La sostenibilità nella moda approda al White con Give a fok-us

Give a fok-us approda al White street market. La fiera del settore moda più importante in Italia diventa sostenibile.

Un’esperienza immersiva che ci fa entrare in un mare virtuale cristallino e pieno di vita e colori che si trasforma gradualmente in un luogo dove appare la plastica che pervade e distrugge tutto. È Give a fok-us, che ha debuttato a febbraio durante il White donna – White è la fiera del settore moda più importante in Italia–. L’obiettivo è dedicare uno spazio al tema della sostenibilità nella moda. Questa volta è presente al White street market (Wsm) che si tiene in via Tortona a Milano, dal 15 al 17 giugno, focalizzato sullo streetwear. Questa volta in occasione della settimana della moda maschile milanese sotto la direzione artistica di Matteo Ward con l’installazione Get in sink curata da Stella Stone e realizzata da Draw Light.

Stella Stone artwork per Get in Sync, Give a fok-us
Stella Stone artwork per Get in Sync

Le installazioni presenti a Give a fok-us

La narrazione spiega ciò sta accadendo ai nostri mari, fiumi e laghi e invita i visitatori a focalizzarsi su come risolvere questi problemi che ci riguardano tutti come razza umana. Di questo passo, si prevede che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci nel mare e nei corsi d’acqua. L’industria della moda contribuisce all’inquinamento idrico sia nella fase di produzione che in quella che riguarda i consumatori in quanto, ogni volta che laviamo un capo realizzato in microfibra di poliestere, vengono rilasciate piccolissime particelle di plastica nell’ambiente che passano attraverso i filtri delle lavatrici. Esistono oggi in commercio sacchi nei quali mettere gli indumenti in poliestere, anche quelli realizzati con il pet che viene dal riciclo delle bottiglie di plastica, e questi sacchi trattengono le microfribe tamponando il problema.

La seconda installazione di Give a fok-us dedicata alla sostenibilità è la Denim wave, letteralmente una monumentale onda di Denim che proviene dall’azienda Candiani, campione della sostenibilità, che realizza un Denim ecologico tinto con risparmio d’acqua attraverso l’innovativo sistema Kitotex che utilizza il chitosano, un polimero di origine organica e rinnovabile, ottenuto dalla lavorazione di scarti alimentari (crostacei). L’utilizzo del chitosano permette di ridurre drasticamente sia il consumo di acqua che di energia e permette di abbattere l’uso di detergenti, sbiancanti e altri agenti chimici. I tessuti così prodotti acquisiscono proprietà di batteriostaticità, antiacaro e antistatico che ne migliorano l’igenicità durante il loro utilizzo.

Stella Stone art work per Denim Wave, Give a fok-us
Stella Stone art work per Denim Wave

Prosegue anche la partnership di White con Fashion revolution, iniziata a febbraio 2019 con una finestra sul primo movimento globale dedicato alla moda sostenibile fondato da Orsola de Castro e Carry Sommers a Londra nel 2013 dopo il crollo del Rana Plaza in Bangladesh in cui morirono 1.133 persone, ferendone 2.500. Da allora il movimento è cresciuto in modo esponenziale ed è presente in 103 paesi al mondo.

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Strettamente connessa a questo progetto è l’attivazione di un’installazione con reti da pesca dalle quali si ottiene il filato Econyl, un nylon rigenerato ricavato, appunto, dalla plastica recuperata in mare.

Wsm supporta anche gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, adottati dalle Nazioni Unite nel 2015, attraverso un lavoro culturale e di sensibilizzazione promosso da Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e dai brand della piattaforma Fashion B.E.S.T., con le creazioni di Flavia La Rocca, Tiziano Guardini, Yekaterina Ivankova, Blue of a kind, Juan Carlos Gordillo, Teeshare, Licia Florio. L’installazione del Terzo paradiso dell’artista Michelangelo Pistoletto, nello specifico, è realizzata con cartelloni da manifestazione che compongono la struttura, grazie alla partecipazione di studenti delle scuole di moda di Milano. From manifestation to manifestAction: questo il motto significativo ispirato al tema dell’acqua.

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Nutrito come sempre il palinsesto dei talk, che ricalcano i temi centrali di Wsm, durante i tre giorni di evento. Si comincia sabato 15 giugno alle 11:45 con un talk dal titolo quanto mai emblematico: Fashion force, un talk incentrato sulla moda come mezzo per il cambiamento sociale; a seguire nel pomeriggio, Re-Fashion: it’s not waste until it’s wasted. Domenica prendono posto Water world e Digital Age, seguiranno Sustainable accelerator e Denim world. L’ultimo giorno il focus è dedicato alle startup grazie alla partecipazione della Nuova accademia di belle arti (Naba) e della scuola di design del Politecnico Milano.

Trascorrere del tempo al White street market e nella zona immersiva Give a fok-us è l’occasione per assorbire questioni ambientali fondamentali, come quella legata all’acqua. Iniziamo a essere promotori del cambiamento con entusiasmo.

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