Alimentazione alternativa e ammortizzatori che producono elettricità. Le ultime dall’industria dell’auto

Carburanti senza petrolio, auto che si ricaricano con le buche e batterie che a fine vita tornano utili alla comunità. I marchi sono pronti alla svolta, anche quelli che…

Il sogno? L’auto connessa, sostenibile, magari condivisa. Ormai cominciano a capirlo in molti. Serve una mobilità nella quale la corrente elettrica sia prodotta in modo etico. Dove ibrido ed elettrico trovino un ideale punto di incontro. Dove l’idrogeno finalmente veda superati tutti quegli ostacoli strutturali che oggi ne frenano la diffusione. E dove le batterie, una volta usate, trovino la loro “second life”. I costruttori dell’auto possono fare molto, moltissimo. La sorpresa? Scoprire che alcune fra le idee più innovative arrivano da un costruttore che non ti aspetti e che invece… Botta e risposta con Audi (sì, proprio quell’Audi che…) sul tema futuro e innovazione.


Cosa pensate dei  carburanti alternativi a basso impatto ambientale?
Audi già oggi produce carburanti indipendenti dal petrolio che, nel processo di produzione, legano tanta CO₂ quanta ne liberano nella fase di combustione. Grazie alla corrente eolica, a partire dall’acqua e dal biossido di carbonio produciamo un metano sintetico, un gas chimicamente quasi identico al gas naturale e facile da distribuire già oggi. Con l’elettrolisi ad alta temperatura che trasforma l’acqua surriscaldata fino a diventare vapore, in idrogeno e ossigeno produciamo un prodotto denominato Blue Crude che, analogamente al petrolio grezzo, può essere raffinato e diventare un diesel sintetico privo di zolfo e composti aromatici E la benzina? In un impianto pilota trasformiamo l’isobutene gassoso mediante idrogeno in isoottano liquido, un pregiato carburante sintetico da biomassa, privo di zolfo e benzolo e che brucia con bassissime emissioni di sostanze nocive.

 

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Che peso avrà l’ibrido nel vostro futuro? In circa dieci anni Audi doterà tutti i nuovi modelli (a eccezione dei modelli elettrici) dei nuovi sistemi di ibridizzazione mild-hybrid. A primavera debutta la nuova Q7 e tron, una suv ibrida plug-in equipaggiata con un motore diesel da 258 cv e un motore elettrico da 94 kW. La batteria agli ioni di litio ha una capacità di 17,3 kWh e garantisce un’autonomia elettrica di 56 chilometri in solo elettrico. Chi guida può scegliere tra quattro modalità di marcia: EV imposta come prioritaria la marcia elettrica; in Hybrid la gestione del sistema ibrido decide autonomamente quale trazione usare; con Battery charge viene caricata la batteria e se si sceglie Battery hold si “congela” l’autonomia elettrica per usarla quando si decide. Tra le innovazioni presenti sulla Q7 e tron anche la guida predittiva che, sfruttando navigatore, telecamere e radar installati a bordo permette all’auto di “vedere” in anticipo limiti di velocità, centri abitati, curve, incroci e traffico.

 

Credete nell’idrogeno? Il prototipo Audi A7 h‑tron quattro con alimentazione a celle a combustibile e una potenza massima di 228 kW è già pronto, ma avvieremo la produzione di serie dei modelli a celle a combustibile non appena ciò sarà reso possibile dal mercato e dalle infrastrutture pubbliche.

 

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E sul tema dell’elettrico?  Le vetture a propulsione esclusivamente elettrica devono poter caricare corrente anche durante i viaggi. Per questo motivo Audi, insieme ad altri partner e ad altre Case automobilistiche, è impegnata nell’iniziativa CharIN (Charging Interface Initiative). Si tratta della realizzazione di un’interfaccia di carica standardizzata, la CCS (Combined Charging System) e della strutturazione di una rete di colonnine di ricarica veloce a corrente continua sulle autostrade. Le future auto elettriche potranno pianificare il loro percorso in modo intelligente e, in ogni lungo viaggio, informeranno costantemente il guidatore sulle colonnine di ricarica di volta in volta libere. Nel 2017 introdurremo per i nostri modelli ibridi plug-in la ricarica a induzione (senza contatto) da installare sul pavimento del garage di casa.

 

E’ vero che in futuro anche gli ammortizzatori recupereranno energia?
Sì. Il progetto è già in fase di sviluppo. Si chiama eROT e si tratta di un ammortizzatore elettromeccanico che sostituisce un normale ammortizzatore idraulico. In pratica più si adotta uno stile di guida sportivo o si viaggia su fondo sconnesso,  più il “molleggio” si trasforma in corrente. La potenza recuperabile è in media di 150 watt, dai 3 watt di un’autostrada con asfalto in ottime condizioni fino ai 613 watt di una provinciale in cattive condizioni, per un risparmio di CO2 pari a 3 g/km.

 

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Ultima domanda: avete pensato a cosa farete delle batterie usate?
Noi progettiamo batterie capaci di percorrere oltre 150.000 chilometri con una durata di esercizio di almeno otto anni. Ma dopo il loro ciclo vitale sull’auto, le batterie dispongono ancora di gran parte della loro capacità; non avrebbe senso riciclarle. Stiamo  lavorando all’idea di trasformarle in accumulatori di energia stazionari. Un primo progetto sperimentale in Germania è già realtà. Si tratta di un container per quattro batterie di trazione di differenti dimensioni che lavora insieme a un impianto fotovoltaico il quale, nei giorni soleggiati, produce una potenza pari a 20 kW. Alla fine, quando le batterie raggiungono il 10 per cento della loro capacità, vengono immesse nel processo di riciclaggio.

 

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