Ariete è la protagonista della puntata di Venticinque dedicata al 2020

Ricomincia da Ariete la nuova stagione di Venticinque, il podcast di LifeGate e Rockit che racconta 25 anni di musica italiana.

“La cosa bella, sia del mio percorso con Bomba [dischi] che di Bomba in sé, è che io non ho avuto né il tempo né il modo di strutturare niente. Sicuramente l’uscita è stata tanto pensata quanto avventata, perché tu ti devi immaginare una pischella di 17 anni che pubblica un ep interamente registrato con le cuffiette dell’iPhone, perché stavamo in quarantena”. Così Arianna Del Giaccio, in arte Ariete, descrive il suo debutto al podcast Venticinque. 1997-2022: gli anni che hanno rivoluzionato la musica italiana, prodotto da Rockit e LifeGate Radio e scritto da Dario Falcini, Giacomo De Poli e Marco Rip. L’episodio dedicato a lei è quello del 2020 ed è disponibile su tutte le piattaforme di streaming a partire da mercoledì 14 febbraio 2024.

Il 2020, l’anno del debutto di Ariete

Nata nel 2002 ad Anzio, in provincia di Roma, Ariete inizia ancora bambina a suonare, scrivere e comporre. Nel 2019, diciassettenne, “stupidamente” si iscrive ai provini di X Factor dove si ferma ai bootcamp, tant’è che “nessuno si ricorda di me, perché ho avuto trenta secondi on screen e mi sono presentata col mio nome. Te lo immagini: ‘Vado al concerto di Arianna Del Giaccio’?”, scherza.

Il nome d’arte Ariete, che poi è il suo segno zodiacale, arriva qualche mese dopo, quando inizia a inviare a pioggia la stessa mail a tutte le etichette. “Ciao. So che probabilmente è difficile ottenere una risposta, ma io sono Arianna in arte Ariete, ho diciassette anni e abito vicino Roma e scrivo tanto compongo tutte le mie canzoni da sola con chitarra e pianoforte e vorrei farvi sentire qualcosa”.

Ascolta “2020: Ariete” su Spreaker.

Da lì comincia tutto, perché Marco “Drast” De Cesaris (gli Psicologi) e Alberto Paone (il batterista di Calcutta) ascoltano in furgone Quel bar. “Per me la cosa più importante è avere un’idea, lei aveva un’idea”, commenterà poi Marco “Drast”. Inizia così il percorso di Ariete con la label romana Bomba Dischi, la stessa di Calcutta e Giorgio Poi. Costretta a casa (come tutti) dalle misure di lockdown, Ariete per mesi registra le canzoni del suo primo Ep (Spazio, 2020) e fa dirette su Instagram dalla sua camera. Il desiderio di suonare dal vivo è più forte di tutto il resto, ma per il primo tour bisogna aspettare il 2021. Sono trenta date, tutte sold out.

Il problema è lo stesso, non sono niente per te,
posso guardarti anche per un anno e non vorresti me.
Tra sette miliardi credi un po’ alla casualità
e penso alla fortuna che ho incontrato a vederti in quel bar.

Ariete, Quel bar

Ariete
Ariete, classe 2022, ha pubblicato il suo primo ep con Bomba Dischi nel 2020 © Bomba Dischi

“Quella cosa lì”, il Festival di Sanremo 2023

Al di fuori della nicchia – in crescita – dei suoi estimatori, il grande pubblico ha conosciuto Ariete quando appena ventenne, coperta da una giacca oversize, è salita sul palco del teatro Ariston per esibirsi al Festival di Sanremo 2023 con il brano Mare di guai (poi piazzatosi quattordicesimo nella classifica finale).

Quando ne parla ai microfoni di Rockit e LifeGate, inizialmente Ariete non lo nomina nemmeno. Parla di “quella cosa lì”. E ammette: “È la cosa per cui ho avuto più paura”. Perché era il primo Festival non solo per lei ma anche per la sua etichetta, Bomba Dischi: un’esperienza che ha costretto tutti a uscire dalla propria zona di confort per confrontarsi con un mondo totalmente diverso, quello televisivo, e farlo con ritmi frenetici e i riflettori puntati addosso. “Si porta dietro anche tante cose bellissime, è tutto fantastico, ma ti rendi conto che la vita non è quella”, racconta. “Tu quando canti guardi la telecamera, ma ti guardano milioni di persone. E la gente è brutale: le persone che commentano per strada, sui giornali, su Twitter. Io con quel mondo là mi ci voglio scontrare, perché voglio fare arrivare che anche se non ho i tacchi a spillo, i capelli lunghi, non sono tutta acchittata e non ho il vocione di Whitney Houston, posso comunque essere una cantante donna italiana rispettata e rispettabile”.

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