Yin, Yang e le leggi della vita

Punto cardine dell’antica filosofia cinese è il principio secondo cui in tutti i fenomeni del mondo della manifestazione esistono due aspetti complementari opposti, yin e yang.

di Mauro Bertamè

È proprio dal movimento e mutamento dello yin e dello yang che si genera lo sviluppo e il mutamento delle cose.

La filosofia dello yin e dello yang divide tutte le cose e i fenomeni della natura nei due aspetti yin e yang e ritiene che, all’interno dello yin e dello yang, si possa ulteriormente differenziare lo yin e lo yang cioè, che la componente yin e yang possa ancora essere suddivisa in yin e yang.

Le leggi del ciclo dello yin e dello yang

Il controllo antitetico tra yin e yang, detto anche unità antitetica.

Se esiste uno yin deve necessariamente esistere uno yang (per fare un esempio, esiste un davanti perché c’è un dietro, oppure pensiamo al ciclo della vita che fa coesistere vita e morte).

La reciproca radice e funzione di yin e yang

La luce è un fenomeno che percepiamo yang perché possediamo anche il concetto del buio che è yin; se ci fosse solo e sempre luce non potremmo comprendere la luminosità perché ci mancherebbe la comprensione del buio in quanto non esisterebbe.

L’equilibrio di crescita e diminuzione tra yin e yang

Per esempio la notte è yin. All’alba inizia a crescere lo yang e a diminuire lo yin, conservando sempre un equilibrio. A mezzogiorno lo yang è al massimo e inizia a decrescere, contemporaneamente cresce lo yin. Al tramonto lo yang è
ancora più debole e lo yin si rafforza, fino a diventare massimo a mezzanotte.

La trasformazione reciproca di yin e yang

Per esempio l’inverno è yin. In primavera, lo yin dell’inverno inizia a trasformarsi e crescere in yang. In estate lo yang è al massimo. In autunno lo yang si indebolisce e lo yin si rafforza, trasformandosi vicendevolmente, fino a diventare massimo in inverno.

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