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Alla Bit 2026 la sostenibilità diventa da settore a chiave trasversale del viaggio, dai contenuti alla mobilità, per generare valore lungo l’intero percorso.
Si è appena conclusa la Bit 2026 – Borsa Internazionale del Turismo, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho. L’edizione numero 46 ha proposto un un nuovo approccio al viaggio e all’industria turistica, a partire dalle persone prima ancora che dalle destinazioni e dal prodotto.
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“In una fase di evoluzione in cui il viaggio è sempre più esperienza, identità e relazione”, ha commentato Emanuele Guido, Head of home, fashion and leisure exhibitions di Fiera Milano all’apertura dell’evento, “con più di 1.000 espositori, dei quali oltre il 39 per cento esteri da 54 Paesi, il nuovo concept di Bit coniuga la dimensione business con i contenuti, le relazioni e una visione strategica che mette al centro le persone. Oggi il ruolo di una manifestazione va oltre l’incontro tra domanda e offerta, per diventare uno spazio comune in cui tutti gli attori interagiscono per creare valore lungo tutta la filiera. Con questo obiettivo, Bit 2026 si propone come una piattaforma viva, capace di leggere i cambiamenti verso un turismo più autentico, sostenibile e orientato al futuro”.
Da questo cambio di prospettiva ha preso forma la figura dei travel makers: una community trasversale che riunisce operatori, destinazioni, professionisti, storyteller, content creator e viaggiatori consapevoli, tutti accomunati dalla volontà di progettare, raccontare e vivere il viaggio come esperienza autentica e significativa. Nello spazio di confronto della Bit, i confini tra chi offre, chi comunica e chi viaggia sono diventati sempre più fluidi.
In Bit, i segnali del mercato e i nuovi comportamenti vengono anticipati e condivisi, i fattori geopolitici, tecnologici, sociali e culturali che stanno plasmando l’evoluzione del turismo vengono trasformati in contenuti e relazioni. Si prevede che, nel turismo del futuro, la reputazione è sempre più un fattore competitivo. Secondo l’Anholt Nation Brands Index, esiste una correlazione superiore al 60 per cento tra la l’immagine di un Paese e i ricavi generati da commercio, turismo e investimenti diretti esteri. In questo quadro, l’Italia si colloca stabilmente tra le realtà più forti a livello globale: nel ranking 2025 è quarta al mondo, con un punteggio complessivo in crescita e una presenza continua nella top ten da 17 anni.
Un’altra tendenza chiave riguarda il ruolo dello storytelling come leva strategica per destinazioni e brand. Raccontare un luogo oggi significa costruire visioni, valori e relazioni, andando oltre la comunicazione promozionale. Un altro asse strategico è il rapporto dello sviluppo territoriale con grandi eventi, sport, turismo attivo e slow tourism come processi di lungo periodo.
I dati raccontano poi come il turismo stia evolvendo verso modelli sempre più ibridi e flessibili. Secondo l‘Osservatorio di EY, il 44 per cento dei viaggiatori è potenzialmente interessato a combinare vacanza e lavoro in futuro, quota che sale all’81 per cento tra i business traveler. L’Italia si colloca tra i Paesi più dinamici, con il 49 per cento degli intervistati interessato a queste formule, mentre la Gen Z emerge come la generazione più orientata a questi modelli (74 per cento). Un cambiamento strutturale confermato anche dal contesto normativo: oltre 50 Paesi hanno introdotto visti per digital nomad e l’Italia ha attivato il proprio visto nel 2024.
Dall’osservazione delle tendenze emerge infine una crescente attenzione al viaggio come esperienza di conoscenza, che intreccia esplorazione, scienza e responsabilità ambientale. In un momento in cui il turismo è chiamato a ridefinire in positivo il proprio impatto sui territori e sulle comunità, Bit 2026 ha lanciato un confronto sui nuovi modelli di viaggio responsabile.
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La manifestazione ha valorizzato la sostenibilità non come tema settoriale, ma come chiave trasversale che attraversa contenuti, mobilità, governance dei flussi ed esperienza del viaggiatore. La sostenibilità è stata affrontata come un prerequisito dei futuri modelli di sviluppo del turismo. Nei talk, panel e workshop il viaggio è stato raccontato come esperienza consapevole, capace di generare valore lungo l’intero percorso: dalla scelta dei mezzi di trasporto alla relazione con i luoghi, dalla gestione dei flussi alla qualità del tempo vissuto.
Tra i temi trattati, ecco il bleisure, ovvero il nuovo equilibrio tra lavoro e vacanza, per un modo di viaggiare diverso che integra produttività e benessere personale. Attenzione anche al viaggio come rigenerazione e cura e al camminare come forma di viaggio non solo lenta, ma anche responsabile, alla montagna come scelta slow e sostenibile.
La mobilità è stata intesa come leva strategica per un turismo più accessibile, equilibrato e attento ai territori. In una visione integrata del viaggio come esperienza completa, la mobilità non è più soltanto uno spostamento, ma un’opportunità per generare valore, conoscenza e bellezza lungo il percorso.
Ciclovie, ippovie e ferrovie turistiche sono le direttrici chiave per riconnettere borghi e aree interne ai grandi flussi, senza comprometterne identità e risorse. Le connessioni fra treno, bus, nave e micromobilità sono un’opportunità per costruire esperienze integrate e vendibili, grazie a biglietti unici, servizi digitali e contenuti on-board. Infine, c’è stata una rilettura del ruolo di aeroporti, porti e stazioni, non solo come aree di accesso, ma come vere e proprie porte culturali del viaggio, primo punto di contatto con i territori e occasione per raccontarli in modo responsabile, evitando sovraccarichi e consumo eccessivo delle destinazioni.
La 47esima edizione della Bit si terrà dal 9 all’11 febbraio 2027. Intanto, noi di Lifegate raccogliamo tutte le notizie, curiosità, approfondimenti su turismo e mobilità sulla nuova newsletter Itineraria, curata dal direttore responsabile di Lifegate Roberto Sposini. Per iscriversi basta un click!
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