Arredamento e Design

Le turbine eoliche di Philippe Starck: forma, funzionalità e bellezza di un insuccesso commerciale

Non hanno ottenuto un successo stratosferico né hanno rivoluzionato il mercato domestico dell’energia rinnovabile, ma le pale eoliche progettate da Philippe Starck per la Pramac hanno un merito indiscutibile: quello di aver tracciato il solco verso un ideale estetico nuovo, mettendo in discussione l’assoluto primato della funzione sulla forma.

Non hanno ottenuto un successo stratosferico né hanno rivoluzionato il mercato domestico dell’energia rinnovabile, ma le pale eoliche progettate da Philippe Starck hanno un merito indiscutibile: quello di aver tracciato il solco verso un ideale estetico nuovo, mettendo in discussione l’assoluto primato della funzione sulla forma.

Il rapporto tra forma e funzione, alla base della storia del design, trova nell’ingegneria energetica e, in particolare, nel settore dell’energia eolica, esempi monumentali per essere sviscerato.

Le turbine eoliche sono realizzazioni imponenti, sempre visibili, parte del tessuto paesaggistico di terre e mari. Sulla cui estetica il dibattito, nel mondo e in Italia, è da sempre infervorato.

Sull’utilità e l’abbondanza del vento non si discute. Quindici anni fa gli esperti del World Watch Institute (nello State of the World 2003) dichiarano che i soli venti di terraferma sistematicamente e strategicamente sfruttati avrebbero potuto già fornire energia pari al quadruplo del fabbisogno energetico globale. Cioè, hanno calcolato che il vento, da solo, poteva dare al mondo tutta l’energia che serviva, e avanzandone tre volte tanta. Senza contare i venti d’alto mare, che sono ancor più forti, stabili e promettenti. Nel 2005, un altro studio per quantificare le risorse d’energia eolica mondiali chiamato Wind Force 12 la European Wind Energy Association ha concluso che il potenziale mondiale dell’energia producibile dal vento sarebbe addirittura il doppio della domanda d’elettricità mondiale prevista già per il 2020. Da allora, decine di ricerche hanno confermato che l’eolico, da solo, potrebbe bastare per dare energia a tutto il mondo.

Lo strumento per trasformare il vento in energia elettrica consumabile è la turbina eolica, l’aerogeneratore.

La forma delle turbine eoliche e le idee di Philippe Starck

Una forma totalmente dettata dalla funzione (un pilone con delle pale in cima), finché il genio di Philippe Starck non vi si è applicato. Nel 2008, durante il Salone del Mobile milanese venne esposto nel Cortile del Filarete all’Università Statale il prototipo della piccola turbina domestica, aggraziata e minuscola (non raggiungeva il metro d’altezza), ad asse di rotazione verticale anziché orizzontale: un’assoluta novità per renderlo indipendente dalla direzione del vento e consentirgli di sfruttare anche le turbolenze. Caratteristica che, insieme con le dimensioni, l’eleganza del design e la silenziosità del meccanismo, lo poteva rendere adatto anche alle aree urbane.

La storia delle turbine eoliche di Philippe Starck comincia, per il pubblico, nel 2008, quando durante il Salone del Mobile milanese vengono esposti i primi modelli nel Cortile dell'Università Statale.
La storia delle turbine eoliche di Philippe Starck comincia, per il pubblico, nel 2008, quando durante il Salone del Mobile milanese vengono esposti i primi modelli nel Cortile dell’Università Statale.

In un’intervista a Alice Rawsthorn del New York Times pubblicata il 6 agosto dello stesso anno Starck, parlando del suo nuovo progetto di design democratico costituito da prodotti “a buon mercato ed ecologici”, assicurava che la microturbina da collocare sul tetto di casa era a buon punto di sviluppo col gruppo italiano Pramac (600 dipendenti nel mondo 200 dei quali a Siena, stabilimenti in Italia, Spagna, Cina e Brasile, 14 filiali commerciali e vende in 150 Paesi; di recente, 2016, passata sotto al gruppo americano Generac, leader nella progettazione e produzione di gruppi elettrogeni). Le microturbine, pensate con una potenza compresa fra 400 watt e 1 kW, sono state ingegnerizzate in collaborazione con l’Università di Napoli e prodotte nello stabilimento di Siena. Le pale eoliche Revolutionair erano disponibili in due diversi modelli e potevano essere installate anche in città, come elementi di arredo urbano.

  • la Revolution air Wt 400w dal prezzo iniziale di 2.000 € e che arrivò a 2.500, con forma quadrangolare, peso di 26 kg, dimensioni delle pale di 90 cm x 90 cm ed ha con vento a 14 m/s potenza di 400 watt.
  • la Revolution air Wt 1Kw, del prezzo da 2.500 a 3.500 €, a forma elicoidale, pale di 1,45 x 1,45 m e capace di una potenza di 1000 Watt con vento di 14 m/s.

Si pensava che la turbina eolica disegnata da Philippe Starck potesse essere commercializzata nell’autunno 2008 per l’Europa e all’inizio del 2009 in America. Starck già l’immaginava in vendita nei supermarket: “S’immagini – si entusiasmava – una persona che al sabato va in un grande magazzino per comprarsi qualche inutile gadget. E invece si imbatte in un oggetto davvero sexy. Mio Dio, ma è magnifico! Quanto costa? Cinquecento euro? Ma è più o meno quello che avrei speso per il mio inutile gadget! Lo compra, sale sul tetto, e 15 minuti dopo lo vede girare e produrre energia. Wow!”.

La linea Revolutionair è sbarcata sul mercato un anno e mezzo dopo le previsioni, ma le turbine di Starck non sono divenute oggetto comune su terrazzi e palazzi di città. La sfida commerciale non può essere definita vittoriosa.

Però la sfida intellettuale è stata vinta. La forma inedita non solo non precludeva la funzionalità e l’efficacia, ma anzi la esaltava: erano in grado di riuscire a sfruttare minimi fenomeni di turbolenza eolica, che tecnicamente si indica con il termine velocità di cut off, la velocità minima del vento con cui le pale cominciano a girare ed è pari a 3 metri al secondo.

Chi è Philippe Starck

I sandali Ipanema, la moto Motò Aprilia e il celebre spremiagrumi Alessi Juicy Salif sono solo alcuni degli oggetti iconici proposti dall’architetto e designer francese Philippe Starck.

Nato a Parigi nel 1949, la sua carriera da designer decolla negli anni ’80; le sue creazioni spaziano da spazzolini da denti, alberghi e spremi- agrumi alla navicella spaziale Virgin Galactic e uno yacht per Steve Jobs. La sua Louis Ghost è la sedia di design più venduta al mondo. Molte delle creazioni di Philippe Starck trovano ora spazio nei musei di tutto il mondo. “La funzionalità è tutto, in qualsiasi ambito – ha dichiarato a Euronews – anche una poesia adempie a una sua funzione. Una poesia sarà bella, in un certo momento, perché il suo ritmo è affascinante. Le immagini evocate dalle parole metteranno in moto delle idee. E alla fine, la bella ragazza a cui la state recitando vi cadrà tra le braccia. La funzionalità sarà stata quindi compiutamente rispettata. Non c‘è nulla, di ‘bello’, che non sia prima stato concepito per essere funzionale”.

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