Investimenti sostenibili

Trasparenza sulle tasse, i furbi avranno vita sempre più difficile

Il fondo sovrano norvegese promette la linea dura: le tasse si pagano dove si fanno affari, non dove il trattamento per le grandi imprese è più benevolo.

In un mondo in cui i capitali si spostano con pochi clic ed esistono enormi differenze nel trattamento fiscale che i vari Paesi riservano alle imprese, succede qualcosa che ormai è considerato quasi banale. Pur di massimizzare i profitti, alcune grandi multinazionali si giostrano tra uno Stato e l’altro, sfruttando i regimi più favorevoli. A livello puramente formale, nella stragrande maggioranza dei casi è tutto perfettamente legale. In pratica, però, si tratta di un danno enorme per le economie di interi Paesi. Ma dopo diversi scandali qualcosa inizia a muoversi. E anche il fondo sovrano più grande al mondo promette di fare la sua parte.

Cosa dice il documento di Norges sulle tasse

Norges Bank, che gestisce il fondo sovrano norvegese, ha da poco pubblicato il report “Tasse e trasparenza. Le aspettative nei confronti delle aziende”. Se il titolo è eloquente, il contenuto non è da meno.

Una condotta fiscale appropriata, prudente e trasparente è un elemento chiave della responsabilità d’impresa. In linea con i principi sulla corporate governance stilati dal G20 e dall’Ocse, noi ci aspettiamo che i consigli di amministrazione prendano in considerazione gli interessi di tutti gli stakeholder di rilievo. Le nostre aspettative in tema di tasse e trasparenza si basano su tre principi fondamentali. Il primo: le tasse dovrebbero essere pagate dove si genera il valore economico. Il secondo: gli accordi fiscali sono una responsabilità del consiglio di amministrazione. Terzo punto: un report pubblico, Stato per Stato, è un elemento chiave di una disclosure fiscale trasparente.

Eludere le tasse non è un vantaggio

Diverse multinazionali, continua il documento, si attrezzano per pagare le tasse nei Paesi che offrono loro il trattamento più vantaggioso. Privando così gli Stati di risorse fondamentali. Non stupisce, dunque, il fatto che le autorità nazionali e internazionali si stiano attrezzando per porre un freno alle pratiche più discutibili.

In qualità di investitore – spiega il paper – Norges Bank deve analizzare rischi e opportunità. Sul versante delle opportunità, appare “improbabile” che la trasparenza su dove si generano i profitti e dove si pagano le tasse possa rappresentare uno svantaggio competitivo. “Non è certo”, prosegue il documento, che tra i doveri delle aziende nei confronti dei loro investitori ci sia anche quello di minimizzare il carico fiscale. Tanto più perché, sull’altro piatto della bilancia, i rischi sono parecchi. Si mette a repentaglio la reputazione, si complica la struttura societaria (compromettendo la qualità dell’analisi finanziaria e il controllo delle operazioni) e ci si espone a potenziali problemi, qualora dovessero cambiare le normative.

magazzino amazon
Un magazzino Amazon in Inghilterra. Ad aprile 2017 la Guardia di Finanza di Milano ha contestato all’azienda una presunta evasione fiscale pari a circa 130 milioni di euro. Foto © Peter Macdiarmid/Getty Images

Come funziona il fondo sovrano norvegese

Norges Bank altro non è che la banca centrale che gestisce il fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo, alimentato soprattutto dai proventi del petrolio. Stiamo parlando di un colosso da 850 miliardi di euro di capitalizzazione, impegnati in novemila aziende sparse da un capo all’altro del Pianeta. La Norvegia, però, già anni fa ha scelto di non perseguire il profitto a tutti i costi, ma di imporre dei paletti ben chiari. La banca centrale infatti è affiancata da un Comitato etico che nel tempo ha elaborato una seri di criteri sociali e ambientali, relegando in una lista nera tutte le aziende che non li soddisfano. E in cui, quindi, il fondo non investirà.

Fondo sovrano norvegese petrolio
Il fondo sovrano norvegese, gestito da Norges Bank, si finanzia prevalentemente coi proventi del petrolio.

Perché la decisione di Norges è così importante

Con questo documento, di sole otto pagine, Norges pone alcune pietre miliari destinate a lasciare il segno. Come spiega un approfondito editoriale di ETicaNews, infatti, Norges Bank finora si è dimostrata attenta e inflessibile nelle sue decisioni di investimento responsabile. Ma le sue scelte si basavano principalmente sulle esternalità negative causate dalle aziende sul Pianeta e sulle persone. Ciò significa, in altri termini, escludere chi ha un impatto ambientale negativo (incidenza del carbone) o chi realizza prodotti o servizi poco etici (armi, tabacco). Parlare di trasparenza sulle tasse significa, al contrario, concentrarsi sulle esternalità positive. Alle aziende non viene richiesto soltanto di rispettare le leggi (requisito che spesso, di fatto, già soddisfano), ma di dare il proprio contributo alla società dei Paesi in cui generano il loro valore economico. Se altri seguiranno l’esempio, questa potrebbe essere solo la prima pagina di un nuovo capitolo per la finanza responsabile.

 

Foto in apertura © Norges

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