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Con Turisanda1924 si parte alla scoperta delle riserve naturali della Tanzania e la notte si dorme nei campi tendati, per un’immersione totale e discreta nella savana.
Scriveva Karen Blixen, autrice danese, nel libro La mia Africa: “C’è qualcosa nella vita in safari che ti fa dimenticare tutte le tue tristezze e ti fa sentire come se avessi bevuto mezza bottiglia di champagne, traboccante di sincera gratitudine per essere vivo”. Questo qualcosa è forse una consapevolezza ancestrale che torna a vibrare nelle ossa: all’improvviso ci riconosciamo solo come una piccola parte dell’universo, percepiamo l’interconnessione di tutti gli essere viventi nel grande cerchio della vita, comprendiamo che, per quanto tentiamo di dominarla, la legge della natura, cruda e bellissima insieme, regna sovrana.
Attese pazienti, lotte per la sopravvivenza, la forza vitale presente in ogni creatura: dal più piccolo scarabeo al più anziano elefante, tutti nella savana concorrono a un perfetto equilibrio naturale che osserviamo da spettatori, ma da cui sentiamo di provenire. L’Africa entra dentro le viscere e lì vi rimane. Basta un viaggio per continuare a sognarla e desiderare di tornarci ancora una volta, e ancora.
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Per vivere la savana in modo autentico come i grandi esploratori dei romanzi, Turisanda1924 propone il tour Santuario della natura, 8 giorni e 6 notti attraverso i parchi classici della Tanzania accompagnati da una guida che parla italiano, con fotosafari alla ricerca degli animali e con pernottamenti nei bush camp, ovvero campi tendati e piccoli lodge all’interno delle riserve, dotati delle principali commodities come letti morbidi, acqua calda e bagni privati e dove la sicurezza è garantita da ranger e Masai.
Un’esperienza immersiva e totale che regala albe e tramonti indimenticabili, un caffè a colazione in compagnia di una giraffa sullo sfondo, notti stellate intorno al fuoco avvolti in coperte a quadri, un silenzio profondo in cui risuona in lontananza il ruggito di un leone o la “risata” di una iena.
La prima tappa del viaggio è il Parco Manyara, ricco di fauna selvatica. Riserva della biosfera dal 1981, il parco è una striscia di terra puntellata da baobab e acacie lunga circa 50 chilometri e larga tra i 6 e gli 8 chilometri che include il lago omonimo oltre a diversi corsi d’acqua e una foresta e che si estende fino al ripido versante occidentale della Rift Valley.
Qui si possono fare incontri con numerosi branchi di elefanti, ma anche con colonie di babbuini, gnu, zebre, giraffe, ippopotami, leoni e leonesse che riposano sugli alberi. Questo è anche l’habitat di primati, uccelli, fenicotteri.
Un villaggio Masai lungo la strada ed ecco che si giunge nell’area del cratere di Ngorongoro. Le pareti della voragine vulcanica creano un confine naturale quasi invalicabile e ne fanno un’arca di Noè naturale. Dentro un grande abbraccio di roccia, animali e uomini (solo i Masai hanno diritto di abitarci) si muovono con un ritmo antico. Questa area di conservazione è considerata una delle “culle dell’umanità”: qui vennero scoperti, nel 1960, dalla famiglia di paleoantropologi britannici Leakey, i primi resti di Homo Habilis. Con molta fortuna, a questo punto dell’avventura potreste già avere avvistato i “big five”: leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo.
Un’intera giornata di viaggio è dedicata ai fotosafari nel grande Parco del Serengeti, un’immensa riserva naturale di oltre 15mila kmq, santuario naturale di numerose specie di animali selvatici che ciclicamente si muovono alla ricerca di nuovi pascoli seguendo la stagione delle piogge e dando luogo così alla grande migrazione, uno dei più maestosi spettacoli naturali: milioni di gnu e zebre che corrono insieme – ora verso l’acqua, ora fuggendo da un ghepardo – formano un fiume di animali capace di travolgere l’anima e suscitare le emozioni più profonde. Per vedere la migrazione, Turisanda1924 offre un tour a doc: nell’area sud del Serengeti, quella di Ndutu, durante i mesi da dicembre a marzo, e nell’estremo nord, a Kogatende, durante il periodo da luglio ad ottobre.
L’ultima tappa di questo safari in Tanzania è il Parco del Tarangire, una riserva naturale anch’essa ricca di predatori ed erbivori, più verdeggiante rispetto al Serengeti, con paludi, pianure alluvionali e boschi che ospitano zebre, gnu, gazzelle, bufali, giraffe, elefanti, ghepardi e leoni. È il parco tanzaniano con la maggior concentrazione di baobab, oltre a essere caratterizzato dalla presenza dell’acacia ad ombrello. Con un supplemento al viaggio, c’è anche la possibilità di partecipare a un fotosafari dal cielo in mongolfiera.
È tempo di ripartire e, una volta a casa, conoscerete quello che viene chiamato il “mal d’Africa”: non sarà che il costante desiderio di tornare a sentirsi parte integrante di quel respiro del mondo, di quel battito vitale in cui la nostra esistenza si fonde con l’infinito orizzonte africano.
“Tutto ciò che volevo fare era tornare in Africa. Non l’avevamo ancora lasciata, ma quando mi svegliavo di notte, restavo ascoltando, già con la nostalgia di essa.” Ernest Hemingway
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