I koala sono funzionalmente estinti

L’Australian koala foundation ha affermato che sopravvivono in natura appena 80mila koala e che la specie sarebbe condannata a scomparire per sempre.

Insieme al canguro il koala (Phascolarctos cinereus) è indubbiamente l’animale più iconico del continente australiano, lo immaginiamo sdraiato su un albero di eucalipto, a sgranocchiarne pigramente le foglie e pensavamo sarebbe stato così per sempre. Invece presto questi marsupiali potrebbero estinguersi, lasciando un vuoto nell’outback australiano e nei nostri cuori. L’allarme è stato lanciato dall’Australian koala foundation (Akf), organizzazione che si occupa della conservazione di questi animali, secondo la quale in natura rimarrebbero solamente 80mila koala e che la specie è quindi da considerare “funzionalmente estinta”.

Mamma koala con il suo piccolo sul dorso
L’inusuale aumento delle temperature sta costringendo i koala a bere poiché le foglie di eucalipto, sempre più secche, non forniscono più la necessaria idratazione agli animali © Ian Waldie/Getty Images

Il declino dei koala

Significa che il numero di individui è troppo basso ed è ritenuto insufficiente per garantire la sopravvivenza di nuove generazioni. L’Australian koala foundation dal 2010 ha monitorato 128 distretti in cui i koala erano storicamente presenti, rilevando che da 41 di essi erano ormai scomparsi. Le stime dell’Akf sono notevolmente inferiori a quelle effettuate in precedenza, ricerche condotte nel 2016 sostenevano infatti che erano presenti in Australia circa 330mila koala. Stabilire il numero esatto di animali è molto difficile, ma non ci sono dubbi sul declino che sta vivendo questa specie, della quale rimarrebbe appena l’1 per cento della popolazione originaria. Dal maggio 2012 i koala sono stati elencati come specie vulnerabile nel Queensland, nel Nuovo Galles del Sud e nel Territorio della Capitale Australiana.

Cosa significa “estinto funzionalmente”

Questo termine può riferirsi a differenti situazioni, ad esempio “a una specie la cui popolazione è diminuita fino al punto in cui non può più svolgere un ruolo significativo nel proprio ecosistema”, ha spiegato Christine Adams-Hosking, ricercatrice dell’università del Queensland. Può anche indicare una specie che ha perso totalmente, o quasi, il suo habitat, la cui sorte è pertanto segnata. Infine, estinto funzionalmente può riferirsi, come in questo caso, “a una piccola popolazione che, pur essendo ancora in fase di riproduzione, soffre di consanguineità che può minacciarne la futura vitalità”, ha affermato la ricercatrice australiana. La scarsa variabilità genetica, come evidenziato da recenti studi genetici, rappresenta dunque un’ulteriore minaccia per i koala.

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Perché i koala stanno scomparendo

Le cause della scomparsa dei koala, che popolano l’Australia da circa 30 milioni di anni, sono di origine antropica. In passato questi buffi marsupiali vennero cacciati in massa per la loro pelliccia, mentre oggi sono minacciati dalla deforestazione, che ne sta rimpicciolendo l’habitat e dagli effetti dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature comporta infatti l’estensione dei periodi di siccità e aggrava il rischio di incendi boschivi e malattie.

Koala abbracciato a un albero
Uno studio del 2014 ha stabilito che abbracciare gli alberi consente ai koala di rinfrescarsi fino al 68 per cento riducendo così la necessità di evaporare preziosi fluidi © Lisa Maree Williams/Getty Images

Una speranza per i koala

La distruzione delle foreste di eucalipto, da cui i koala dipendono, è la principale minaccia per la specie. Per provare a scongiurarne la scomparsa gli scienziati sostengono che sia necessario proteggere le foreste rimanenti e crearne di nuove riforestando grandi aree, ma per farlo serve la volontà politica. “Da anni stiamo chiedendo ai governi di aiutarci nella battaglia per salvare il simbolo dell’Australia – ha dichiarato Deborah Tabart, presidente dell’Australia koala foundation – ma i politici rimandano gli impegni e inventano scuse. La cosa più assurda è che abbiamo una legge che permette alle aziende di distruggere l’habitat degli animali”.

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