Almeno 13 milioni di persone colpite da eventi estremi e più di tremila morti, solamente nel 2025. È il bilancio degli impatti dei fenomeni meteorologici e climatici in Africa, secondo un nuovo rapporto pubblicato giovedì 18 giugno dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), nel quale si sottolinea come le conseguenze su esseri umani ed economie siano sempre più pesanti.
In particolare, il documento – intitolato Stato del clima in Africa – spiega che a preoccupare maggiormente sono le inondazioni, che rappresentano il pericolo segnalato più di frequente. Ma la situazione è drammatica anche, ad esempio, per i pochi ghiacciai africani, che ormai stanno scomparendo. Al contempo, l’innalzamento del livello dei mari in numerose aree africane supera da anni la media globale. Mentre i sistemi d’allerta precoce per proteggere le popolazioni sono ancora troppo poco diffusi, nonostante alcuni passi avanti.
Solo il 40 per cento dei paesi africani dispone di sistemi d’allerta precoce
“Il continente – spiega l’Omm – fatica a fronteggiare tutti questi impatti. Solo il 40 per cento dei paesi dispone di sistemi multirischi per lanciare allarmi, benché essi siano indispensabili”. Ciò sebbene la stessa organizzazione internazionale sottolinea alcuni “segnali incoraggianti”, a partire dal “miglioramento della collaborazione tra i servizi meteorologici, di organismi di gestione delle catastrofi e le autorità locali”.
A preoccupare è però l’andamento del riscaldamento climatico: esattamente come nel caso dell’Europa, anche in Africa la temperatura media continentale cresce infatti più rapidamente rispetto alla media mondiale. Inoltre, i dati hanno subito un’impennata a partire dal 1991. E proprio il 2025 è stato uno degli anni più caldi di sempre (ovvero, da quando le temperature vengono monitorate con regolarità) sulla superficie delle terre emerse.
Ciò ha contribuito alla fusione dei ghiacciai, che hanno perduto oltre il 90 per cento della loro superficie rispetto alla fine dell’Ottocento. Sul Kilimangiaro l’estensione passata da 11,4 chilometri quadrati nel 1900 a meno di un chilometro quadrato.
Oceani, ghiacciai, innalzamento del livello dei mari e inondazioni in Africa
Anche gli oceani ne patiscono le conseguenze: in tutta la regione si moltiplicano le ondate di caldo marino, benché nel 2025 i dati non abbiano superato i record registrati nel corso dei due anni precedenti. Al contempo, l’acidificazione degli oceani prosegue, con un pH di superficie a livelli storicamente bassi. Una duplice pressione, quella data dalle temperature e dell’acidificazione, “che sta colpendo gli ecosistemi marini e le popolazioni che da essi dipendono”.
Per quanto riguarda in particolare l’innalzamento del livello dei mari, nel periodo compreso tra il 1999 e il 2025, sulla costa atlantica africana si sono raggiunti i 4,2 millimetri all’anno; su quella che affaccia sull’Oceano Indiano, i 5,2 millimetri; su quella bagnata dal Mar Rosso i 5,6 millimetri. Ciò a fronte di una media mondiale di “soli” 3,6 millimetri. Il che implicherà, nel corso del tempo, la sommersione di intere zone costiere, la distruzione delle economie locali, nonché migrazione di massa sia all’interno degli Stati che verso nazioni straniere.
Esattamente come nel resto del mondo, inoltre, l’aumento della temperatura media globale sta provocando una moltiplicazione della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi. Il rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale elenca alcuni casi di particolare gravità, come nel caso delle inondazioni che si sono registrate in Nigeria e hanno causato la morte di più di 200 persone, o quelle che hanno colpito la Repubblica democratica del Congo ad aprile, provocando più di 160 vittime.
“I cambiamenti climatici sempre più visibili in Africa”
Inoltre, la stagione dei cicloni tropicali 2024/2025 è stata particolarmente attiva nella porzione meridionale dell’oceano indiano. Al contempo, l’Africa orientale è stata interessata invece da ondate di siccità che hanno colpito a vario titolo più di 8,5 milioni di persone.
☔ Too much or too little. This is a snapshot of global precipitation in 2025.
— World Meteorological Organization (@WMO) April 18, 2026
Tutti segnali che indicano “quanto i cambiamenti climatici siano visibili ovunque in Africa”, ha commentato la segretaria generale dell’Omm, Celeste Saulo. Secondo la quale, il rapporto sullo Stato del clima in Africa “evidenzia non soltanto l‘ampiezza dei rischi ma anche l’importanza crescente delle informazioni fornite alla popolazione, dei servizi climatologici e dell’azione coordinata per proteggere vite umane e mezzi di sussistenza”.
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