Ogm

Arriva il salmone geneticamente modificato

Il primo animale transgenico ad entrare nella catena alimentare umana sarà il salmone.

Ogm

Si chiama salmone AquAdvantage. È un salmone dell’Atlantico
(Salmo Salar) a cui hanno aggiunto geni di un salmone del Pacifico
e altri geni del blennio americano, un pesce a forma d’anguilla
(Zoarces americanus). Cresce undici volte più
velocemente.

Per la prima volta nella storia sta per arrivare il via libera alla
commercializzazione di un pesce transgenico. La Fda americana,
l’agenzia federale di sorveglianza su cibo e medicinali, è
propensa ad autorizzarne la vendita nei negozi statunitensi. E’ dal
1996 che l’azienda sperimentatrice, la AquaBounty Technologies del
Massachusetts, alleva questi salmoni e che chiede di metterli in
commercio. Nel settembre 2010 i veterinari della Fda dissero che
era “improbabile” che questi salmoni ponessero rischi alla salute
all’ambiente. Nel dicembre 2012 la Fda ha ufficializzato la sua
posizione di assenso. Si attende a giorni l’autorizzazione.

Il salmone AquAdvantage
Il salmone
geneticamente modificato impara facilmente a predare e varia da un
cibo all’altro non appena rilasciato in un nuovo ambiente. Cresce
undici volte più velocemente e ha una durata di vita doppia,
rispetto ai salmoni selvaggi.
Secondo tutte le ricerche finora effettuate, ciò vuol dire
che se liberato il salmone ogm competerà con le popolazioni
normali. Con successo. In un anno raggiunge dimensioni utili per la
vendita, e potenzialmente può cominciarsi a riprodursi dopo
due, prima del suo parente normale.
È in grado di adattarsi rapidamente, nel giro di un anno, da
un ambiente di acqua dolce a uno di acqua salata, e questo porta
nuove preoccupazioni su quello che potrebbe succedere in caso di
arrivo di questa specie in mare aperto. In modelli simulati, pare
che le capacità riproduttive del mascho di salmone
transgenico siano difettose. Lo sperma è meno concentrato,
gli spermatozoi sono meno di numero e meno attivi. In un ambiente
simulato, il 5,4% della prole sopravvive (in natura è il
94%).
In più, è meno abile a nuotare e per farlo spende
più energia: forse ciò è dovuto alla forma
delle fibre muscolari, più sottili rispetto a quelli
selvaggi.
Ha un più alto rischio di contrarre malattie. Questo
porterà a un aumento nell’uso di antibiotici in
acquacoltura. Per controbattere a queste preoccupazioni, l’azienda
produttrice proporrà di allevare solo femmine sterili, in
acque recintate. Come misura straordinaria, si è pensato ad
allevare questi pesci solo in bacini a terra.

I deputati Usa protestano, i supermercati non lo
vendono
Nell’ottobre 2010 39 deputati americani
scrissero alla Fda chiedendo di respingere l’approvazione
all’allevamento e alla vendita. Alcune organizzazioni industriali
chiesero almeno di etichettarlo, per distinguerlo dai propri
prodotti. Il pesce transgenico non si troverà comunque,
anche in caso di approvazione, negli oltre 2000 negozi di diverse
catene di supermercati, tra cui Whole Foods, Trader Joe e il
discount Aldi, che hanno sottoscritto l’impegno della Campaign for
Genetically Engineered-Free Seafood. Analoga la diffidenza da parte
di molte catene di cibo regionali, di cooperative di Minnesota, New
York, California e Kansas e naturalmente dei negozi di alimenti
biologici, come Marsh Supermarkets e PCC Natural Markets.

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