Monet e gli Impressionisti. A Bologna una mostra ne ripercorre il successo, oggi quasi pop

Tele mai uscite dal Musée Marmottan Monet di Parigi arrivano in esclusiva in Italia per raccontare uno dei movimenti artistici più amati. Tra gli autori in mostra, finalmente una donna, Berthe Morisot.

Non occorre andare a Parigi, almeno fino al 14 febbraio 2021, per vedere oltre 50 delle maggiori testimonianze del movimento impressionista. A Bologna infatti, a Palazzo Albergati, sono esposte le opere dei suoi massimi esponenti: Manet, Renoir, Degas, Corot, Sisley, Caillebotte, Morisot, Boudin, Pissarro e Signac. Un’occasione unica per ammirare tele provenienti dal prestigioso Musée Marmottan Monet di Parigi, noto nel mondo per essere la “casa dei grandi Impressionisti”.

In mostra opere mai uscite prima dal Musée Marmottan di Parigi

Visitare la mostra Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi è un po’ come ripercorrere tutte le fasi di questo movimento artistico, “sfogliarne una biografia” ben fatta. Quella a Bologna doveva essere una delle grandi mostre in programma per questo 2020 e ora, dopo la fine dell’emergenza, viene finalmente “recuperata” per regalare al pubblico la possibilità di godere di una delle collezioni di dipinti di questo periodo più ricche e celebri al mondo. Un appuntamento imperdibile per chi ama gli impressionisti perché le tele esposte ora a Palazzo Albergati non hanno mai lasciato le sale del museo parigino dal quale provengono, datato 1934.

Un catalogo ben costruito abbiamo scritto, non a caso, perché anche l’allestimento della mostra sembra voler rendere chiara, quasi didascalica, la storia, il lavoro e il successo di artisti che hanno da sempre un enorme seguito, forse per l’immediata comprensione della bellezza che raffigurano  grazie all’utilizzo di colori vivi e alla notevole presenza di luce. Ma si sa che l’arte, e il suo percepito, sono talvolta misteriosi e meravigliosi proprio per questo. Così, vi troverete davanti a tele ben segnalate (che bella l’idea di avere finalmente immediatamente chiare e visibili le informazioni sul quadro sopra lo stesso), accompagnate da citazioni che le “inquadrano” nell’epoca storico culturale in cui sono state dipinte o, più semplicemente, ci riportano il sentimento dell’artista. “Ogni giorno scopro cose ancora più belle. – diceva Claude Monet – Sono così inebriato che vorrei dipingerle tutte. Mi sta scoppiando la testa”. Di cosa parlava Monet? Di molti dei paesaggi, dei fiori e delle atmosfere che vedrete impressi nei quadri esposti a Bologna.

Impressionisti mostra Bologna
Impressionisti, una mostra a Bologna © Gianfranco Fortuna

Perché “Impressionisti”?

È forse uno dei movimenti artistici – specie pittorici – più amati e popolari (quasi pop) quello degli Impressionisti ma non è sempre stato così e in una sezione della mostra si analizza questo aspetto: nel 1874 il critico Louis Leroy guardando il celebre dipinto di Monet Impression, soleil levant coniò il termine impressionista per mettere in ridicolo la fattura libera e veloce dei dipinti di Monet e dei suoi amici.

Gli impressionisti venivano regolarmente criticati e accusati di non saper disegnare perché si concentravano sullo studio degli effetti atmosferici su soggetti e paesaggio, ma non era così, e lo si comprende bene quando si osservano i loro dipinti con figure come il Ritratto di Henri Rouart (1871) e il Ritratto di Madame Ducros (1858), entrambi di Degas. Renoir, Morisot e Degas consideravano il disegno la vera essenza della loro pratica artistica ed essere impressionisti per loro significava anche raffigurare la società così com’è, dipingere il ritratto della “vita moderna”, come la chiamò Baudelaire.

Morisot Mostra Bologna Impressionisti
Berthe Morisot (1841-1895) Donna con ventaglio o Il ballo , 1875 Parigi, Musée Marmottan Monet, dono Eugène e Victorine Donop de Monchy, 1940 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images

Berthe Morisot, una donna tra molti pittori uomini

Sono tanti gli spunti offerti da quest’esposizione, ma ci piace soffermarci sui dipinti e quindi sull’arte di Berthe Morisot. Un’artista donna dunque, una delle poche a quei giorni (1841-1895), specie tra gli impressionisti. Parliamo di un’epoca in cui ancora un essere umano di sesso femminile, perché tale, non poteva frequentare l’Accademia delle belle arti, e aveva, anche nella vita quotidiana, un ruolo subalterno rispetto all’uomo. Pensate quindi a quanto doveva essere evidente a tutti il valore e la bravura della Morisot, oltre che forte e determinato il suo carattere, basilare per poter emergere. A Bologna un’intera sezione della mostra è dedicata a lei che tanta influenza e importanza ha avuto per il movimento tutto.

Nonostante l’innegabile capacità pittorica però, alla sua morte Berthe, che sposò il fratello di Manet, sepolta nel cimitero di Passy, si “meritò” solamente una lapide che reca unicamente questa scritta, «Berthe Morisot, vedova di Eugène Manet», senza alcun accenno alla sua feconda carriera di artista; del resto, anche il suo certificato di morte recita «senza professione». Anche grazie a questa mostra, deve essere ricordata come un’esponente di spicco dell’Impressionismo, che amava dipingere en plein air proprio le donne della sua epoca che però, a differenza usa, erano costrette a una vita meramente domestica.

La mostra Monet e gli Impressionisti. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Parigi è aperta dal 29 agosto 2020 al 14 febbraio 2021 tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 e il biglietto costa 16 euro.

 

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