Contrario della depressione: l’espressione

Per superare un momento di depressione non aiuta tanto l’analisi, quanto la sintesi: il cercare di cogliere e ritrovare i valori che stanno alla base del proprio essere.

Facendo emergere la capacità di volgere il proprio sguardo
verso l’interno
diventa possibile raggiungere le
regioni dello spirito, là dove albergano le qualità
più belle dell’essere umano.

Un senso di
vuoto
, l’impressione di non avere più niente da
dire, di non aver più energie né desideri, la perdita
del senso della vita è ciò che caratterizza la
depressione.

Chi ne è afflitto va all’affannosa ricerca dei
perché – la familiarità, l’ereditarietà, il
non essere stato sufficientemente amato, riconosciuto, apprezzato,
stimato- ma le risposte, anche quelle che sembrano illuminanti e
sembrano aver individuato le cause, non offrono un gran sollievo.
Esplorare la cantina della psiche può aiutare indubbiamente,
ma altri passi sono senz’altro più risolutivi.

Uno di questi consiste nell’andare alla ricerca dei momenti di
grazia che hanno caratterizzato la vita, i momenti di presenza in
cui la persona abbia manifestato attitudini, capacità.
Ahimè, a volte chi è depresso non trova niente, il
buio assoluto, ma se ci si sposta sulle qualità dell’anima
allora magari qualcosa succede, non gli si sta chiedendo che cosa
sa fare, le competenze che ha, ma “chi è”: ha espresso
qualche volta il senso della compassione o della libertà o
della giustizia? E anche sa cos’è solidarietà,
amore, tenerezza, dolcezza?

Gli si stanno indicando i valori
dell’essere
, non gli si sta chiedendo la sua storia o
che cosa ha combinato nella vita perché in questo secondo
ambito è attrezzato con pensieri, emozioni, sentimenti,
sensazioni fisiche tutti negativi che lo fanno girare in tondo in
una maniera sempre più viziata, sempre più
disfunzionale al suo benessere.

Le persone cominciano allora ad esprimersi a dire di sé
anche se nei termini nostalgici come di qualcosa che poteva essere
e non è stato, quei valori che anche se non si sono
incarnati bene vengono ancora custoditi e sentiti come
preziosi.

Un po’ come la storia del vaso di Pandora dal quale emersero
tutti i mali del mondo ma nel fondo rimase la speranza, quando si
sta male si fanno emergere dall’interiorità (il vaso) fatti,
storie, recriminazioni, accuse, colpe e sembra che sia tutto, ma se
si guarda ancora ciò che si trova sono i valori dell’essere
che sono intrinseci, non hanno storia, sono onnipresenti.

Da qui si può partire. Recuperarli come sensi intimi –
intimi vuol dire solo miei, che sono colorati di me, che con me
stanno bene e solo il mio bene ricercano – ed esprimerli.
Sì, sono stato solidale, sì ho cercato di comprendere
e di amare, si mi sono stupito o incantato di fronte alla
bellezza
, si mi sono commosso a volte, ho condiviso,
ho sorriso, amato e a poco a poco si articola il mondo interiore,
si mobilita il sentire in altre direzioni che non siano più
quelle dell’autoaccusa.

La persona può ridiventare “erotica” cioè presente
ai suoi desideri, ai suoi aneliti, alle sue passioni.
Espressione di sé è il contrario di depressione.
Ognuno lo può.

Maria
Castiglione

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