tempo eccezionali e ora sempre più frequenti. Soltanto tra il 13 e il 19 luglio, quasi 11mila persone sono finite nei pronto soccorso nipponici.

In India ogni ondata di caldo di più di cinque giorni uccide 30mila persone

Al contempo, una statistica inquietante giunge una delle due nazioni più popolose dell’Asia, l’India: uno studio dell’India energy and Climate center dell’università di Berkeley (Stati Uniti), pubblicato dalla rivista scientifica Frontiers in environmental health, ha calcolato il numero di morti attribuibili in media ad ogni ondata di caldo estremo sul territorio dell’immensa nazione asiatica. Qui le autorità indicano tali fenomeni quando la temperatura massima supera i 40 gradi in pianura, i 37 gradi nelle regioni costiere e i 30 gradi in montagna.

Ebbene, l’analisi indica che una sola giornata di caldo estremo in India provoca mediamente 3.400 morti in più rispetto al normale. E se le temperature restano oltre i livelli di guardia per cinque giorni, si arriva a 30mila morti. Se si considera che il paese è uno dei più esposti al mondo alle ondate di caldo umido, si comprende facilmente la gravità della situazione.

Quasi cento morti in Cina in tre eventi meteorologici estremi

La Cina è stata invece colpita da un’improvvisa inondazione che ha coinvolto il sito turistico di Shuangshimen, situato nella provincia nord-orientale di Heilongjiang. L’ultimo bilancio della catastrofe è di almeno venticinque morti. Piogge torrenziali hanno generato un fiume in piena che ha travolto campeggiatori e alpinisti.

Sempre in Cina, all’inizio di giugno ventuno persone sono morte per via di uno smottamento nella provincia di Gansu, anche in questo caso per via di precipitazioni eccezionali. Pochi giorni più tardi, un’altra frana ha ucciso ben cinquantuno persone nella provincia di Pengshui.

Nel Pacifico il super-tifone Dolphin che punta verso Vietnam e Cina

La sessa Cina, assieme al Vietnam, attende poi l’arrivo del super-tifone Dolphin, che in questo momento si trova nell’oceano Pacifico, a nord delle Isole Marianne e a est dell’Asia occidentale. Il ministero per la Gestione delle emergenze ha diffuso un’allerta di quarto livello, per ora la più bassa, nelle province di Shaanxi e Gansu. Occorrerà però verificare la traiettoria e l’evoluzione del ciclone.

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La traiettoria che si prevede seguirà il tifone Dolphin © zoom.earth

Quest’ultimo ha infatti già raggiunto raffiche superiori ai 330 chilometri all’ora nei giorni scorsi, e secondo quanto indicato dalla stampa vietnamita, resta allo stadio attuale in evento “imprevedibile”.

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