Ucraina, la Russia avvia la seconda fase della guerra. Offensiva nel Donbass

L’esercito della Russia ha concentrato gran parte delle proprie forze nella regione ucraina del Donbass. Il punto dopo 54 giorni di guerra.

  • Lanciata una seconda fase della guerra in Ucraina.
  • I russi concentrano le loro forze nel Donbass.
  • Bloccati da tre giorni i corridoi umanitari per fuggire da Mariupol.
  • Putin ha decorato il battaglione accusato di aver massacrato civili a Bucha.
  • Due prigionieri britannici mostrati dalla televisione russa.

L’esercito russo ha avviato una seconda fase del conflitto in Ucraina, concentrando le proprie forze nella regione del Donbass. Ad annunciarlo è stato, nel pomeriggio di lunedì 18 aprile, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale “la battaglia è cominciata. La maggior parte delle truppe russe è ormai concentrata nella zona”.

La nuova strategia militare della Russia in Ucraina

Il Cremlino ha confermato nella mattinata di martedì di aver effettuato alcune decine di bombardamenti aerei e lanci di missili nel Donbass. Il ministero della Difesa ha parlato in particolare di aver colpito tredici obiettivi militari nei pressi della città di Sloviansk, nella provincia di Donetsk.

Per ora non si hanno ulteriori informazioni sullo stato di avanzamento della battaglia. Secondo quanto spiegato all’emittente Bbc dal generale Richard Barrons, ex comandante in capo delle forze congiunte britanniche, si potrebbe trattare di un cambiamento di strategia da parte dell’esercito di Mosca. Che avrebbe “imparato la lezione” dopo 54 giorni di guerra. In particolare, anziché disperdere le proprie forse sul vasto territorio dell’Ucraina, l’offensiva si concentrerà probabilmente su una sola regione, quella appunto del Donbass.

Negoziati di pace in stallo tra le parti

Qui sono presenti 76 battaglioni russi, rispetto ai 65 della settimana scorsa. Il che dovrebbe equivalere a 50-60mila soldati. Ciò potrebbe, secondo Barrons, significare la rinuncia all’ipotetica velleità di una conquista “totale” della nazione europea. Ma l’essersi concentrato su un obiettivo specifico non necessariamente garantirà alle truppe di Vladimir Putin un avanzamento più veloce. La guerra, infatti, è stata logorante anche per i soldati russi.

Case distrutte nella città di Irpin, in Ucraina
Case distrutte nella città di Irpin, in Ucraina © John Moore/Getty Images

Intanto, sul fronte diplomatico tutti i tentativi di un accordo per un cessate il fuoco – mediati dapprima dalla Bielorussia, quindi dalla Turchia – non hanno prodotto risultati concreti. Tanto che Zelensky continua a puntare soprattutto sulla possibilità di ottenere lo status di nazione candidata ad aderire all’Unione europea. La speranza del leader ucraino è di riuscirci “entro le prossime settimane”, anche se la procedura normalmente dura anni.

Da giorni niente corridoi umanitari a Mariupol

Mentre mancano per ora informazioni sulla situazione militare nel Donbass, continuano ad arrivare notizie drammatiche sulle condizioni della popolazione, in particolare nella città portuale di Mariupol, da settimane ormai autentico simbolo delle sofferenze dei civili in Ucraina. Allo stato attuale non è attivo alcun corridoio umanitario per la loro evacuazione: si tratta del terzo giorno consecutivo che ciò accade.

Le autorità locali hanno dichiarato inoltre che sarebbe stato bombardato il complesso metallurgico di Azovstal, nei cui sotterranei si sarebbero rifugiati circa mille civili, “in gran parte donne, bambini e persone anziane”. Allo stesso modo, il governatore della regione di Lugansk ha parlato di “un inferno. L’offensiva è cominciata. I combattimenti sono incessanti a Rubižne, Popasna e in altri centri urbani”.

Proseguono i bombardamenti anche nel resto dell’Ucraina

L’aver concentrato le truppe nel Donbass, in ogni caso, non ha arrestato la strategia dei bombardamenti aerei nel resto dell’Ucraina. In particolare, non lontano da Leopoli la Russia ha dichiarato di aver distrutto un “deposito di armi straniere, consegnate negli ultimi sei giorni dagli Stati Uniti e dalle nazioni europee”. Il governatore della provincia ha parlato di quattro missili lanciati dal mar Caspio sulla città.

Nel frattempo, ha suscitato reazioni da parte occidentale la consegna di un’onorificenza alla 64esima brigata di fucilieri motorizzati dell’esercito russo. Un titolo assegnato per “l’eroismo, la tenacia e la grande professionalità”. Si tratta dell’unità militare accusata dall’Ucraina di aver compiuto un massacro di civili a Bucha, località situata alla periferia di Kiev. Una vicenda considerata “un falso” da Mosca.

Decorato il battaglione accusato del massacro di Bucha

Infine, lunedì 18 aprile la televisione pubblica Russa Vgtrk ha diffuso un video nel quale vengono mostrati due britannici, Shaun Pinner e Aiden Aslin, fatti prigionieri durante i combattimenti. Apparentemente la volontà di Putin sarebbe quella di proporre al premier Boris Johnson uno scambio: la consegna dei due cittadini inglesi in cambio della liberazione di Viktor Medvedčuk, uomo d’affari, deputato pro-russo e amico personale del leader del Cremlino, arrestato di recente in Ucraina.

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