La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Nelle prime settimane del 2022, gli Stati Uniti sono stati colpiti da forti tempeste di neve e piogge intense.
Da una parte la neve, dall’altra la pioggia. È così che gli Stati Uniti hanno iniziato il 2022. La parte nordorientale del paese è stata coperta da un fitto manto di neve, mentre quella occidentale è stata colpita da forti piogge. Lo fa sapere il National weather service (Nws), il servizio meteorologico nazionale.
Più di 50mila persone lungo la costa est si sono trovate senza elettricità e circa 2.600 voli da e verso gli Stati Uniti sono stati cancellati a causa di una tempesta di neve. Anche Virginia, Kentucky, Pennsylvania, New York e Maryland hanno registrato fino a 20 centimetri di neve, mentre nel New England è arrivata fino a 30 centimetri.
Si tratta della seconda tempesta in una settimana. Lunedì 3 gennaio, la zona orientale degli Stati Uniti si era svegliata coperta da 30 centimetri di neve, che aveva reso inagibile 80 chilometri della Interstate 95, la principale autostrada della costa est.
La neve è arrivata con forza anche sulla costa occidentale. Vicino a Stevens Pass, a nord est di Seattle, la città di Leavenworth ha dichiarato lo stato di emergenza e ha chiesto l’aiuto della guardia nazionale dopo che ne è caduto quasi un metro in 24 ore.
“Alcune zone hanno dovuto affrontare 120 centimetri di neve negli ultimi due giorni, cosa che mette a rischio la sicurezza delle persone e la stabilità delle infrastrutture”, si legge in un comunicato stampa dell’amministrazione di Leavenworth.
Nello stato di Washington, la neve si è poi trasformata in pioggia, causando inondazioni e frane che in alcune aree hanno fatto anche temere per il rischio di valanghe. “Questa pioggia, unita allo scioglimento della neve sulle catene montuose più costiere e ai pendii più bassi della Catena delle Cascate, provocherà un innalzamento del livello dei fiumi, molti dei quali potrebbero preso causare inondazioni”, ha comunicato il servizio meteorologico dell’Oregon.
Uno degli stati occidentali più colpiti è stato proprio quello di Washington, dove, nella città di Hoquiam, sono stati rilevati quasi 15 centimetri di pioggia nella sola giornata di giovedì. Altre zone hanno dovuto affrontare in un solo giorno metà della quantità di acqua che normalmente avrebbero visto in un mese.
La zona sudoccidentale dello stato è stata anche colpita dalla peggior inondazione del decennio e alcuni fiumi si sono alzati di oltre 5 metri, secondo le rilevazioni del Nws. Poco lontano, nel nord ovest dell’Oregon, la città di Astoria ha registrato più di 10 centimetri di pioggia, superando il precedente record del 1914.
Il 2022 negli Stati Uniti è cominciato con un chiaro campanello di allarme: la crisi climatica è reale. Ed è già qui.
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