A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
C’è una spinta positiva che arriva dal Sud. A confermarlo è la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone”, la due giorni organizzata da Regione Campania e Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e dedicata all’analisi della gestione dei rifiuti
C’è una spinta positiva che arriva dal Sud. A confermarlo è la prima edizione degli “Stati Generali del Sud per la raccolta differenziata di carta e cartone”, la due giorni organizzata da Regione Campania e Comieco (Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) e dedicata all’analisi della gestione dei rifiuti nel Mezzogiorno, con particolare riferimento alle possibilità di miglioramento della raccolta differenziata di carta e cartone.
A dimostrarlo è la raccolta di carta e cartone, che ha registrato nei primi 8 mesi del 2016, un aumento del 10 per cento rispetto al 2015. Certo un dato positivo, ma comunque in ritardo rispetto sia al resto del Paese, che agli obiettivi europei. “Il ritardo non è dovuto a problemi di una singola filiera ma piuttosto a difficoltà nell’organizzazione e nella gestione della raccolta differenziata in quanto tale”, ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
“Il rallentamento in queste cinque regioni e 22 province del Sud è talmente rilevante e il trend degli ultimi 10 anni così lento che senza un cambio di passo sarebbe estremamente arduo per l’Italia rispettare gli obiettivi del nuovo pacchetto di direttive Europee sui rifiuti e la circular economy”.
Ma c’è chi la raccolta differenziata la fa e bene. Tanto da essere annoverati tra i Comuni EcoCampioni, ovvero quelle realtà che si distinguono nella raccolta differenziata, in particolare di carta e cartone. È quello che succede a Baronissi, Comune del salernitano di circa 18 mila abitanti. “Facciamo la raccolta differenziata dal 2001, quando il sindaco dell’epoca iniziò con la raccolta porta a porta”, racconta Tiziana De Simone, moglie di D’Arco Antonio e mamma di Michele. “Oggi oltre a questo sistema è stata allestita un’isola ecologica nella quale conferire rifiuti come plastica, alluminio, carta, olio esausto e gli altri”.
E qui c’è la novità. “I rifiuti conferiti ci permettono di ricevere dei punti, che poi vengono trasformati in ecobonus da utilizzare nelle attività commerciali del Comune di Baronissi”, spiega la signora Tiziana. In pratica, in base al peso del materiale conferito, si ricevono degli sconti. Non solo: “Ogni 5 litri di olio esausto riceviamo 1 litro di olio di oliva. Ogni 3 chilogrammi di alluminio, mezzo chilo di pasta fresca”.
Così la definisce la famiglia virtuosa, una normalità. Questa è solo uno tra i molti nuclei familiari che si sono impegnati, insieme all’amministrazione pubblica di Baronissi, a raggiungere l’80 per cento di raccolta differenziata. “Raccogliamo tutto, differenziandolo”. Dimostrando che anche al Sud è possibile fare una raccolta differenziata di qualità. “Ci siamo riusciti perché prima di tutto ci sono state date delle regole ben precise. Poi indubbiamente gli incentivi ci hanno aiutato”, spiega la signora D’Arco. “Gli operatori poi sono molto disponibili e preparati, aiutano i cittadini in caso di dubbi”. L’impegno da parte dell’amministrazione pubblica e una ferma volontà è indubbiamente quantomai necessaria. “La città oggi è pulita – conclude Tiziana – non ci sono sacchi in giro e nemmeno cassonetti”.
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