L’Europa si conferma un “hot spot” della crisi climatica. Ovvero una delle macro-regioni nelle quali il riscaldamento globale si manifesta in modo più violento: l’aumento della temperatura nel continente risulta infatti due volte più rapido rispetto alla media mondiale. A spiegarlo è l’ultima edizione del rapporto Stato del clima in Europa, curata dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), e che coinvolge l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) e il servizio europeo Copernicus.
Caldo estremo in Europa: nel 2025 punte oltre i 30 gradi anche nel Circolo polare artico
Il Vecchio Continente, spiega il documento, nel 2025 “è stato esposto a impatti crescenti – dalle ondate di caldo record sulla superficie del mare e delle terre emerse, a incendi forestali devastanti, passando per la continua perdita di biodiversità – che provocano conseguenze per tutte le società e gli ecosistemi”. Un’evidenza che discende dalle analisi di un centinaio di scienziati che hanno partecipato alla stesura del rapporto, grazie al quale è possibile ottenere una fotografia d’insieme della situazione climatica.
🌍🔥 Europe is heating up — but not evenly.
This map from The European State of the Climate 2025 report shows how the rate of warming varies across the continent, with eastern and northern Europe warming faster than many other regions over the past three decades. pic.twitter.com/2HCqRNyA4i
— EU EnvironmentAgency (@EUEnvironment) May 3, 2026
“L’Europa – ha commentato Florian Pappenberger, direttore generale di Ecmwf – si sta scaldando più rapidamente e le conseguenze sono già gravi. Quasi tutta la regione ha registrato temperature annuali superiori alla media. La Norvegia, la Svezia e la Finlandia hanno vissuto le peggiori ondate di caldo di sempre, con ventuno giornate consecutive e temperature che hanno superato i 30 gradi centigradi perfino all’interno del Circolo polare artico”.
In Groenlandia persi 139 miliardi di tonnellate di ghiaccio
Secondo il documento, infatti, almeno il 95 per cento del territorio europeo ha registrato una temperatura annuale superiore alla media, nel corso del 2025. Di conseguenza, i ghiacciai di tutte le regioni hanno subito una perdita netta in termini di massa, con in particolare l’Islanda che ha registrato il seconda più importante calo da quando i dati vengono monitorati con regolarità. Mentre la calotta della Groenlandia ha perso qualcosa come 139 miliardi di tonnellate di ghiaccio.
Al contempo, la copertura nevosa sui rilievi è stata del 31 per cento inferiore alla media.
In fumo un milione di ettari di foreste per colpa dei mega-incendi
Le ondate di caldo marino, inoltre, sono state estremamente diffuse, arrivando a colpire l’86 per cento della regione oceanica europea. Nel 36 per cento dei casi, si è trattato di fenomeni “severi” o “estremi”: mai la quota era stata così alta.
Europe is heating twice as fast as the global average.
In 2025, 95% of the continent saw above-average temperatures, alongside record Arctic heat and wildfires burning over one million hectares.
Tutti indicatori in rosso, dunque. Ma le conseguenze del clima che cambia non si limitano alle regioni più remote. Gli incendi hanno divorato più di un milione di ettari di foreste lo scorso anno: si tratta del dato più importante mai registrato. Mentre caldo e precipitazioni scarse hanno fatto sì che il quantitativo di acqua presente nei fiumi sia stato per undici mesi su dodici inferiore alla media in tutta Europa. Non sono mancati poi i fenomeni meteorologici estremi, con tempeste e inondazioni che hanno colpito migliaia di persone in tutto il continente.
Corrono le rinnovabili, “ma serve un’azione immediata sul clima, basata sulla scienza”
Qualche notizia incoraggiante arriva, per lo meno, dalle energie rinnovabili, che hanno fornito quasi la metà (il 46,4 per cento) dell’energia elettrica europea nel 2025. In particolare il solare che ha raggiunto un record pari al 12,5 per cento, proseguendo la sua crescita ormai più che solida. Al contrario, la perdita di biodiversità appare però inarrestabile: proprio il riscaldamento globale, indica il rapporto, rappresenta una delle principali cause del fenomeno.
Europe is warming >2x as fast as the global average, reducing snow & ice cover. High air temperatures, drought, heatwaves & record ocean temperatures affect regions from the Arctic to the Mediterranean.
— World Meteorological Organization (@WMO) April 29, 2026
“Il ritmo dei cambiamenti climatici esige un’azione urgente – ha evidenziato Samantha Burgess, responsabile delle strategie per il clima presso Ecmwf -. Con l’aumento delle temperature, la generalizzazione degli incendi e della siccità, le prove sono inequivocabili: la crisi climatica non è una minaccia futura. È la nostra realtà attuale. Per rispondere alla perdita di biodiversità dobbiamo adattarci nel più breve tempo possibile, con la transizione verso le energie pulite e basando le decisioni politiche sui dati scientifici”.
La legge europea sul ripristino della natura, la Nature restoration law, è in stallo. Prima del voto finale del Consiglio, alcuni paesi hanno ritirato il loro appoggio.