Dalle Langhe alla Calabria, dal Delta del Po alle colline toscane: le esperienze premiate da Cia creano comunità e opportunità nelle aree rurali.
C’è una spinta positiva che arriva dal Sud. A confermarlo è la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone”, la due giorni organizzata da Regione Campania e Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e dedicata all’analisi della gestione dei rifiuti
C’è una spinta positiva che arriva dal Sud. A confermarlo è la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone”, la due giorni organizzata da Regione Campania e Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e dedicata all’analisi della gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, con particolare riferimento alle possibilità di miglioramento della raccolta differenziata di carta e cartone.
A dimostrarlo è la raccolta di carta e cartone, che ha registrato nei primi 8 mesi del 2016, un aumento del 10 per cento rispetto al 2015. Certo un dato positivo, ma comunque in ritardo rispetto sia al resto del Paese, che agli obiettivi europei. “Il ritardo non è dovuto a problemi di una singola filiera ma piuttosto a difficoltà nell’organizzazione e nella gestione della raccolta differenziata in quanto tale”, ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
“Il rallentamento in queste cinque regioni e 22 province del Sud è talmente rilevante e il trend degli ultimi 10 anni così lento che senza un cambio di passo sarebbe estremamente arduo per l’Italia rispettare gli obiettivi del nuovo pacchetto di direttive Europee sui rifiuti e la circular economy”.
Ma c’è chi la raccolta differenziata la fa e bene. Tanto da essere annoverati tra i Comuni EcoCampioni, ovvero quelle realtà che si distinguono nella raccolta differenziata, in particolare di carta e cartone. È quello che succede a Baronissi, Comune del salernitano di circa 18 mila abitanti. “Facciamo la raccolta differenziata dal 2001, quando il sindaco dell’epoca iniziò con la raccolta porta a porta”, racconta Tiziana De Simone, moglie di D’Arco Antonio e mamma di Michele. “Oggi oltre a questo sistema è stata allestita un’isola ecologica nella quale conferire rifiuti come plastica, alluminio, carta, olio esausto e gli altri”.
E qui c’è la novità. “I rifiuti conferiti ci permettono di ricevere dei punti, che poi vengono trasformati in ecobonus da utilizzare nelle attività commerciali del Comune di Baronissi”, spiega la signora Tiziana. In pratica, in base al peso del materiale conferito, si ricevono degli sconti. Non solo: “Ogni 5 litri di olio esausto riceviamo 1 litro di olio di oliva. Ogni 3 chilogrammi di alluminio, mezzo chilo di pasta fresca”.
Così la definisce la famiglia virtuosa, una normalità. Questa è solo uno tra i molti nuclei familiari che si sono impegnati, insieme all’amministrazione pubblica di Baronissi, a raggiungere l’80 per cento di raccolta differenziata. “Raccogliamo tutto, differenziandolo”. Dimostrando che anche al Sud è possibile fare una raccolta differenziata di qualità. “Ci siamo riusciti perché prima di tutto ci sono state date delle regole ben precise. Poi indubbiamente gli incentivi ci hanno aiutato”, spiega la signora D’Arco. “Gli operatori poi sono molto disponibili e preparati, aiutano i cittadini in caso di dubbi”. L’impegno da parte dell’amministrazione pubblica e una ferma volontà è indubbiamente quantomai necessaria. “La città oggi è pulita – conclude Tiziana – non ci sono sacchi in giro e nemmeno cassonetti”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Dalle Langhe alla Calabria, dal Delta del Po alle colline toscane: le esperienze premiate da Cia creano comunità e opportunità nelle aree rurali.
Nel 2025 persi 102 km2 di territorio naturale, oltre tre metri quadrati al secondo. Ma secondo Ispra ce ne sono anche 2.100 pronti per essere recuperati.
La Cop17 si è chiusa con un accordo per accelerare la protezione della natura e un rapporto che mostra i progressi di ripristino, ma i finanziamenti restano insufficienti.
Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno disegnato un Congresso totalmente nuovo. E valorizzato comunità storicamente poco rappresentate.
I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Nel 2025 macellati circa 23mila esemplari, ma i cittadini li considerano sempre più animali d’affezione. Ecco due proposte di legge per dire basta.
Forestami, progetto di forestazione urbana nella Città metropolitana di Milano, ha ricevuto alla Cop17 il premio World restoration flagship delle Nazioni Unite, che riconosce progetti impegnati nel recupero di aree ecologicamente degradate.
Salgono a 5 le Regioni che hanno approvato un provvedimento sul suicidio assistito, nell’attesa che il Parlamento ne vari una a livello nazionale.
Per colmare il divario con i target Ue sulle batterie esauste, parte una campagna di comunicazione di Erion Energy tra gironi danteschi e dialetti locali.
