Consegnati a Firenze gli Oscar della sostenibilità

Premiati in Toscana ricercatori ed imprenditori che hanno fatto della green economy il loro progetto di vita e di azienda. Ecco i 5 vincitori.

Svoltasi presso il Rettorato dell’Università di Firenze, l’edizione 2014 de “Il Monito del Giardino”, ha premiato cinque ricercatori e imprenditori italiani che hanno contribuito alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Dal titolo “Dalla natura alla natura, con energia”, il premio ha scelto di sottolineare i meriti di chi sta materialmente costruendo un presente più sostenibile, soprattutto nel campo dell’energia.

 

Dal 2008 gli Oscar verdi vengono consegnatiad alcuni tra i più illustri ecologi e scienziati internazionali: da Jane Goodall, celebre primatologa a Jacqueline McGlade, responsabile dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, a Pasquale Steduto, vicepresidente della divisione Terra e Acqua della FAO.

 

Ecco allora premiato il chimico Vito Pignatelli, che collabora con l’Enea, che ha selezionato alcune colture utili per bonificare i campi inquinati come quelli della Terra dei Fuochi e allo stesso tempo produrre biogas. Per quanto riguarda l’edilizia green è stata premiata l’architetto Chiara Tonelli, docente all’Università Roma Tre, per il progetto Rhome For DenCITY,  prototipo di abitazione sostenibile che parteciperà al Solar Decathlon a Versailles.

 

Nel capo dell’agrocoltura sostenibile, il premio è andato a Enrico Bonari, coordinatore per la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa del laboratorio Land Lab, che guida le attività agricole verso un percorso di buone pratiche del riutilizzo di territori abbandonati per lo sviluppo di energie rinnovabili. Paolo Nannipieri, direttore del Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze, è stato premiato per aver  messo a punto un modello di studio del ciclo di vita della filiera del legno dell’Alto Mugello, salvando dal fallimento alcune piccole aziende agricole della zona, grazie all’utilizzo delle biomasse legnose per l’auto-produzione di energia e calore.

 

Infine rientra nella lista l’azienda di Viterbo Palombini che svolge le tradizionali attività agricole e di allevamento a basso impatto, grazie al riutilizzo di tutti gli scarti agricoli e forestali del territorio: stalle che non producono inquinanti che privilegia l’ambiente e il benessere animale.

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