Subsonica – Eden

Coinvolgono i Righeira. Gli insulti dei fan se li cantano da soli, in Benzina Ogoshi. L’album “Eden” è questo e molto altro.

A quattro anni di distanza dall’ultimo (L’eclissi, 2007) i
Subsonica tornano con il loro nuovo «album 6.0». Eden
nasce durante un ritiro in una casa di campagna, dove i cinque
mettono in comune idee, passioni e stati d’animo. Ne vengono fuori
11 canzoni diverse tra loro in un disco che Max Casacci descrive
come «un album multicolor, più luminoso del
precedente, che abbina forti intensità emotive a ironie
visionarie, talvolta giocose». La title track, in
realtà ultima nata, si ispira all’opera Don’t Stop The Dance
di Luca Saini che ne ha realizzato anche il video.

È il brano che inizialmente lascia un po’ perplessi per il
suo crescendo che non sembra mai decollare, ma che a ogni ascolto
successivo coinvolge in una spirale ipnotica. Con Serpente, una
sensuale miscela di dub step e rock, valorizzata dalla voce
inconfondibile di Samuel, il disco continua a cullarci su ritmi
lenti per poi esplodere ne Il diluvio che farà felice i fan
abituati alla dimensione scatenata del dancefloor. Tra l’impegno di
brani come Prodotto Interno Lurido e gli echi anni 80 dell’estiva
Gabbiano e dell’ironica La funzione (feat. Righeira), trova posto
un techno-punk tiratissimo nato per gioco che vale la pena
segnalare. Benzina Ogoshi nasce da un’operazione interattiva di
scrittura.

Composto per un demenziale micro film horror girato al telefonino,
e costruito inizialmente con gli insulti dei fan collezionati in
anni di carriera, culmina con un’ironica: «Non siete riusciti
a bissare Microchip emozionale».

Arianna Conforto

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