Tanzania incontaminata, nei bush camp per scoprirla con un’impronta leggera

Con Turisanda1924 si parte alla scoperta delle riserve naturali della Tanzania e la notte si dorme nei campi tendati, per un’immersione totale e discreta nella savana.

  • Un safari in Tanzania è un’avventura attraverso le riserve protette del Paese alla scoperta della natura selvaggia.
  • È anche una riconnessione con i nostri istinti primordiali che suscita emozioni indescrivibili.
  • Turisanda1924 propone un tour di 8 giorni e 6 notti immersi nella savana, ospiti discreti della bellezza della natura.

Scriveva Karen Blixen, autrice danese, nel libro La mia Africa: “C’è qualcosa nella vita in safari che ti fa dimenticare tutte le tue tristezze e ti fa sentire come se avessi bevuto mezza bottiglia di champagne, traboccante di sincera gratitudine per essere vivo”. Questo qualcosa è forse una consapevolezza ancestrale che torna a vibrare nelle ossa: all’improvviso ci riconosciamo solo come una piccola parte dell’universo, percepiamo l’interconnessione di tutti gli essere viventi nel grande cerchio della vita, comprendiamo che, per quanto tentiamo di dominarla, la legge della natura, cruda e bellissima insieme, regna sovrana.

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Fenicotteri, bufali e gnu nel cratere del Ngorongoro © Turisanda

Attese pazienti, lotte per la sopravvivenza, la forza vitale presente in ogni creatura: dal più piccolo scarabeo al più anziano elefante, tutti nella savana concorrono a un perfetto equilibrio naturale che osserviamo da spettatori, ma da cui sentiamo di provenire. L’Africa entra dentro le viscere e lì vi rimane. Basta un viaggio per continuare a sognarla e desiderare di tornarci ancora una volta, e ancora. 

 

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Tanzania, un’esperienza autentica nella savana tra fotosafari e notti nei campi tendati

Per vivere la savana in modo autentico come i grandi esploratori dei romanzi, Turisanda1924 propone il tour Santuario della natura, 8 giorni e 6 notti attraverso i parchi classici della Tanzania accompagnati da una guida che parla italiano, con fotosafari alla ricerca degli animali e con pernottamenti nei bush camp, ovvero campi tendati e piccoli lodge all’interno delle riserve, dotati delle principali commodities come letti morbidi, acqua calda e bagni privati e dove la sicurezza è garantita da ranger e Masai.

L’itinerario Santuario della natura di Turisanda1924 © Turisanda

Un’esperienza immersiva e totale che regala albe e tramonti indimenticabili, un caffè a colazione in compagnia di una giraffa sullo sfondo, notti stellate intorno al fuoco avvolti in coperte a quadri, un silenzio profondo in cui risuona in lontananza il ruggito di un leone o la “risata” di una iena.

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Un campo tendato nel Parco del Serengeti © Turisanda

Manyara e Ngorongoro: tra baobab e acacie alla ricerca dei “big five”

La prima tappa del viaggio è il Parco Manyara, ricco di fauna selvatica. Riserva della biosfera dal 1981, il parco è una striscia di terra puntellata da baobab e acacie lunga circa 50 chilometri e larga tra i 6 e gli 8 chilometri che include il lago omonimo oltre a diversi corsi d’acqua e una foresta e che si estende fino al ripido versante occidentale della Rift Valley.

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Leonesse riposano sugli alberi © Turisanda 

Qui si possono fare incontri con numerosi branchi di elefanti, ma anche con colonie di babbuini, gnu, zebre, giraffe, ippopotami, leoni e leonesse che riposano sugli alberi. Questo è anche l’habitat di primati, uccelli, fenicotteri.

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Elefanti nei pressi di un baobab nel Parco del Tarangire © Turisanda

Un villaggio Masai lungo la strada ed ecco che si giunge nell’area del cratere di Ngorongoro. Le pareti della voragine vulcanica creano un confine naturale quasi invalicabile e ne fanno un’arca di Noè naturale. Dentro un grande abbraccio di roccia, animali e uomini (solo i Masai hanno diritto di abitarci) si muovono con un ritmo antico. Questa area di conservazione è considerata una delle “culle dell’umanità”: qui vennero scoperti, nel 1960, dalla famiglia di paleoantropologi britannici Leakey, i primi resti di Homo Habilis. Con molta fortuna, a questo punto dell’avventura potreste già avere avvistato i “big five”: leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo.

Tanzania, nel Serengeti per la grande migrazione

Un’intera giornata di viaggio è dedicata ai fotosafari nel grande Parco del Serengeti, un’immensa riserva naturale di oltre 15mila kmq, santuario naturale di numerose specie di animali selvatici che ciclicamente si muovono alla ricerca di nuovi pascoli seguendo la stagione delle piogge e dando luogo così alla grande migrazione, uno dei più maestosi spettacoli naturali: milioni di gnu e zebre che corrono insieme – ora verso l’acqua, ora fuggendo da un ghepardo – formano un fiume di animali capace di travolgere l’anima e suscitare le emozioni più profonde. Per vedere la migrazione, Turisanda1924 offre un tour a doc: nell’area sud del Serengeti, quella di Ndutu, durante i mesi da dicembre a marzo, e nell’estremo nord, a Kogatende, durante il periodo da luglio ad ottobre.

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La grande migrazione nel Parco del Serengeti © Getty Images

Tarangire, e poi è già “mal d’africa”

L’ultima tappa di questo safari in Tanzania è il Parco del Tarangire, una riserva naturale anch’essa ricca di predatori ed erbivori, più verdeggiante rispetto al Serengeti, con paludi, pianure alluvionali e boschi che ospitano zebre, gnu, gazzelle, bufali, giraffe, elefanti, ghepardi e leoni. È il parco tanzaniano con la maggior concentrazione di baobab, oltre a essere caratterizzato dalla presenza dell’acacia ad ombrello. Con un supplemento al viaggio, c’è anche la possibilità di partecipare a un fotosafari dal cielo in mongolfiera

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Un ghepardo nella savana © Turisanda

È tempo di ripartire e, una volta a casa, conoscerete quello che viene chiamato il “mal d’Africa”: non sarà che il costante desiderio di tornare a sentirsi parte integrante di quel respiro del mondo, di quel battito vitale in cui la nostra esistenza si fonde con l’infinito orizzonte africano.

“Tutto ciò che volevo fare era tornare in Africa. Non l’avevamo ancora lasciata, ma quando mi svegliavo di notte, restavo ascoltando, già con la nostalgia di essa.” Ernest Hemingway

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Un guerriero Masai al tramonto nella savana © Turisanda

Informazioni utili

  • Il volo: dal 14 luglio si può partire da Milano Malpensa con collegamento diretto per il Kilimanjaro (Arusha) per immergersi da subito nel safari. In alternativa è possibile scegliere un volo per la Tanzania, destinazione Zanzibar. Da lì si vola ad Arusha.
  • Il fuso orario: la differenza con la Tanzania è di +2 ore, +1 quando in Italia vige l’ora legale.
  • Abbigliamento per il safari: sono consigliati indumenti comodi e sportivi, di colore chiaro. All’alba e dopo il tramonto potrebbe essere necessario un capo più pesante perché le temperature si abbassano. Durante il periodo delle piogge, dopo il calare del sole, è preferibile indossare capi con maniche lunghe e pantaloni lunghi. Da non dimenticare scarpe comode, creme solari protettive e spray repellenti per gli insetti. 

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