Dall’autonomia fino a 1200 km all’attenzione per sicurezza e innovazione, il brand del gruppo Chery ripensa così l’efficienza dell’auto.
Design svedese, tecnologia cinese, ambizioni europee. Con Jameel Motors come partner, Zeekr porta in Italia 4 modelli elettrici a partire dalla primavera.
Mentre l’Europa tentenna sulla transizione elettrica dell’auto, rimandando lo stop ai motori endotermici al 2035, il brand globale di mobilità elettrica premium del colosso cinese Geely Auto group ha ufficializzato il suo ingresso nel mercato italiano, sempre in partnership con Jameel Motors Italia. E mentre il dibattito sui dazi europei alle auto cinesi continua a tenere banco, i marchi della galassia Geely sembrano procedere imperterriti nella loro conquista del Vecchio continente.
Ma andiamo per gradi. Zeekr non è l’ennesimo marchio cinese che punta solo sul prezzo. L’azienda nasce nel 2021 come brand premium all’interno del gruppo Geely – lo stesso che controlla Volvo e Polestar – e sin dall’inizio sceglie una strategia precisa: design europeo (il centro design è a Göteborg, in Svezia), tecnologia proprietaria e una gamma completamente elettrica. In poco più di tre anni, ha consegnato oltre 700mila veicoli nel mondo.
L’Italia è il nuovo capitolo di un’espansione europea già avviata con successo in Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Germania e altri undici mercati. Il debutto è previsto per la primavera, con l’imminente apertura degli ordini. La gamma che arriverà nel nostro Paese è ambiziosa e pensata per intercettare segmenti diversi del mercato premium. Si parte dallo Zeekr 7X, un Suv di medie dimensioni, si passa a Zeekr 001, una shooting brake dal design europeo. A completare la gamma, il Suv compatto Zeekr X, più adatto alla città, mentre al vertice della gamma la 7GT, elettrica sportiva con 655 chilometri di autonomia dichiarata e prestazioni da record.
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A fare da partner nell’avventura italiana, come avvenuto già per il marchio Geely in Italia, c’è Jameel Motors, distributore con oltre 80 anni di storia nel settore automotive e una presenza in più di 10 mercati tra Medio Oriente, Africa, Europa, Asia e Australia. Non proprio un esordiente. “Il brand Zeekr ci permette di introdurre in Italia un’offerta altamente competitiva, progettata in Europa e costruita intorno a ciò di cui i clienti hanno davvero bisogno”, ha spiegato Marco Santucci, Managing director di Jameel Motors Italia per Geely e Zeekr. Una visione che punta alla solidità di lungo termine, non al colpo di scena.
Cosa rende Zeekr diversa dagli altri brand cinesi che si affacciano in Europa? Principalmente due cose: l’architettura, sviluppata internamente da Geely e che funge da piattaforma tecnologica comune per tutti i modelli, e la scelta di affidare il design a un centro europeo. Il risultato è una gamma di veicoli che offrono un livello qualitativo percepito molto elevato e un design pulito, funzionale, con un tocco di eleganza discreta.
“La domanda di veicoli elettrici premium sta crescendo rapidamente, sostenuta dai continui investimenti nelle infrastrutture di ricarica”, ha dichiarato Lothar Schupet, Ceo ad interim di Zeekr Europe. Un’osservazione che vale anche per l’Italia, dove la transizione elettrica procede – seppur con qualche discontinuità – e dove il segmento premium offre ancora margini di crescita interessanti”.
L’arrivo di Zeekr non è un caso isolato. È l’ennesima mossa di un’industria automobilistica cinese che, con pazienza e capitali, sta costruendo una presenza strutturale in Europa. In quell’Europa che, come anticipato, sull’elettrico non sa prendere una direzione coerente con l’esigenza (ormai urgenza…) di decarbonizzazione dei trasporti. Al contrario, il gruppo Geely ha dimostrato di avere una strategia mirata, prima con l’acquisizione di marchi europei valoriali come Volvo e Lotus, per poi con brand come Zeekr l’intenzione di creare marchi da posizionare nella parte alta del mercato elettrico, sfruttando da un lato l’attrattiva di un design dal gusto occidentale, dall’altro economie di scala molto efficaci, sempre più difficili da contrastare per i costruttori europei.
Curioso che proprio l’Italia, paese che fatica a difendere la transizione ecologica della propria industria (e dove il mercato di auto elettriche vale circa il 6 per cento, siamo l’eterno fanalino di coda d’Europa), diventi terra di conquista per chi, dall’altra parte del mondo, ha deciso di scommettere sull’elettrico con convinzione, magari offrendo in cambio la promessa di una qualità superiore (impressione confermata – in attesa di un prossimo test drive – nel nostro primo contatto statico con i modelli Zeekr).
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