Le auto in Europa stanno diventando progressivamente più grandi, con effetti negativi su spazio pubblico, sicurezza e consumi: uno studio inglese spiega perché dovremmo invertire la rotta.
Quasi 60 milioni di euro (43 milioni di sterline) in 5 anni per la mobilità elettrica. La definisce “un’ondata di punti di ricarica”, il Governo britannico in una nota rilasciata pochi giorni fa. Sarà di circa 45 milioni l’investimento nella realizzazione di una rete di ricarica che coinvolgerà case, ospedali, autostrade, stazioni ferroviarie. I luoghi
Quasi 60 milioni di euro (43 milioni di sterline) in 5 anni per la mobilità elettrica. La definisce “un’ondata di punti di ricarica”, il Governo britannico in una nota rilasciata pochi giorni fa. Sarà di circa 45 milioni l’investimento nella realizzazione di una rete di ricarica che coinvolgerà case, ospedali, autostrade, stazioni ferroviarie. I luoghi cittadini più frequentati avranno insomma delle colonnine per la ricaricare i veicoli elettrici.
“Il finanziamento annunciato oggi segna un’altra pietra miliare nel sostegno da parte del Governo ai veicoli a basse emissioni”, ha dichiarato il ministro dei Trasporti Susan Kramer. “Per i cittadini sarà sempre più facile ricaricare le proprie auto attraverso inuovi punti di ricarica nei luoghi nevralgici delle nostre città”.
I restanti 15 milioni andranno in ricerca e sviluppo, suddivisi tra piccole e medie imprese, startup e università, per sviluppare nuove tecnologie innovative nel mondo dei veicoli a basse emissioni. Un modo per spingere e aiutare l’industria locale a innovare e puntare sui nuovi mercati. Altro che crisi.
Ecco allora la ricerca di nuovi materiali per rendere le scocche dei veicoli sempre più leggeri e a basso costo. O lo sviluppo di autobus a fuel cell (a idrogeno) e lo sviluppo di un prototipo di sistema di raffreddamento e climatizzazione a zero emissioni per camion e autobus.
“Il nostro sostegno al settore dei veicoli a basse emissioni, contribuirà a garantire l’innovazione, caratteristica del settore automobilistico britannico che continuerà a guidare lo sviluppo di questo settore”, conclude il ministro.
Pare che il Regno Unito creda nella mobilità sostenibile e la veda come opportunità, sia per ridurre inquinamento e traffico, sia per tagliare le emissioni. Ne è un esempio la recente trasformazione della capitale che sorge sul Tamigi, ormai votata a diventare una città bike friendly, ovvero a misura di bicicletta.
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