Bicicletta di bambù, in Ghana l’impresa si fa sociale e ecologica

La bicicletta di bambù diventa fonte di ricchezza a basso impatto ambientale: Ghana bamboo bikes initiatives è una società che punta su sostenibilità ambientale e impresa sociale.

Il Ghana punta sulle biciclette di bambù per rilanciare l’economia e i mezzi di trasporto ecologici. Ghana bamboo bikes initiative è un’impresa socio-ecologica che vuole indirizzare la propria attività tenendo conto di quattro problemi: il cambiamento climatico, la povertà, la migrazione dalla campagna alla città e l’alto tasso di disoccupazione giovanile nel Ghana rurale.

 

bicicletta di bambù
Foto per concessione dalla pagina Facebook Ghana bamboo bikes

 

Questa attività è riuscita ad assumere e formare soprattutto donne e giovani (25 assemblatori di bici e 10 agricoltori), alcuni dei quali diversamente abili. I guadagni permettono all’azienda di donare alcune biciclette alla comunità locale, in particolare per i bambini e i ragazzi che devono andare a scuola affrontando chilometri a piedi.

Bicicletta di bambù, perché è ecologica

Bernice Dapaah, fondatrice di Ghana bamboo bikes initiative, è riuscita a rendere ancora più ecologica la bicicletta: il bambù cresce rapidamente, si evita così il disboscamento che si causerebbe con l’uso del legno e si limita l’impatto ambientale di questa iniziativa imprenditoriale. La società ha comunque un proprio terreno dove far crescere il bambù. Le parti sono facilmente riciclabili inoltre per ogni pianta utilizzata ne saranno piantumate ben dieci.

Il minore impatto ambientale è dovuto anche ad altri fattori, come il minor utilizzo di elettricità per la produzione rispetto alle tradizionali biciclette: “Le nostre bici permettono di ridurre le emissioni di Co2 fino al 70 per cento” scrivono sul loro sito. Le Bamboo bikes sono anche personalizzabili, con scritte e loghi disegnati sul telaio.

Il sucesso internazionale delle bici in bambù

Il successo di queste bici in bambù ha permesso di venderle in tutto il mondo (tanto da giungere a una collaborazione con un progetto italiano), cosa che fa di questa impresa sociale un vero esempio da seguire e replicare per il Ghana e per tutta l’Africa. “All’inizio è stato un po’ difficoltoso – sostiene Bernice Dapaah – perché il prototipo non ha avuto successo, abbiamo però continuato giorno dopo giorno con perseveranza e siamo riusciti ad andare avanti”.

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