Un motore termico e 3 elettrici, 7 posti e oltre 1.000 chilometri di autonomia: ecco l’ultima plug-in Jaecoo 8 Shs-P.
A bordo della nuova Mazda CX-60, attraverso la Marsica e il Gran Sasso, alla scoperta di due comunità che hanno scelto di non scomparire, rafforzando la comunità e l’economia locale.
Dei borghi italiani vi abbiamo raccontato spesso, della loro capacità di custodire la storia, conservare architetture e tradizioni artigiane antiche. Luoghi che spesso rischiano di trasformarsi in scenari silenziosi, svuotati dallo spopolamento e dall’abbandono. Territori che senza nuove opportunità, rischiano di scomparire, portando con sé un inestimabile patrimonio storico e culturale. Ma per fortuna esistono le eccezioni. Come Santo Stefano di Sessanio parte dei Borghi più belli d’Italia e uno dei luoghi più suggestivi dell’Abruzzo per l’armonia degli elementi architettonici, “un cammeo incastonato tra i monti”, come si legge nel sito del Comune.
Un esempio di resilienza che dopo lo spopolamento della seconda metà del ‘900, dal 2002 è rinato puntando su un progetto di albergo diffuso e sul turismo sostenibile. Insomma, siamo venuti in Abruzzo (anche) per capire come procede questa rinascita, e lo abbiamo fatto a bordo dell’ultima evoluzione della Mazda CX-60, che è stata la nostra compagna di viaggio, silenziosa, grazie agli oltre 60 chilometri di autonomia elettrica della versione più virtuosa, l’ibrida plug-in; a listino anche la versione diesel mild hybrid 48V compatibile con l’Hvo 100, olio vegetale idrotrattato (hydrotreated vegetable oil), un biodiesel ottenuto da oli vegetali e grassi di scarto con vantaggi (significativa riduzione delle emissioni di C02) e svantaggi (valori emissivi di particolato e ossidi di azoto inferiori al diesel standard ma simili a quelli prodotti dalla benzina) comuni ad altri biocarburanti.
A breve torniamo sulla Mazda CX-60 con tutti i dettagli del caso. Prima però un’altra storia, diversa ma parallela quella di Aielli, altro piccolo comune marsicano in provincia dell’Aquila. Circondato dalle montagne del Parco naturale regionale Sirente Velino, isolato e chiuso tra un anello di montagne, con una comunità storicamente legata alla terra e alla cultura rurale e pastorale, da luogo della marginalità e dell’abbandono prodotto dai numerosi terremoti e dalle ondate migratorie degli anni Cinquanta e Sessanta, ha deciso di coltivare la memoria trasformandosi in un museo a cielo aperto con una quarantina di murales che hanno dato un nuovo volto alle case del paese, riaccendendo il turismo e ospitando l’annuale festival di street art e astronomia.
Insomma, che l’Abruzzo custodisse uno dei patrimoni paesaggistici e culturali più intatti d’Italia è un fatto noto. Meno noto è che, nell’entroterra di questa regione appenninica, si stia scrivendo uno dei capitoli più interessanti della rinascita dei borghi italiani: non attraverso grandi investimenti pubblici o campagne di marketing, ma grazie a una filosofia lenta e radicata, fatta di cura del territorio, identità culturale e turismo consapevole. Fin qui i luoghi. Torniamo alla Mazda CX-60, non un modello rivisto&corretto più che nuovo, lo abbiamo detto. Piuttosto un’auto che affina, migliora… Sospensioni riviste per aumentare il comfort, vetri che migliorano l’isolamento acustico, aspetto ancora più evidente se si viaggia in solo elettrico. Un tetto panoramico apribile per godersi le vette circostanti e un sistema audio che regala una resa acustica notevole. Qualcuno la chiama serenità di guida.
E qui veniamo al nostro viaggio e alle ragioni di questo racconto. Siamo venuti in Abruzzo per capire come procede questa rinascita, e lo abbiamo fatto a bordo della nuova Mazda CX-60, un’auto che vi avevamo già raccontato al suo primo debutto in versione ibrida plug-in nel 2023. Le caratteristiche di base, come anticipato, restano: sistema ibrido 48 Volt che al motore a benzina di 2,5 litri aggiunge un secondo motore elettrico da 129 kW e una batteria agli ioni di litio da 17,8 kWh (ricaricabile in circa 2 ore e mezza usando il caricabatterie integrato da 7,2 kW), il tutto per una potenza complessiva davvero notevole: 241 kW, ossia 327 cavalli. Emissioni di CO2 di 85 g/km; aggiornata anche la conformità ai più recenti standard emissioni Euro 6e-bis; il listino della versione 2.5 ibrida plug-in parte da 57.150 euro. Per chi fosse interessato ad approfondire l’impegno di Mazda su temi sociali e ambientali è consultabile on line il Report di sostenibilità 2025.
Oggi, aggiornata, nella versione e-Skyactiv con trazione integrale, Mazda CX-60 resta fedele a sé stessa: un Suv di dimensioni adatte ai viaggi in famiglia, sicuro sulle strade di montagna, pronto alle digressioni “avventurose” come sterrati o terreni a scarsa aderenza. Insomma, una compagna di viaggio ideale per un itinerario come l’Abruzzo, che scorre lento tra vette, altopiani e vicoli di pietra, tracciati impervi che fanno emergere l’attenzione al comfort, ottenuta grazie a sedili e sospensioni capaci di filtrare le asperità della strada e ai nuovi vetri doppi anteriori che filtrano meglio i fruscii aerodinamici.
