Clima, per l’adattamento in Europa servono 70 miliardi di euro all’anno

In Europa danni per oltre 800 miliardi di euro in 40 anni. Senza adattamento rischiamo il 7 per cento del Prodotto interno lordo.

L’Unione europea non sta agendo in modo coerente rispetto a quanto necessario per l’adattamento ai cambiamenti climatici. E gli stanziamenti previsti sono insufficienti per garantire sicurezza alla popolazione. A spiegarlo è il Consiglio scientifico europeo sui cambiamenti climatici (Esabcc), il cui presidente Ottmar Edenhofer ha criticato con forza le politiche comunitarie, parlando di “mancanza di coerenza, mancanza di coordinamento e mancanza di fondi”.

Una “quota” di impatti della crisi climatica è ormai inevitabile

L’organismo consultivo europeo ha lanciato il campanello d’allarme basandosi sui dati diffusi dall’Organizzazione meteorologica mondiale, secondo i quali sul territorio del Vecchio Continente il riscaldamento climatico risulta più rapido rispetto alla media globale: la temperatura media europea risulta infatti già di ben 2,5 gradi centigradi superiore rispetto ai livelli pre-industriali. Il che implica una moltiplicazione della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi come ondate di caldo e di siccità o tempeste capaci di causare gravi inondazioni.

roma decessi per temperature estreme
Roma è tra le città europee più vulnerabili alle temperature estreme © Riccardo De Luca/Anadolu via Getty Images

Una “quota” di impatti dei cambiamenti climatici è infatti ormai ineluttabile. Anche se agissimo infatti in modo drastico e immediato sul fronte della mitigazione, ovvero dell’abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra, l’aumento della temperatura media globale già raggiunto finora è tale da rendere inevitabili le conseguenze citate.

Nell’ultimo decennio 45 miliardi di euro all’anno di danni per eventi estremi in Europa

A sottolineare ulteriormente l’insufficienza delle politiche adottate finora a livello europeo in termini di adattamento è un rapporto pubblicato lo scorso 4 febbraio dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) e dalla fondazione Eurofond, intitolato “Overheated and underprepared: Europeans’ experience of living with climate change” (“Surriscaldati e impreparati: la vita degli europei con i cambiamenti climatici”, in italiano). Nel testo si specifica che i danni causati da eventi meteorologici estremi nell’ultimo decennio sono stati pari a circa 45 miliardi di euro all’anno. Ovvero cinque volte di più rispetto agli anni Ottanta del secolo scorso.

In questo senso, Edenhofer ha citato le inondazioni che hanno colpito Valencia nel 2024, uccidendo 229 persone, così come quelle che si sono abbattute su Belgio, Irlanda e Italia. A suo avviso, la mancanza ad esempio di sistemi d’allerta precoce (uno degli strumenti “classici” delle politiche di adattamento) ha pesato sulle conseguenze di tali eventi. Allo stesso modo, i mega-incendi hanno bruciato il 3 per cento del territorio del Portogallo nel 2025. Mentre le tempeste di grandine provocano ogni anno miliardi di euro di danni in tutto il continente.

Per l’adattamento ai cambiamenti climatici in Europa servono coordinamento e fondi

Nel rapporto si sottolinea però anche la necessità di un maggiore coordinamento istituzionale, così come quella di informare adeguatamente i cittadini sui rischi. Una proposta avanzata dall’Esabcc, in questo senso, punta a “rendere obbligatorie e armonizzare le valutazioni sui rischi climatici” affinché si possa creare un quadro di riferimento unico per tutti i paesi.

Inondazioni in Germania 2021
Le inondazioni che hanno colpito la Germania nel luglio del 2021 © Sebastien Bozon/Afp/Getty Images

Ciò a cui stiamo assistendo, d’altra parte, rischia di rappresentare soltanto la punta dell’iceberg, se si considera che – prosegue il rapporto – anche considerando l’applicazione integrale delle politiche climatiche attuali, l’Europa rischia di dover fronteggiare un aumento della temperatura media continentale di 3,9 gradi centigradi, di qui al 2100.

Soltanto negli ultimi 44 anni, precisano Eea e Eurofond, le perdite hanno raggiunto gli 822 miliardi di euro. Che, secondo un altro studio dell’università di Mannheim e della Banca centrale europea, potrebbero raggiungere i 126 miliardi all’anno già dal 2029.

Senza adattamento potremmo perdere il 7 per cento del Pil europeo

Ma basterebbe uno scenario superiore ad “appena” 1,5 gradi (a livello globale) per comportare in Europa una perdita pari al 7 per cento dell’attuale Prodotto interno lordo. Se la quota può apparire esagerata, è sufficiente ricordare che le inondazioni catastrofiche che hanno colpito la Slovenia nel 2023 sono costate l’11 per cento del suo Pil.

Residenti di Santa Baia de Montes, nella Spagna nord-occidentale, tentano di combattere contro gli incendi
Residenti di Santa Baia de Montes, nella Spagna nord-occidentale, tentano di combattere contro gli incendi © Miguel Riopa/Afp/Getty Images

Un’analisi curata dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici Cmcc) per la Commissione di Bruxelles ha spiegato che, per evitare e applicare le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici necessarie, saranno necessari investimenti per 70 miliardi di euro all’anno, di qui al 2050. Soprattutto per mettere al sicuro infrastrutture per trasporti, agricoltura ed energia.

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