Anche l’autunno sarà più caldo della media. E bisognerà fare attenzione alle piogge

Dopo l’estate torrida c’è da aspettarsi temperature alte anche fino a novembre. E il calore del Mediterraneo potrebbe incidere sugli eventi estremi.

È stata, ed è ancora, un’estate come temperature abbondantemente sopra la media su gran parte d’Europa, Italia compresa: l’abbiamo vissuta sulla nostra pelle e stiamo imparando che dovremo farci l’abitudine anche per i prossimi anni. Ma che succederà quando arriverà l’autunno?  Che probabilmente le temperature rimarranno più alte delle medie stagionali, e che saranno più probabili piogge intense soprattutto nella fascia mediterranea dell’Europa, e a ovest, nella penisola iberica, anche se senza certezze su quantità e frequenza.

Sì, anche l’autunno sarà piuttosto caldo

Era il quadro dipinto già prima di Ferragosto dall‘aggiornamento di Copernicus per il trimestre settembre-novembre 2026, un segnale netto sul caldo, ma meno chiaro su pioggia e temporali, e che ora viene confermato anche dalle rilevazione del Consorzio LaMMA-Cnr. Francesco Meneguzzo, ricercatore del Consorzio nazionale per le ricerhe e Commissario del Consorzio, premette che “non è possibile effettuare una previsione affidabile di autunno piovoso, né dire che avremo tre mesi continuamente caldi. Gli andamenti stagionali derivano da grandi insiemi del sistema oceano-atmosfera e differiscono dalle previsioni a breve termine”.

Quello che è certo è che l’autunno parte da premesse cariche di energia per via dello stato del Mediterraneo, che esce – anche lui – da un’estate da record: a luglio 2026 la temperatura superficiale media del mare ha toccato circa 27°C, il valore più alto da quando esistono le rilevazioni satellitari, nel 1993. Il 79 per cernto del bacino ha attraversato almeno un giorno di ondata di calore marina “forte” o superiore, e al largo della Toscana lo scarto rispetto alla media 1991-2020 ha raggiunto quasi 4 gradi.

Il dato più interessante riguarda però ciò che non si vede dalla superficie: le rilevazioni del Consorzio LaMMA-CNR mostrano che il calore in eccesso arriva fino a 70 metri di profondità nel Mar Ligure. Tradotto in energia, si tratta di una quantità enorme: “Questo calore in eccesso rappresenta una quantità di energia stimabile in 8,2 exajoule: come ordine di grandezza, circa 1,8 volte l’energia disponibile per i consumi finali dell’Italia nel 2024“, spiega Meneguzzo. “Energia che non si può tecnicamente recuperare e che non è stata accumulata nel solo 2026, ma è uno stock in eccesso rispetto alla climatologia”. Un’energia che, spiega Meneguzzo, “dura più a lungo di un sottile riscaldamento superficiale, anche se rimescolamento e scambi con l’atmosfera possono ridistribuirla o attenuarla nelle prossime settimane”.

Possibili fenomeni molto intensi

La domanda a questo punto è: cosa può fare, nel breve termine, questa energia in più? Per esempio un mare più caldo del normale può cedere più calore e umidità all’atmosfera: un ingrediente in più per fenomeni meteo intensi. Certo, è solo un ingrediente, non un ricetta già scritta: perché si formino temporali servono comunque le condizioni giuste, come venti, umidità, instabilità, orografia. Ma di certo il mare, in queste condizioni, può amplificare la portata degli eventi.

alluvione a Valencia
L’alluvione a Valencia dell’autunno 2024 © SGAPhoto/iStockphoto

Sul fronte dei suoli il quadro è a macchia di leopardo: allerta siccità in parte del Nord Italia, condizioni di warning in diverse aree del Centro-Nord, segnali di normalità o recupero al Centro-Sud. E un terreno arido, va ricordato, non è automaticamente più a rischio allagamenti, ma anche in questo caso può estremizzare il rischio di allagamenti, anche se “contano anche intensità e durata della pioggia, umidità antecedente, tipo e copertura del suolo, pendenza, urbanizzazione, rete drenante e condizioni dei corsi d’acqua, che sono fattori locali”, precisa Meneguzzo.

A metà agosto i centri di ricerca statunitensi hanno assegnato oltre il 90 per cento di probabilità a un El Niño molto forte per l’autunno-inverno. Ma il suo effetto sull’Europa è indiretto e incostante: non basta a spiegare da solo il caldo previsto, né a far prevedere piogge estreme in Italia. Il messaggio degli esperti è quindi di attenzione, anche se non di non di allarme: un Mediterraneo così carico di energia rende il contesto di partenza dell’autunno più instabile, anche se le previsioni più affidabili arriveranno solo avvicinandosi alle singole settimane.

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