Adriacold. A Trieste si rinfresca l’aria con l’energia solare

Si chiama solar cooling ed è una tecnologia che sfrutta l’energia solare per produrre aria fredda. A Trieste un progetto pilota raffresca il Science Park.

Ridurre i costi e i consumi di raffreddamento, produrre freddo utilizzando energia rinnovabile, tagliare le emissioni climalteranti. È quanto si propone il progetto Adriacold, un impianto laboratorio realizzato nel parco scientifico di  Trieste, che produce il freddo partendo dall’energia solare.

 

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L’impianto di Trieste. Photo by Adriacold.

 

La tecnologia del solar cooling, che abbina il raffrescamento degli ambienti alla produzione di acqua calda sanitaria, è un sistema che si sta sperimentando in tutta Europa: si utilizza l’energia termica solare per produrre caldo d’inverno e freddo d’estate.
Da qui la volontà dell’Università di Trieste e Cortea scrl di realizzare un impianto pilota complementare posizionato nei pressi dell’edificio in cui ha sede la mensa del campus di Basovizza di Area Science Park: qui si erogano circa 250 pasti al giorno in un ambiente spazioso e che richiede una spesa energetica di 10 mila euro solo per il raffrescamento estivo. “Il solar cooling è una tecnologia ecocompatibile che permette di abbattere i costi di gestione”, spiega  Marcello Guaiana, a capo del progetto.

 

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Area Science Park dall’alto. Photo by Adriacold.

In totale Adriacold ha realizzato sei impianti, in Italia, Slovenia e Croazia: dalle scuole agli hotel, alle serre alle pubbliche amministrazioni. “L’Unione Europea chiede a tutti uno sforzo nella direzione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica”, spiega il direttore generale di Area Science Park, Stefano Casaleggi. “Il progetto Adriacold rappresenta il ruolo di una pubblica amministrazione attiva nel test e in alcuni casi perfino nello sviluppo di nuove tecnologie da proporre successivamente al mercato. Casi come questo rafforzano la nostra volontà di andare avanti nella sperimentazione e diffusione di tecnologie energetiche innovative e, più in generale, di favorire l’ideazione, lo sviluppo e la verifica di prototipi nei più diversi ambiti tecnologici”.

 

Nella pratica il “campo solare” composto da collettori raccoglie l’energia termica. Questa viene convogliata ad un sistema refrigerante dotato di sali di  zeolite e bromuro di litio in grado di raffreddare l’acqua a circa 7 gradi che viene poi convogliata ai comuni terminali dell’impianto di condizionamento.

 

Freschi col sole from AREA Science Park on Vimeo.

 

L’impianto laboratorio ha permesso di realizzare lo studio di fattibilità. Secondo i dati forniti, un impianto da 230 kWf, al Nord Italia, con una superficie di 800 mq, si potrà ripagare in circa 7 anni. “Sotto il profilo tecnico sussiste la convenienza economica all’installazione di impianti di solar cooling di media e grande scala di potenza (superiore ai 100 kWf) in Italia, anche grazie al con conto termico, con un ritorno economico che va dai 3 ai 9 anni”, spiega Guaiana. “È stato dimostrato che questa tecnologia ha una validità tecnica ed economica se utilizza appieno l’energia termica prodotta dall’impianto, per scopi di riscaldamento nel periodo invernale e per la produzione dell’acqua calda sanitaria, riconfermando l’aspetto premiale dell’efficienza energetica”.

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