5 motivi per scegliere il coworking

Il coworking è efficiente, innovativo e concorrenziale. Sembra la soluzione ideale per i dipendenti, per gli affari e per l’ambiente.

Il termine coworking, o lavoro flessibile, è probabilmente uno dei termini più usati dell’ultimo decennio e implica il benessere sul posto di lavoro, raggiunto grazie a spazi che offrono tutta la tecnologia necessaria per permettere alle persone di lavorare da remoto al di fuori degli spazi dell’azienda. Se una compagnia richiede di lavorare strenuamente per ottenere obiettivi comuni, si ha il diritto di farlo con tutti gli strumenti e comfort necessari per dare il massimo.

 

Per avere un quadro più completo, Gisela Malito, project manager di un’impresa high-tech che lavora in spazi di coworking, ha evidenziato cinque vantaggi di questa nuova tendenza. Malito, insieme ad altri 30 colleghi, si è spostata nei nuovi uffici di WeWork, vicino a Penn Station nella metropoli statunitense di New York, città che ospita in totale 22 spazi di coworking.

 

1. I risultati sono più importanti dei processi

Più autonomia dei lavoratori significa un maggiore orientamento verso i risultati, invece dell’essere limitati alla classica relazione capo-dipendente a cui molti sono ormai abituati. Il tutto si traduce in minori spese per l’affitto degli immobili per le aziende e nello sviluppo di un ambiente produttivo per i lavoratori che non sono più stressati dagli orari d’ufficio standard. Gli investitori hanno dimostrato molto interesse per questi spazi di lavoro condivisi, tanto che ogni giorno vengono creati nuovi spazi, con nomi ironici come LiquidSpace e OfficeNomads.

 

The Commons - We Work, NY © Luisa Gattone
L’area comune conosciuta come The Commons all’interno dell’edificio di WeWork © Luisa Gattone

2. Riduzione dell’impatto ambientale del lavoro

Meno scrivanie vuote, minor uso e spreco di energia grazie ai dispositivi condivisi (macchine per il caffè, wi-fi, e molto altro), meno bisogno di riunioni fisiche e spostamenti di lavoro grazie alla tecnologia e all’impegno al riciclo: la sostenibilità è l’essenza del coworking. Sebbene non sia la soluzione ideale per tutte le aziende, il coworking è perfetto per i freelance e i proprietari di piccole attività, o ancora per i telelavoratori e i professionisti creativi. Il target per questo modello innovativo sono i lavoratori socievoli, tecnologici e che vedono il lavoro come un’esperienza più che un semplice luogo dove recarsi ogni giorno.

 

wework brochure
La brochure di WeWork che spiega ai nuovi membri come funziona lo spazio di coworking © Luisa Gattone

3. Networking, condividivisione di spazi e idee

Il nono piano dell’edificio è popolato da persone dai 20 ai 40 anni che stanno preparando una presentazione per i nuovi membri. Malito spiega che la presentazione viene fatta per ogni nuovo arrivato, affinché sappia come funziona. “Volevamo uno spazio flessibile dove le idee potessero circolare ed essere condivise. I muri non servivano più”, ha affermato Malito. WeWork sta restaurando l’edificio piano per piano e appena un nuovo spazio è disponibile si festeggia. Gli eventi sono organizzati grazie a un’applicazione che mette in contatto tutti i lavoratori che usano gli spazi di WeWork. E questa è solo una delle numerose occasioni per fare conoscenze o impegnarsi in collaborazioni occasionali. “Se si ha bisogno di privacy si può prenotare uno spazio privato per lavori individuali o di gruppo, oppure ci si può avvalere di altri spazi designati a un accesso immediato”. Quando invece si vuole interagire esiste un’applicazione: si pubblica una richiesta o un bisogno e l’intera community è pronta a rispondere.

 

the commons wework new york
The Commons © Luisa Gattone

4. Spazio flessibile con pochi obblighi

“Non volevamo avere contratti di affitto a lungo termine perché l’azienda e il lavoro sono in continuo cambiamento. E questa si è dimostrata essere la migliore soluzione, abbiamo versato una cauzione e ora non siamo vincolati da tempi di preavviso lunghi, possiamo usare tutti gli oggetti e dispositivi, accogliere gli ospiti o i fornitori e WeWork si occupa di pulire e sostituire tutto quello di cui abbiamo bisogno”, spiega Gisela. Se si ha bisogno di qualcosa, si fa una richiesta online e in un attimo è tutto sistemato.

 

shared kitchen space
La cucina condivisa © Luisa Gattone

5. Più tempo per concentrarsi sulle attività e meno per dirigere l’ufficio

Non bisogna pensare a niente: ci sono dispositivi, stampanti, wi-fi, servizi di pulizia a prezzi accessibili e “tutta la flessibilità che ci serve”. La sua azienda all’inizio vedeva il coworking come una soluzione temporanea, ma ora ha deciso di continuare, e non soltanto perché la città di New York sta attraversando un periodo difficile per l’edilizia. “Ci possiamo concentrare di più sulle attività, e questo posto è fantastico”, continua Malito. “Possiamo persino affittare uno spazio per le riunioni in qualsiasi altra sede in città e abbiamo diritto a sconti speciali sull’assicurazione medica e sulle iscrizioni in palestra”.

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