Fondazione Ambrosoli

Chiamatemi Giuseppe, il libro dedicato alla vita di Padre Ambrosoli

Un medico, un missionario, un uomo coraggioso e mite, sostenuto da una fede incrollabile. Padre Giuseppe Ambrosoli aveva deciso da ragazzo che avrebbe vissuto da comboniano al servizio dei poveri e che per questo avrebbe lasciato il suo paese natale, gli affetti e l’azienda familiare. Destinazione: Uganda. Partito nel 1956 con la nave Africa, dopo un

Un medico, un missionario, un uomo coraggioso e mite, sostenuto da una fede incrollabile. Padre Giuseppe Ambrosoli aveva deciso da ragazzo che avrebbe vissuto da comboniano al servizio dei poveri e che per questo avrebbe lasciato il suo paese natale, gli affetti e l’azienda familiare. Destinazione: Uganda. Partito nel 1956 con la nave Africa, dopo un avventuroso percorso su una jeep in mezzo alla savana, trovò a Kalongo, ai piedi di quella che è chiamata la Montagna del Vento, un dispensario per la maternità, una piccola capanna con il tetto di paglia.

Nel giro di pochi anni, grazie alla sua caparbietà, alla grande capacità di medico e sacerdote, allo spirito manageriale ereditato dalla famiglia, quel piccolo centro divenne un grande ospedale. Fedele all’ideale comboniano che è possibile “salvare l’Africa con gli Africani”, di fianco all’ospedale Padre Giuseppe fonda la St. Mary Midwifery School, la scuola di ostetricia, per assicurare continuità medica alla popolazione locale e un futuro professionale e una vita migliore alle donne ugandesi.

giuseppe ambrosoli
Padre Giuseppe Ambrosoli a Kalongo, in Uganda

La guerra civile in Uganda

Ma la guerra civile irrompe nella vita dell’ospedale, stravolgendola. L’ordine di evacuazione è perentorio e padre Giuseppe, costretto in sole 24 ore ad organizzare la carovana di pazienti, medici e infermieri, lascia Kalongo senza tornarvi mai più. Lui, medico al servizio dei più poveri, muore a Lira, isolata dalla guerra, senza la possibilità di essere curato.

Tutto finito? No. L’ospedale di Kalongo, protetto dai suoi abitanti, dopo tre anni rinasce e prosegue la sua opera di cura dei più vulnerabili.

Quella storia di dedizione al prossimo e caparbietà umana continua ancora oggi con la Fondazione voluta dalla famiglia Ambrosoli e dai missionari comboniani, che hanno raccolto l’eredità di padre Giuseppe per dare sostegno e continuità ad un miracolo d’amore. Como, Milano, Kalongo. Migliaia di chilometri di distanza, rumori e odori diversi, ricchezza e povertà. Ma padre Giuseppe e la sua opera hanno ridotto le distanze, unito l’ospedale e la Fondazione, i medici ugandesi e i volontari italiani, il bisogno di ricevere e la voglia di dare.

Kalongo e un ospedale che serve 500mila persone

Il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital è oggi l’unico presidio sanitario di un’area dell’Uganda estremamente povera abitata da circa 500mila persone. Con 270 posti letto e 5 reparti, di chirurgia generale, maternità e ginecologia, pediatria, medicina generale e isolamento tubercolare, ogni anno garantisce assistenza sanitaria qualificata a oltre 50mila persone, di cui il 70 per cento sono donne e bambini di età inferiore ai cinque anni.

E la St. Mary Midwifery School, che dal suo inizio ha qualificato 1.302 ostetriche, rappresenta una risposta concreta e sostenibile al problema della maternità e del parto, ancora oggi causa di 360 morti materne ogni 100mila nascite. Eccellenza ugandese nella formazione medica specialistica, è riconosciuta dal ministero della Sanità ugandese quale migliore scuola di ostetricia del Paese.


La copertina del libro Chiamatemi Giuseppe
La copertina del libro Chiamatemi Giuseppe

Con la prefazione del cardinal Gianfranco Ravasi e la premessa del direttore del quotidiano La Repubblica Mario Calabresi, il libro Chiamatemi Giuseppe (Edizioni San Paolo), scritto da Elisabetta Soglio con Giovanna Ambrosoli, esce per rendergli omaggio proprio nel trentesimo anniversario della sua morte e in quello dei 60 anni dalla nascita dell’ospedale di Kalongo da lui fondato.

Chiamatemi Giuseppe è un bellissimo viaggio, alla riscoperta delle virtù semplici e straordinarie di quest’uomo. La narrazione ne ripercorre la vita e delinea in profondità, attraverso le molte testimonianze di chi lo ha incontrato e mai dimenticato, le doti che lo hanno contraddistinto e per le quali ancora oggi è ricordato: l’amore e la dedizione verso gli ultimi.

Ed proprio per queste doti straordinarie che Papa Francesco, il 17 Dicembre 2015, esattamente a 60 anni dall’ordinazione di padre Giuseppe, ha approvato la promulgazione del decreto sulle “virtù eroiche del servo di Dio, Giuseppe Ambrosoli”, dichiarando Padre Giuseppe “venerabile”.

La presentazione ufficiale del libro si tiene giovedì 20 aprile alle ore 18:00 presso il centro congressi della Fondazione Cariplo, in Via Romagnosi 8, a Milano, e il 3 maggio a Como alle 18:00, presso il Teatro Sociale.

Il ricavato delle vendite del volume contribuirà a sostenere l’ospedale e la scuola di ostetricia e proseguire l’opera di padre Giuseppe in Uganda.

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