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L’alimentazione è la chiave per curare l’artrosi nel cane

L’artrosi nel cane è una delle malattie degenerative più presenti, a ogni età e taglia. Prevenirla e curarla però è possibile ricorrendo a pochi e semplici accorgimenti. A partire dall’alimentazione.

Arrivano finalmente i primi freddi di un autunno mai così atteso, e il cane di casa all’improvviso sembra dolorante, a volte zoppica o fatica a stare in piedi. Molto probabilmente siamo di fronte a un attacco di artrosi, patologia che – come per noi uomini – affligge i cani di tutte le razze e le età, con una particolare predilezione per le taglie grandi e giganti e gli anziani. I sintomi di questa malattia in genere si acuiscono in determinate circostanze, come per esempio le giornate autunnali caratterizzate da clima un freddo o umido, e sono più evidenti al risveglio mattutino. Poi, almeno nei casi iniziali, essi scompaiono per un po’, ma è facile che tornino dopo qualche settimana o qualche mese.

Come si sviluppa l’artrosi nel cane

Per capire meglio il meccanismo con il quale si instaura la patologia artrosica occorre richiamare qualche rapida ed essenziale nozione di anatomia canina. Le articolazioni sono composte da differenti tipi di tessuto: quello osseo, quello cartilagineo che lo ricopre e quello fibroso di cui sono composti i legamenti capsulari (che fanno della struttura articolare quasi una cavità virtuale).

cane in movimento
Il movimento e le corse su erba e terreno non asfaltato possono essere un aiuto nel contrastare il processo artrosico nel cane.

I capi virtuali, che poi sono le estremità delle ossa che compongono l’articolazione, sono rivestiti di tessuto cartilagineo. Si tratta, in questo caso, di un tessuto semi-rigido lubrificato da un sottile strato di liquido sinoviale. Il tutto è destinato a supportare gran parte delle sollecitazioni meccaniche dell’articolazione. Che non sono poche.

Pensiamo al lavoro della colonna vertebrale di un cane impegnato in un percorso di agility, oppure a quello svolto dalle articolazioni degli arti di un campione di sleddog. Il movimento è reso possibile dal perfetto equilibrio anatomico e funzionale di tutte quante le componenti della struttura articolare. Quando un qualsiasi fattore viene ad alterarlo, assistiamo al lento ma progressivo instaurarsi di tutte quelle modificazioni patologiche che portano all’artrosi.

Come alleviare e prevenire i sintomi con l’alimentazione

Per prevenire patologie degenerative articolari a loro volta causa di infiammazione e dolore alle articolazioni è opportuno agire a 360 gradi. “Un’attività fisica moderata, all’aperto e su prato è il primo passo, fin da giovani. Condurre il cane sempre e soltanto sull’asfalto cittadino – spiega la dottoressa Maria Mayer, medico veterinario –, in questo caso si tratta di un terreno duro, può provocare maggiori traumatismi alle articolazioni già nel cucciolo. Predisporre un’alimentazione ricca di acidi grassi omega-3 è un altro passo importante.

Non dimentichiamoci, inoltre, lo stress che è una delle cause principali di infiammazione: far vivere serenamente i nostri amici a quattro zampe è basilare per farli star bene anche nel fisico”. Per alleviare la sintomatologia dell’artrosi si può, ancora una volta, ricorrere alla natura e alle sue potenzialità. “Nella mia pratica clinica utilizzo principalmente acidi grassi essenziali omega-3 aggiunti in alte dosi all’alimentazione, che inserendosi nel processo infiammatorio lo bloccano sul nascere, associando quando necessario fitoterapici a base di curcuma“, aggiunge la dottoressa Mayer. “È fondamentale la scelta del prodotto in questo caso, in quanto solo una giusta dose di EPA e DHA (non altri omega-3 come ALA), in associazione a della curcuma bioattiva potranno davvero bloccare l’infiammazione e togliere il dolore al nostro amico a quattro zampe”.

Prevenire è meglio che curare

Per quel che riguarda la prevenzione dell’artrosi nel cane, è utile sapere che le taglie grandi e giganti, in ragione del maggior peso scaricato sulle articolazioni, sono soggette a una maggiore infiammazione. Fra le razze, inoltre, alcune possono avere una predisposizione genetica maggiore nei confronti di una crescita scorretta dell’articolazione coxo-femorale (displasia dell’anca) che a sua volta provocherà infiammazione e dolore. Fra le più colpite, razze come il Pastore tedesco, l’Alano, il San Bernardo, il Rottweiler e i mastini in genere. Ma patologie di questo genere si possono trovare anche nei piccoli Bouledogue francesi o nello stesso Bulldog inglese.

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È importante, quindi, ricorrere al veterinario curante per stabilire una corretta terapia. Ma è basilare anche dare sempre un’occhiata alla dieta del piccolo paziente mirando a modulare la cosiddetta infiammazione silente, considerata la “madre” di tutte le patologie di tipo cronico anche negli animali. “Un’alimentazione fresca – continua Maria Mayer – con un contenuto moderato o basso di carboidrati, modulerà il microbiota intestinale e porterà alla formazione di principi anti-infiammatori che saranno in grado di agire su tutti i distretti dell’organismo”.

artrosi nel cane: primo piano
L’artrosi è una malattia che colpisce cani di ogn i taglia e razza.

Il cane anziano, l’artrosi e le integrazioni alimentari

Con il progredire dell’età è assolutamente fisiologico che aumenti l’infiammazione silente. Una volta correttamente escluse patologie che possono dare un’aumento della componente infiammatoria, anche queste tipiche dell’età come ipotiroidismo, diabete, sindrome di Cushing, potremo concentrarci sul “ben-invecchiare”, conclude Mayer. “L’utilizzo di medicine alternative quali agopuntura, omeopatia o omotossicologia può in questo caso essere di grande aiuto, come ben evidente nella pratica clinica. Principi fitoterapici estratti da piante come curcuma o artiglio del diavolo possono avere la doppia utilità di agire come anti-infiammatori e stimolare il sistema immunitario”.

La boswellia, un’altra pianta comunemente usata per questo tipo di disordini, ha una spiccata azione antinfiammatoria articolare ed è utilissima come integrazione per i nostri amici a quattro zampe un po’ in là con gli anni.  A prescindere dalla terapia scelta,  sarà una buona idea comunque associare alla dieta quotidiana degli antiossidanti, utili sia per l’età avanzata che per i processi ossidativi innescati dall’infiammazione.

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