Veterinaria

Asma felina, una malattia subdola che può diventare pericolosa

L’asma felina è una malattia che può risultare molto pericolosa per il gatto se non viene diagnosticata in tempo e trattata nel modo migliore. Capiamo come affrontarla con i consigli dell’esperto.

L’asma felina è una malattia che colpisce solitamente i gatti nella fascia di età fra i due e gli otto anni, con una prevalenza nel sesso femminile e in alcune razze come i siamesi. Si tratta di una patologia spesso subdola, ma pericolosa, che è una delle possibili cause di respiro affannoso (dispnea). L’asma felina può causare anche la tosse cronica, con un aumento della frequenza respiratoria. Purtroppo determinate condizioni possono comportare un aggravamento della sintomatologia e il ricorso tempestivo alle cure del medico veterinario diventa, in questi casi, improrogabile.

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L’asma felina è una malattia subdola di cui spesso ci si accorge in ritardo © Pixabay

Asma felina, il parere dell’esperto

Se il gattino di casa mostra difficoltà a respirare, ha tosse e sembra provare sforzo nell’atto espiratorio, il ricorso al veterinario si rende indispensabile. L’asma felina, infatti, è una malattia subdola che può portare spesso a conseguenze pericolose per il benessere e la salute del nostro amico a quattro zampe.

“L’asma felina è una bronchite per la quale non sono state trovate altre cause mediante indagini diagnostiche – è per questo che si definisce idiopatica – con sintomi come la tosse e la difficoltà respiratoria episodica (prevalentemente espiratoria)”, spiega il dottor Luca Carletti, medico veterinario. “Alla visita clinica si può rilevare una respirazione accelerata (tachipnea). In genere non vi sono coinvolgimenti sistemici, ma un gatto con una grave crisi respiratoria (il cosiddetto respiro a bocca aperta) può essere a rischio di vita e va portato immediatamente dal veterinario”.

Come ci accorgiamo se il nostro gatto ha problemi di asma felina? In casi di difficoltà a respirare il micio si accovaccia con il collo esteso e la bocca aperta; le mucose sono spesso blu per la difficoltà manifesta all’ossigenazione. Tali sintomi compaiono all’improvviso e con frequenza variabile e specialmente all’inizio possono essere così lievi da passare talvolta inosservati, soprattutto se il proprietario passa molte ore fuori casa.

“Tutti i gatti possono essere colpiti, ma generalmente si tratta di pazienti adulti. L’asma felina viene definita appunto come idiopatica per l’assenza di una causa nota, cosa che la differenzia dalle patologie allergiche, anche se alcuni fattori come fumo, polvere, profumi, detergenti domestici, vernici e muffe possono aggravare la sintomatologia, nonostante non ne siano la causa”, prosegue Luca Carletti.

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L’asma felina colpisce solitamente i gatti adulti © Pixabay

La diagnosi e la cura dell’asma felina

Per l’asma felina non esiste attualmente una prevenzione sicura, anche se ridurre le sostanze irritanti a livello ambientale aiuta senza dubbio la riduzione dei segni clinici e le crisi. Per fare una diagnosi di asma felina il veterinario esegue una visita e analisi del sangue e talvolta possono essere utili delle lastre e una broncoscopia per una valutazione più approfondita del problema.

Vanno escluse e/o diagnosticate eventuali patologie cardiache, i parassiti e l’obesità, tutte situazioni che possono rendere più grave un attacco di asma. “Alla visita clinica spesso si può rilevare una respirazione accelerata che solitamente va identificata e spiegata risalendo alle cause specifiche”, aggiunge il dottor Carletti.

E le cure? Come si possono circoscrivere gli attacchi, ripristinando lo stato di respirazione corretta nel gatto? “Le terapie devono essere messe in atto dopo esclusione di altre potenziali cause di bronchite e vanno effettuate sempre su prescrizione medica. I glucocorticoidi e i broncodilatatori sono le due classi di farmaci prevalentemente utilizzate nella cura per l’asma felina”, spiega Carletti. “Si possono somministrare anche per via inalatoria, mediante l’utilizzo di dispositivi specifici (inalatori, mascherine e distanziatori), con minori effetti collaterali sistemici per il piccolo paziente”.

Anche i farmaci antinfiammatori e i mucolitici possono essere utili, sempre sotto stretto controllo veterinario. In caso di asma felina, comunque, la prognosi risulta generalmente buona, ma richiede una terapia a vita e molta attenzione da parte del proprietario al manifestarsi di episodi acuti, che richiedono sempre l’intervento tempestivo del medico. Fondamentale, in ogni caso, resta una “bonifica ambientale” per permettere al gattino di casa di respirare meno allergeni o sostanze irritanti che potrebbero compromettere la sua respirazione e il suo benessere.

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