Sri Lanka. Monsoni eccezionali provocano 177 morti e 500mila profughi

Un’ondata di piogge eccezionali sta colpendo lo Sri Lanka. Già pesantissimo il bilancio delle inondazioni. Duemila case distrutte. Decine di dispersi.

Lo Sri Lanka sta affrontando una delle peggiori catastrofi naturali della sua storia. Le piogge torrenziali che si sono abbattute negli ultimi giorni sulla nazione asiatica hanno provocato la peggiore inondazione mai registrata dal 2003. Il bilancio è già pesantissimo: i servizi di soccorso cingalesi hanno parlato di 177 morti accertati.

Oltre un centinaio i dispersi nello Sri Lanka

Da parte sua l’unità di crisi ufficiale dello Sri Lanka ha fatto sapere che almeno 109 persone risultano attualmente disperse, mentre oltre un centinaio sono quelle che sono state ricoverate. Per comprendere l’ampiezza dell’evento, basti pensare che i profughi provocati dalla potenza eccezionale del monsone sono più di 500mila, secondo le cifre divulgate dalle autorità locali. Il numero di case distrutte dalle inondazioni, inoltre, non è inferiore alle duemila unità.

Il servizio meteorologico nazionale ha allertato la popolazione sul fatto che nuove piogge sono previste anche nella giornata di oggi, martedì 30 maggio. Il che non solo rischia di aggravare la situazione, ma anche di impedire il regolare svolgimento delle operazioni di soccorso. Proprio una breve pausa nelle precipitazioni, nella giornata di domenica, ha consentito infatti di far giungere alle comunità colpite parte degli aiuti di cui necessitano.

Il timore di epidemie di colera

Il governo ha inviato nelle aree più in difficoltà anche alcune squadre di medici: il timore è che in breve possano insorgere focolai di gravi patologie, a partire dal colera, favorito dall’assenza di trattamento della acque. “Abbiamo l’esperienza necessaria per fronteggiare una situazione come questa”, ha cercato di rassicurare il ministro della Salute Rajitha Senaratne, aggiungendo che la maggior parte delle vittime è deceduta “sul colpo”, ovvero a causa degli smottamenti del terreno. Anche l’esercito è stato mobilitato, in particolare con elicotteri, piccole imbarcazioni e mezzi anfibi. Obiettivo principale dei soldati è di far arrivare cibo e prodotti di prima necessità alla popolazione.

Ma lo Sri Lanka ha anche lanciato un appello alla comunità internazionale. Tra le prime nazioni a rispondere c’è l’India, che ha ordinato ad una nave militare di fare rotta verso le aree più in difficoltà, al fine di rafforzare i soccorsi. Contemporaneamente, le Nazioni Unite hanno annunciato l’invio di serbatoi di acqua e di pastiglie per la purificazione idrica. Infine, l’Organizzazione mondiale della sanità ha annunciato la fornitura di scorte di medicinali.

Nell’immagine di apertura, una fotografia scattata in occasione delle inondazioni che hanno colpito lo Sri Lanka nel 2008 ©trokilinochchi/Wikimedia Commons
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