Come molte ibride plug-in, anche la Mazda CX-60 ha un serbatoio del carburante abbastanza piccolo (50 litri), che offre un’autonomia di circa 400 chilometri (come indicato dal computer di bordo); chi fa spesso lunghi viaggi potrebbe dover fare soste abbastanza frequenti per il rifornimento. Fra le conferme (nota meno positiva), la presenza fra gli optional dei rivestimenti in pelle di origine animale, sostituita ormai da molti produttori con soluzioni decisamente più sostenibili.
Lievi gli aggiornamenti estetici, più significativi quelli in termini di sicurezza, con Adas capaci di di riconoscere situazioni di emergenza medica improvvisa, intervenendo per rallentare e arrestare il mezzo in sicurezza, fino allo sblocco automatico delle portiere per agevolare i soccorsi. Migliorano anche i controlli vocali per la navigazione, più naturali. Molto utile il sistema che permette di personalizzare la posizione di guida per il conducente: in pratica c’è un tutorial che grazie al riconoscimento facciale misura l’altezza del conducente e regola automaticamente sedile, volante e specchietti, memorizzando allo stesso tempo anche le preferenze individuali per audio e climatizzazione. Ma torniamo al tema del viaggio, la rinascita dei piccoli borghi.
Il turismo nei piccoli borghi non è solo un’opzione affascinante per i viaggiatori alla ricerca di autenticità, ma anche una soluzione più sostenibile rispetto alle grandi città. Le mete rurali hanno infatti un’impronta ecologica minore grazie alla bassa densità abitativa e alla ridotta presenza di grandi infrastrutture, con conseguente minor impatto sugli ecosistemi. E soggiornare in un piccolo borgo, anche solo per una notte, come abbiamo fatto a Santo Stefano di Sessanio, significa sostenere direttamente l’economia del territorio, creando opportunità per artigiani, agricoltori e ristoratori locali.
In Italia si stimano oltre cinquemila piccoli comuni che ospitano quasi dieci milioni di persone, con però una popolazione in continuo calo e con un progressivo e inesorabile invecchiamento. Il rischio? Che questi luoghi si trasformino in scenari silenziosi, svuotati dallo spopolamento e dall’abbandono. Una delle soluzioni è proprio quella del turismo rurale, non un turismo di massa, ma quello che valorizza le comunità, crea lavoro locale, e offre ai viaggiatori qualcosa di autentico che le grandi città non possono dare. L’Abruzzo, con i suoi parchi nazionali, i suoi borghi medievali e la sua tradizione rurale ancora viva, è uno dei laboratori più fertili per questo tipo di turismo. È qui che abbiamo guidato per due giorni a bordo di Mazda CX-60, spesso nel silenzio che regala l’autonomia elettrica, lasciando che la strada, e la curiosità, ci portassero dove la rinascita è più visibile.
Partire da Roma, lasciare l’autostrada e viaggiare verso la Marsica, seguendo la sponda del lago Fucino, meglio, ciò che ne rimane dopo il colossale prosciugamento completato nel 1878. Un paesaggio vasto e silenzioso, circondato da un anello di montagne. L’occasione per rallentare, ma anche per scoprire che la CX-60 percorre (il dato varia molto a seconda che la batteria del sistema ibrido sia carica o meno) anche 20 km/l, un dato rassicurante per un’auto di questo peso e dimensioni. Ad Aielli ci arriviamo dopo curve strette salite e quello che troviamo è qualcosa di inaspettato per un borgo di montagna della Marsica: muri dipinti con opere di street art internazionale, un’atmosfera sospesa tra il rurale e il contemporaneo. Fra le sorprese anche una torre medievale trasformata in osservatorio astronomico.
Un esempio di resilienza che grazie al progetto Borgo Universo ha trasformato questo piccolo comune in un museo a cielo aperto con oltre trenta murales che spaziano dall’astronomia alla letteratura realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo e che hanno reso Aielli uno dei borghi più visitati d’Abruzzo. L’esempio di una comunità storicamente legata alla terra e alla cultura pastorale, che nel corso del tempo ha visto partire i giovani e invecchiare i vecchi. Poi la svolta, progressiva e coerente, che non ha stravolto l’identità del paese ma l’ha ampliata, arte di strada che non si è sovrapposta alla vita del borgo, ma ne è diventata parte.
Il nostro viaggio ci porta a ridosso del massiccio del Gran Sasso, a Santo Stefano di Sessanio. Un presepe di pietra aggrappato alla montagna: stradine lastricate, case medievali restaurate con rispetto, una torre medicea che domina il paesaggio. È uno dei borghi più autentici d’Abruzzo, e la sua storia recente è quella di una rinascita rispettosa dopo il terremoto che ne aveva segnato le strutture e la comunità.
Qui il turismo rurale ha preso la forma dell’albergo diffuso Sextantio: non un hotel convenzionale, ma una costellazione di abitazioni storiche recuperate e trasformate in camere, mantenendo intatte le atmosfere originali. I pavimenti in pietra, i soffitti a volta, il silenzio interrotto solo dal vento che scende dalle montagne. Il paese è circondato dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che con i suoi oltre 150mila ettari è uno degli ecosistemi montani più importanti d’Italia. Tappa finale del test drive, a pochi chilometri da Santo Stefano di Sessanio, il Castello di Rocca Calascio, un luogo particolarmente suggestivo e set per molte produzioni cinematografiche.
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