Smach 2023: la biennale d’arte a cielo aperto da scoprire facendo trekking sulle Dolomiti

Camminare tra le montagne più belle del mondo e scoprire passo passo opere di land art che dialogano e impreziosiscono il territorio. In val Badia, è Smach.

Siamo in Alto Adige tra le splendide Dolomiti Patrimonio Unesco dove nel 2013 è nata Smach, una biennale d’arte pubblica che lancia una call tra artisti internazionali e dà l’opportunità di “esporre” le proprie opere di land art nei favolosi territori della val Badia. Dal 15 giugno al 10 settembre 2023 torna il trekking di Smach: un suggestivo percorso ad anello che attraverso i Parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle permette di scoprire questa meraviglia nel modo migliore. Camminando tra le montagne più belle del mondo.

Il tema dell’edizione 2023: germogliare

I 10 artisti scelti tra i tanti che hanno presentato la propria opera si sono espressi sul tema del 2023 che è sprouting — to sprout significa in inglese germogliare — un verbo declinato al gerundio che indica un’azione già in atto su un piano visibile o su piani invisibili, microscopici, metaforici, come si racconta nel sito ufficiale della Biennale Smach. “Il termine ha una vasta gamma di applicazioni dalla botanica alla biologia molecolare allo sviluppo del sistema neurale. Oggi viviamo in un presente di guerre, inflazione, crisi climatica ed energetica. È un periodo di instabilità, che spesso fa rima con bassa fertilità. Con sprouting vogliamo stimolarvi a immaginare cosa può nascere in questa epoca. Quali semi vorresti piantare? Quali germogli vorresti veder germogliare? Cosa vorresti coltivare (o creare) e lasciare alle generazioni future?”.

I luoghi da attraversare camminando a Smach 2023

Le risposte a queste domande sotto forma di opere di land art sono state pensate e realizzate appositamente per i luoghi ove saranno poi visitabili (questo significa site specific): Lago di Rina, Monte Muro – Chi Jus, Prati di Putia, Medalges – Forcella de Furcia; Puez; La Crusc – Santa Croce; Armentara; Passo di Sant’Antonio; Fanes; Pederü. Siamo in val Badia dove è sorto anche il parco con alcune delle opere delle scorse edizioni della biennale divenute permanenti: si tratta di un territorio di 25 ettari, situato in una valle incontaminata nella località di San Martino in Badia, in provincia di Bolzano. Il suo accesso è a 150 metri dal Museum Ladin e crea con esso un interessante polo di attrazione turistico-culturale per tutta la valle. L’idea originaria di Smach fu proprio quella di favorire e implementare il turismo culturale nella val Badia, creando un percorso artistico tra le Dolomiti.

Visitare la Biennale Smach significa anche immergersi in un territorio unico per bellezza e ricchezza. Per dare alcune anticipazioni e suggestioni sulle opere presentate quest’anno, possiamo svelare alcune delle loro location: i prati di Armentara che ospitano ben 244 tipi di funghi e 40 specie di farfalle o l’altopiano della Gardenaccia, un suggestivo paesaggio lunare dove si trovano formazioni geologiche originate dalle ultime sedimentazioni del Giurassico e del Cretaceo.


E ancora: una delle peculiarità delle opere di Smach è essere realizzate confrontandosi anche con l’eredità di memoria, cultura e identità di queste montagne, che in alcuni casi sono patrimonio immateriale dell’umanità, come la tradizione della transumanza che dal 2019 è parte della lista dell’Unesco. Il Passo di Sant’Antonio è un luogo dove da secoli transita la migrazione stagionale del bestiame, qui sorge una chiesa dedicata al santo patrono degli animali dove sarà collocata un’opera. Il sito Fanes, invece, rimanda alle remote leggende del Regno di Fanes, l’antica età dell’oro della popolazione Ladina; mentre a Pederü troviamo testimonianze della storia più recente: durante la Prima guerra mondiale in questo luogo venne allestito un popoloso villaggio militare dell’Impero Austro-ungarico i cui resti, oggi ristrutturati, ospitano un rifugio.

Ogni luogo dunque non è solo sede di una nuova opera che deve germogliare ma ha in sé una storia da raccontare e diffondere.

Smach biennale 2023
Smach biennale 2023 © Gustav Willeit

Come partecipare al trekking per ammirare le opere

Per chi ama l’arte e questi territori montani, come nelle passate edizioni, può farne esperienza grazie a un trekking che attraversa alcuni dei siti più iconici dei Parchi naturali Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle: oltre 60 chilometri di cammino, con dislivello positivo di 4300 metri, suddivisi in 4 itinerari per una durata di 4 giorni, qui tutte le info. Il percorso raggiungerà tutte le opere site-specific realizzate dagli artisti di questa edizione di Smach ed è consigliato a camminatori già avvezzi ai trekking in montagna. Ma chi non è esperto può comunque partecipare agli itinerari giornalieri, selezionando le escursioni alle opere in base alle individuali capacità di percorrenza. Davvero per tutti è stata pensata la tappa al Parco val Dl’Ertcon accesso diretto dal paese di San Martino in Badia, dove sono raccolte 23 opere acquisite da Smach nelle precedenti 5 edizioni.

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