A Khulna, in Bangladesh, per aiutare le donne, le famiglie, i piccoli

8 marzo 2003, festa della donna… non solo mimose, cioccolatini e cotillon.

Nel corso degli anni, sebbene non si manchi di festeggiare questa
data, è andato in massima parte perduto il vero significato
di questa ricorrenza.

Le origini risalgono al 1908 quando le operaie di un’industria
tessile di New York cominciarono uno sciopero per protestare contro
le terribili condizioni di lavoro e lo protrassero fino all’8
marzo. Quel giorno il proprietario bloccò tutte le porte
della fabbrica e appiccò un incendio che devastò lo
stabilimento ed uccise le 129 operaie imprigionate all’interno.

La Fondazione Aiutare i Bambini propone a tutti i gruppi di amiche
che desiderano riunirsi in occasione di questa data un
festeggiamento particolare, a favore delle bambine coinvolte nel
progetto Rifugio Azzurro, un approdo per 76 bambine di
strada.

Il progetto si realizza a Khulna, città del Bangladesh con
molti immigrati provenienti dalle zone rurali, famiglie che
sopravvivono in baracche con lavori mal pagati, assoluta mancanza
di sicurezza e di igiene.
Sono molte le donne divorziate o abbandonate con i figli, costrette
ad accettare lavori umili e faticosissimi oppure a prostituirsi. I
bambini allora diventano un fardello, restano soli, per strada o
chiusi nelle baracche, affidati a se stessi, digiuni per tutto il
giorno, non vanno a scuola, sono spesso rachitici e soffrono di
patologie che, non curate, possono portare alla morte. Le bambine,
quando non diventano schiave domestiche nelle case dei benestanti,
vengono avviate alla prostituzione.
Padre Tobanelli chiede aiuto per terminare la costruzione di una
struttura nella quale troverà posto anche una residenza per
accogliere 76 bambine e ragazze di strada, ed un Centro per aiutare
quelle che cercano di uscire da situazioni di schiavitù
domestica.

Fonte: Aiutare i bambini onlus

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