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Riprodurre suoni subacquei di pesci sani e di ecosistemi marini che prosperano, per far tornare le specie a popolare le barriere coralline.
Alle Maldive un team di scienziati sta portando avanti un esperimento che potrebbe essere un aiuto per il recupero delle barriere coralline, in crisi a causa del riscaldamento globale e delle attività umane.
Le barriere coralline, che ospitano circa il 25 per cento della biodiversità marina e sono essenziali per la protezione delle coste, sono in grave pericolo: il riscaldamento delle acque, l’acidificazione degli oceani e la perdita di habitat stanno minacciando questi ecosistemi vitali. In questo scenario, progetti innovativi come quelli alle Maldive potrebbero rappresentare una speranza per preservare i coralli e le specie che dipendono da essi.
Il primo esperimento, condotto da scienziati dell’Australian national University (Aanu) e dell’Università di Melbourne, prevede una sorta di “fertilizzazione in vitro” dei coralli. Durante la fase riproduttiva, i ricercatori prelevano centinaia di gameti da coralli che sono naturalmente più resistenti alle alte temperature. Questi gameti vengono poi fecondati in laboratorio, con l’obiettivo di creare nuovi coralli più resistenti al cambiamento climatico. Secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2020, i coralli della specie Acropora millepora, ad esempio, sono tra i più sensibili agli aumenti di temperatura, ma attraverso questa tecnica, i ricercatori potrebbero creare coralli che riescano a sopravvivere anche in acque più calde e acide.
Il secondo esperimento è altrettanto affascinante: si tratta di utilizzare i suoni per attirare le larve di corallo verso le barriere coralline degradate. La ricerca è condotta da Marine Conservation International in collaborazione con il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa). Gli scienziati riproducono suoni subacquei di pesci sani e di ecosistemi marini prosperi, per simulare un ambiente ideale in cui le larve di corallo possano insediarsi. Le larve di corallo, infatti, sono attratte dai suoni provenienti da ambienti sani, come quelli prodotti da pesci e altri organismi marini. Questo può aiutare a “guidarle” verso le aree dove sono più propense a stabilirsi e crescere. Secondo uno studio pubblicato nel Journal of Experimental Marine Biology and Ecology nel 2021, questa tecnica ha mostrato risultati promettenti, con le larve che si sono stabilizzate in modo più efficace in zone dove venivano riprodotti questi suoni di un ecosistema marino sano.
Questi esperimenti combinano biotecnologie avanzate e approcci ecologici innovativi, offrendo una nuova speranza per le barriere coralline di tutto il mondo. Le barriere coralline, che coprono meno del 0,1 per cento della superficie oceanica, sono fondamentali per il ciclo della vita marina, sostenendo oltre 4.000 specie di pesci e 800 specie di coralli. Ma, secondo l’Ipcc, tra il 70 e il 90 per cento delle barriere coralline globali potrebbe essere distrutto entro il 2050 se le temperature globali continueranno a salire al ritmo attuale.
Se questi esperimenti alle Maldive dovessero dimostrarsi efficaci, potrebbero rappresentare una delle strategie globali per invertire la tendenza al declino delle barriere coralline. Tecniche come la riproduzione dei suoni e la selezione di coralli più resistenti al calore potrebbero essere utilizzate per rafforzare le barriere coralline di tutto il mondo, promuovendo il recupero di quegli habitat che ospitano una biodiversità senza pari.
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