Quando l’economia circolare diventa design: l’auto elettrica (e sostenibile) secondo Bmw

Dai materiali riciclati e riutilizzabili all’energia rinnovabile per produrla fino alle emissioni lungo l’intero ciclo di vita, con iX3 Bmw ripensa l’auto elettrica in chiave ecologica.

Lei è la nuova Bmw iX3, suv, elettrica, promette fino a oltre 800 chilometri di autonomia elettrica e una ricarica che in 10 minuti recupera quasi 400 chilometri. Il primo impatto con la nuova iX3 è visivo, e non delude. Quello che si nota subito è il nuovo corso del design: superfici solide, linee più sobrie, volumi ben bilanciati, maniglie delle portiere a filo della carrozzeria che ottiene così un cx aerodinamico (0,24) fra i più bassi della categoria, sinonimo di efficienza energetica e di bassi consumi (dato confermato anche dalla nostra prova della iX3 su un percorso che da Milano ha raggiunto Cortina d’Ampezzo, con lunghe tratte autostradali, terreno da sempre sfavorevole all’auto elettrica).

Presentata in anteprima mondiale nell’edizione 2025 del salone IAA Mobility di Monaco, Bmw iX3 non è “solo” l’auto elettrica che – fra le prime in assoluto – permette di sperimentare la guida autonoma in autostrada senza l’uso delle mani (poi spieghiamo meglio), ma rappresenta una pietra miliare, tecnologica e stilistica. Nella sostanza parliamo di un Suv di dimensioni generose (4,78 i metri di lunghezza, 1,90 la larghezza). Le maniglie a filo con la carrozzeria contribuiscono a un coefficiente aerodinamico di 0,24, valore record per un Suv di questa categoria, fondamentale per massimizzare l’autonomia. Prezzo a partire da 69.900 euro.

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L’elettrica iX3©Bmw

Bmw iX3, perché la sostenibilità di un’elettrica non si misura solo allo scarico

Prima di parlarvi di tecnologia e prestazioni c’è però un’altra storia da raccontare, forse quella più importante, seppur meno visibile: quella di un’auto pensata per essere circolare, sostenibile non solo quando è in movimento, ma in ogni fase della sua vita. In Bmw lo chiamano “Design for circularity”, un’attenzione all’economia circolare del’auto che va dalla scelta dei materiali in fase di progettazione all’ottimizzazione del disassemblaggio a fine vita. Nel caso della iX3 parliamo di un’auto dove un terzo di tutti i materiali è composto da materia seconda, ossia da materiali riciclati o secondari.

Dalle celle della batteria composte per il 50 per cento da cobalto, litio e nichel riciclati alla produzione della stessa dove anodi, catodi e celle vengono assemblati utilizzando esclusivamente energia rinnovabile. Poi c’è la plastica utilizzata in diversi componenti riciclata da vecchie reti da pesca, l’alluminio. Anche l’abitacolo racconta questa filosofia: rivestimenti, tessuti, imbottiture, pensati come monomateriali che ne semplificano il riciclo a fine vita. Stessa logica per la console centrale, il cruscotto e parte del rivestimento del pavimento interno.

E poi c’è il luogo dove nasce iX3: lo stabilimento Bmw di Debrecen, in Ungheria, il primo del gruppo a funzionare senza combustibili fossili e dove l’energia elettrica è prodotta in grande misura dai pannelli fotovoltaici e poi immagazzinata in sistemi di stoccaggio e utilizzata per riscaldare i forni della carrozzeria, uno dei processi più energivori nella realizzazione di un’auto. Bmw ha tradotto in sostanza questo impegno: se ricaricata con il mix energetico europeo medio, la iX3 supera in impronta carbonica un’equivalente auto a combustione dopo circa 21.500 km; se ricaricata da fonti rinnovabili, il dato scende a 17.500 chilometri. Per chi volesse approfondire il documento che mostra il calcolo della carbon footprint nell’intero ciclo di vita della Bmw iX3 è scaricabile qui.

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L’elettrica iX3©Bmw

Come funziona e a cosa serve il Panoramic iDrive

Salendo a bordo di Bmw iX3 si ha la sensazione immediata di entrare in qualcosa di nuovo, non necessariamente di diverso. Dimenticate gli schermi sospesi al centro della plancia, meglio, ci sono anche quelli (17,9 i pollici). Ma la vera novità si chiama Panoramic iDrive, una sottile fascia luminosa che si estende per tutta la larghezza del parabrezza, nella parte inferiore, proiettando tutte le informazioni essenziali nel campo visivo del guidatore, senza distrarlo.

