Australia, la deforestazione ha aggravato gli incendi che hanno devastato il Paese

Il disboscamento delle foreste native le ha rese più vulnerabili alle fiamme. Gli scienziati chiedono che questo aspetto venga considerato prima di riprendere a tagliare alberi.

Per otto lunghi mesi l’Australia meridionale è andata a fuoco, distrutta dalla peggiore stagione degli incendi della sua storia recente. Le fiamme hanno bruciato oltre diciotto milioni di ettari di territorio, uccidendo più di trenta persone, provocando danni incalcolabili alla fauna e distruggendo il 21 per cento della copertura forestale australiana.

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La straordinaria violenza degli incendi, oltre ad essere legata alle inusuali condizioni meteorologiche provocate dai cambiamenti climatici, sarebbe stata esacerbata dalla deforestazione.

Alberi di eucalipto bruciati
Gli autori dell’articolo pubblicato su Nature ecology and evolution sostengono che il governo debba essere più chiaro riguardo sull’impatto del disboscamento sui rischi di incendio e sulla sicurezza delle comunità in aree soggette a incendi boschivi © John Moore/Getty Images

Il legame tra deforestazione e incendi

È quanto sostengono gli scienziati australiani David Lindenmayer, Robert Kooyman, Chris Taylor, Michelle Ward e James Watson, autori di un articolo pubblicato sulla rivista Nature ecology and evolution. “Oltre all’impatto diretto e immediato sulla biodiversità, ci sono prove convincenti che i regimi di disboscamento storici e contemporanei dell’Australia abbiano reso molte foreste più inclini al fuoco e abbiano contribuito ad aumentare la gravità degli incendi”, si legge nell’articolo.

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Questo, spiegano i ricercatori, si verifica sia perché la deforestazione lascia numerosi detriti al suolo che aumentano la quantità di materiale infiammabile (fino a 450 tonnellate per ettaro), sia perché altera la composizione della foresta, rendendo le aree disboscate più calde e più asciutte. Tale alterazione determina inoltre la creazione di vaste aree caratterizzate da alberi giovani e bassi raggruppati e una scarsità di specie tipiche degli ambienti mesici, come le felci, che possono influenzare la dinamica del fuoco.

L’appello degli scienziati

Gli scienziati, che hanno pubblicato l’articolo proprio mentre è in corso un acceso dibattito sulla ripresa del disboscamento negli stati di Victoria e del Nuovo Galles del Sud, chiedono maggiore chiarezza riguardo la gestione del territorio e su come la silvicoltura contribuisca al rischio di incendio. “Sosteniamo che i responsabili politici debbano riconoscere che il disboscamento, sia passato che presente, ha avuto effetti profondi sulla gravità e sulla frequenza dei recenti incendi”.

 Il fumo degli incendi oscura il sole a Bumbalong, in Australia
Le fiamme hanno incenerito più di un quinto delle foreste del Paese. Una percentuale che non ha precedenti a livello globale, almeno negli ultimi venti anni © John Moore/Getty Images

Non è tutta colpa dei cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici, che hanno acuito la siccità e le ondate di calore, hanno indubbiamente giocato un ruolo importante nella stagione degli incendi da record appena conclusa, ed è assolutamente necessario che l’Australia agisca immediatamente per ridurre il proprio impatto e contrastare il riscaldamento globale. Tuttavia, secondo gli autori dell’articolo, “il contributo della gestione del territorio, e in particolare delle pratiche forestali, agli incendi è stato spesso trascurato. Questa è una svista, dato che la gestione del suolo è ben sotto il controllo degli australiani (a differenza dell’azione globale per limitare i cambiamenti climatici) e che esiste un ampio corpus scientifico a disposizione dei decisori”.

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La distruzione delle antiche foreste australiane

Dall’arrivo dei coloni europei le foreste australiane hanno dovuto sopportare numerose vessazioni e reiterati cambiamenti nell’uso del suolo. L’effettiva percentuale di aree boschive perse o degradate non è nota, alcune stime riferiscono però che almeno il 30 per cento delle foreste di eucalipti e il 30 per cento dell’antica foresta pluviale del Gondwana sono andati perduti a causa del disboscamento e dell’agricoltura.

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In tempi più recenti, tra il 1996 e il 2018, l’industria forestale sarebbe stata responsabile della distruzione di 161 milioni di metri cubi di foresta nativa in tutta l’Australia, privando almeno 181 specie endemiche e a rischio estinzione del proprio habitat.

Wallaby ch emerge da una foresta bruciata
Gli incendi australiani avrebbero ucciso oltre un miliardo di animali, contando “solo” uccelli, rettili e mammiferi, e messo a rischio la sopravvivenza di ben 113 specie © Lucas Dawson/Getty Images

Come prevenire gli incendi

Per ridurre il rischio di ulteriori catastrofiche stagioni di incendi, gli scienziati che hanno scritto l’articolo suggeriscono di eliminare la deforestazione in quelle aree dove è dimostrato che aumenti il rischio di roghi e di ripristinare le foreste precedentemente abbattute.

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