L’uomo che clona le sequoie, per salvarle

David Milarch, botanico statunitense, si è posto la missione di salvare le sequoie giganti della California. Le clona e le pianta in luoghi dove hanno la possibilità di crescere al sicuro.

Le sequoie sono tra le creature più enormi, longeve e maestose del pianeta, in grado di vivere oltre duemila anni e di superare i 90 metri di altezza, 10 metri di diametro e oltre 3mila tonnellate di peso. Questi antichi alberi sono però in pericolo, minacciati dalla grave siccità che ha colpito la California e dai cambiamenti climatici.

sequoia, costa della California
L’aumento delle temperature minaccia le sequoie sciogliendo anzitempo la neve non consentendo agli alberi di disporre della sufficiente quantità di acqua durante la stagione secca © Justin Sullivan/Getty Images

La caduta dei giganti

Fino al diciannovesimo secolo le foreste di sequoie ricoprivano tutta la costa californiana, da Big Sur fino all’Oregon. La corsa all’oro che a metà Ottocento investì la California provocò però lo scriteriato disboscamento delle foreste e ridusse enormemente il numero di sequoie. Oggi sopravvive appena il 5 per cento delle originali foreste di sequoie, le minacce attuali non hanno l’aspetto dei taglialegna ma le indistinte sembianze dei cambiamenti climatici. Il riscaldamento delle temperature sta infatti causando una diminuzione del manto nevoso, riducendo di conseguenza le forniture di acqua per le piante durante la stagione secca. A differenza delle specie animali che migrano più a nord, le sequoie non possono spostarsi per sfuggire al riscaldamento globale.

Sequoia gigante
L’origine delle sequoie risale al Mesozoico. Le sequoie giganti possono superare i 130 metri di altezza e vivere oltre duemila anni © Justin Sullivan/Getty Images

Il custode delle sequoie

Le sequoie hanno però un alleato dalla loro parte, si chiama David Milarch. Milarch è un botanico statunitense che nel 1991 è letteralmente morto a causa di un’insufficienza renale, prima di essere rianimato e “riportato in vita”. L’esperienza di pre-morte ha ispirato l’uomo che si è posto la missione di salvare le sequoie. Come? Clonandole e piantando le giovani sequoie nei luoghi dove affondavano le radici i loro avi, ora scomparsi, aiutandole dunque a migrare verso aree più sicure.

Salvare le sequoie e l’umanità

“Provo un enorme dolore se penso che abbiamo ucciso il 95 per cento delle sequoie – ha dichiarato Milarch – il mio obiettivo è di rimettere al suo posto ogni singolo albero che è stato tagliato e ucciso, e ho intenzione di farlo”. L’uomo raccoglie la genetica delle sequoie, le clona e le pianta nei luoghi dove un tempo prosperavano e dove hanno maggiori possibilità di sopravvivere. La missione di Milarch ha un duplice obiettivo, da un lato salva questi alberi colossali, dall’altro contribuisce a proteggere la nostra specie, le sequoie, in virtù della loro mole mastodontica, sono infatti in grado di sequestrare grandi quantità di carbonio.

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Spostare i giganti

L’incredibile lavoro di David Milarch  è raccontato in un cortometraggio intitolato Moving the Giants, prodotto proprio per documentare l’impresa del botanico statunitense e ispirare altre persone. Dobbiamo proteggere le sequoie per far sì che, usando le parole scelte da Walt Whitman proprio per descrivere una sequoia, “questo canto delle stagioni e del tempo, canto non solo del passato, [sia] canto anche del futuro”.

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