Una striscia informativa che mostra informazioni come velocità, navigazione e autonomia residua, tutto personalizzabile con widget come meteo, radio e molto altro che si trascinano e posizionano a piacere (meteo, radio, orologio…). Chi vuole i vecchi pulsanti dovrà però adattarsi: i comandi tradizionali si sono ridotti al minimo. La posizione di guida è alta, da manuale, come ci ha abituati Bmw che da sempre a tutto ciò che concorre al piacere di guida presta molta attenzione. I materiali? Oltre che “circolari”, sono molto curati, trasmettono un’eleganza sobria. L’abitabilità? Merito anche della nuova architettura “cell-to-pack” della batteria, che funge da piano strutturale del pavimento, lo spazio interno è notevole e completamente piatto.

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L’elettrica Bmw iX3©LifeGate

iX3, efficienza prima di tutto

La versione 50 xDrive che abbiamo provato, l’unica al momento disponibile, è equipaggiata con 2 motori elettrici – uno al posteriore e l’altra, più compatto, sull’anteriore – per una potenza complessiva di 345 kW (469 cavalli). Inutile sottolineare le prestazioni notevoli, in termini di accelerazione o velocità massima, ben oltre i limiti di Codice; per uno stile di guida sostenibile le prestazioni sportive non hanno sempre risvolti positivi (vedi riduzione dell’autonomia). Sulla iX3 il dato più interessante è un altro, l’efficienza: 4,1 km/kWh nel ciclo misto dichiarato, un valore che nella guida reale con un po’ di attenzione si può persino superare.

Degli 800 chilometri di autonomia elettrica dichiarata in media potrebbero rimanervene circa 600, sempre tantissimi. Il merito va in gran parte alla batteria da 108,7 kWh, all’architettura a 800 V che permette ricariche molto veloci (significa passare dal 10 all’80 per cento in 20 minuti da una colonnina fast charge (dove in molti casi non serve più nemmeno una tessera o un’app) o recuperare circa 370 km in 10 minuti) e a un powertrain inedito che ha ridotto le perdite energetiche del 40 per cento rispetto alla generazione precedente. Poi c’è la ricarica bidirezionale, grazie alla quale la iX3 può alimentare dispositivi esterni come un monopattino elettrico o funzionare come accumulatore per l’impianto fotovoltaico di casa.

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L’elettrica iX3©Bmw

E infine, il “sogno” della guida autonoma

Da una parte c’è il piacere di guida di un’auto elettrica. Poi c’è quel piacere di guida che in Bmw è sempre stato un aspetto irrinunciabile, da tradurre in un assetto sportivo, in uno sterzo che trasmette una guida pura, precisa. Complice la batteria nel pavimento che abbassa il baricentro e un sistema di controllo elettronico che gestisce tutte le dinamiche in pochi millisecondi, la iX3 è una delle elettriche più piacevoli da guidare. Anche in città, dove la funzione one-pedal permette di limitare l’uso dei freni e di aumentare la rigenerazione dell’energia. Poi ci sono sistemi di assistenza alla guida allo stato dell’arte, efficienti e mai invasivi. Per i pigri c’è persino il parcheggio automatico. Ma la vera sorpresa è la possibilità di guidare in autostrada, entro i limiti di velocità (130 chilometri ora) senza mani.

 

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Sì, avete capito bene, la iX3 rende disponibile il livello più evoluto di guida autonoma; mantiene la velocità, curva, frena, accelera. Sorpassa persino da sola; prima ve lo chiede (con un avviso sulla strumentazione) e, se accettate, vi basta guardare negli specchietti retrovisori esterni e lei fa tutto da sola: mette la freccia, accelera e poi vi chiede se volete tornare sulla corsia precedente. Wow! L’effetto è notevole. Anche se perfettibile: l’auto legge, infatti, la segnaletica stradale e se – come a volte accade in Italia – non è tutto proprio perfetto, beh l’auto potrebbe commettere qualche errore di valutazione, frenando o accelerando quando non richiesto. Nessun problema; lo sanno bene anche a Monaco (sede di Bmw), la guida autonoma oggi non vuole sostituire nessuno (sennò addio piacere di guida…). Semmai vuole assistere, migliorare comfort e serenità di guida. Scettici? Citando un celebre slogan pubblicitario anni ’80, provare per credere.

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