Roditori. I castori: laureati in ingegneria

A parte l’uomo, sono gli unici mammiferi sul pianeta che modellano, controllano e alterano l’ambiente in cui abitano.

Sulla terra ferma il castoro non si muove con naturalezza, ma in
acqua è fantastico: usa le zampe posteriori, completamente
palmate, come propulsori e la grande coda a paletta come timone; le
narici e le orecchie si chiudono ermeticamente e i piccoli occhi
sono protetti da una membrana traslucida.
Le lunghe vibrisse fungono da ricettori e segnalatori, sostituendo
l’olfatto che non è particolarmente utile sott’acqua.
Il castoro è un animale sociale che vive in piccoli gruppi
famigliari.
In primavera si occupa di preparare o riparare la tana e in autunno
a raccogliere e accumulare il cibo per l’inverno.

Le dighe o gli sbarramenti costruiti dal castoro possono arrivare
fino a 600 metri di lunghezza. Lo scopo è quello di formare
pozze di acqua ferma dove costruire una tana che ospiterà in
sicurezza tutta la famiglia.

Una volta creato lo stagno il castoro procede alla costruzione di
una fitta rete di canali con diverse funzioni: magazzini, vie di
fuga, scorte cibo, tana…
In un luogo caratterizzato da forti piogge la diga avrà
canali di scolo, che eviteranno l’allagamento della tana.
Nel caso in cui il castoro decida di costruire una tana sommersa
(può essere realizzata anche a dieci metri sotto terra),
realizzerà una serie di chiuse, che eviteranno l’allagamento
dei canali stessi. La tana è completamente impermeabile.
Per costruire le loro dighe i castori possono abbattere alberi fino
a un metro di diametro.

I castori, cacciati per la loro pelliccia, sterminati per le loro
capacità di costruire dighe che impedivano la risalita dei
fiumi ai salmoni, hanno rischiato l’estinzione. Ora, per evitare
questa concreta minaccia, sono stati reintrodotti in alcune aree
protette.

 

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