Coronavirus

Su una spiaggia deserta del Brasile sono nate quasi cento tartarughe

Con le spiagge vuote a causa delle ordinanze che hanno imposto ai brasiliani di rimanere a casa durante l’emergenza coronavirus, 97 esemplari di tartaruga embricata, una specie a rischio estinzione, hanno visto la luce indisturbati.

Immaginate una spiaggia completamente deserta. Una luce rosea, quasi violacea sopra la superficie increspata del mare. Il silenzio sembra interrotto soltanto dal rumore delle onde che s’infrangono a riva. Eppure, la sabbia pullula improvvisamente di tanti puntini scuri che si spostano rapidamente verso l’acqua. Sono tartarughe.

Sulla spiaggia di Janga, nella città di Paulista in Brasile, sono nati 97 esemplari di tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata). Si tratta di un’ottima notizia, dal momento che la specie è classificata come in pericolo critico di estinzione dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn). In portoghese viene chiamata tartaruga-de-pente, che significa “tartaruga pettine”, in quanto il suo guscio veniva usato in passato proprio per fabbricare pettini per capelli, oltre che cornici per gli specchi. Gli adulti possono pesare fino a 85 chili.

Le tartarughe hanno raggiunto il mare senza ostacoli

Di solito grandi folle si radunano sulla spiaggia per assistere ad eventi di questo tipo. Paulista, che si trova nello stato di Pernambuco, ospita ben quattro delle cinque specie di tartaruga marina presenti sulle coste brasiliane. Ma questa volta nessuno ha potuto ammirare lo spettacolo, ad eccezione di alcuni funzionari governativi che hanno avuto la fortuna di testimoniarlo. “È bellissimo poter assistere al momento esatto in cui le uova si schiudono”, racconta Roberto Couto, segretario dell’Ambiente. “Vedere i nuovi nati marciare sulla sabbia… è meraviglioso, davvero straordinario”.

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Tartaruga embricata, in Brasile sono nate 97 tartarughe
Le tartarughe marine, come la tartaruga embricata, sono particolarmente a rischio a causa dei cambiamenti climatici e degli effetti dannosi dell’inquinamento da plastica © Ingimage

Il governatore dello stato, Paulo Câmara, aveva imposto già dal 21 marzo una parziale chiusura delle attività economiche, proibendo agli abitanti di recarsi in spiaggia e chiedendo loro di rimanere a casa per limitare la diffusione del nuovo coronavirus. Il governatore ha rivelato al quotidiano britannico Guardian che, nonostante il parere contrastante del presidente Bolsonaro, le misure di contenimento sono essenziali per provare ad evitare che nel Paese la situazione degeneri come accaduto in Europa. “Soltanto l’isolamento può impedire che il numero di contagi cresca velocemente come in tante altre nazioni”.

Il rispetto della natura

A prescindere dalle scelte di ciascun governo, da questa crisi stiamo imparando che gli stili di vita che conducevamo in precedenza non sono più sostenibili. Ripartire con una spinta differente, però, è possibile. Ce lo stanno dimostrando i risultati dello smart working, l’esigenza che sentiamo di camminare più che di salire in auto, il ritorno ad una cucina tradizionale, semplice, casalinga.

Anche il turismo cambierà. Forse viaggeremo di meno, è vero, ma la Terra ne trarrà beneficio. E noi apprezzeremo di più ogni momento, impareremo a fotografare con gli occhi anziché con lo smartphone, e ci ricorderemo che il quadrifoglio porta fortuna se lo si vede, ma non lo si raccoglie. Forse impareremo finalmente a rispettare la natura, lasciando che una piccola tartaruga trovi da sola la strada verso il mare.

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