Intervista a Piera Tortora, coordinatrice del progetto Sustainable ocean for all dell’Ocse: “Si rischiano effetti globali catastrofici e irreversibili”.
Un gruppo di scienziati britannici, che sta conducendo uno studio per comprendere quanto i cambiamenti climatici influenzino i pinguini, cerca volontari per studiare le foto di questi uccelli.
È difficile, forse impossibile, trovare qualcuno a cui non piacciano i pinguini. Questi uccelli dalla buffa andatura e incapaci di volare suscitano un inevitabile moto di simpatia. Su questa simpatia fanno affidamento alcuni scienziati britannici che sono alla ricerca di volontari per osservare migliaia di foto di pinguini.
Il team di ricercatori sta cercando di capire l’effettivo impatto che i cambiamenti climatici hanno sulle popolazioni di pinguini che vivono in Antartide. Per questo hanno installato 75 fotocamere vicino alle zone dove si riuniscono i pinguini in Antartide e nelle isole circostanti, per cercare di capire cosa sta succedendo alle popolazioni locali. La mole di fotografie scattate da ogni apparecchio è tale che i ricercatori non riescono ad esaminarle tutte.
“Non possiamo fare questo lavoro da soli – ha commentato Tom Hart, ricercatore dell’Università di Oxford – per questo è prezioso il lavoro degli utenti che si collegano al sito internet e ci forniscono informazioni sullo stato dei nidi e sulla vita dei pinguini”.
Per partecipare al progetto, chiamato PenguinWatch 2.0, non si deve fare altro che accedere al portale dedicato, guardare le foto e identificare i pinguini adulti, i pulcini e le uova presenti in ogni immagine. Si tratta di un’operazione rapida ed è inoltre possibile chattare con gli altri volontari e confrontarsi.
Un censimento dei pinguini è in corso in Antartide dal 1994, e grazie a questo monitoraggio gli scienziati sanno già che i cambiamenti climatici hanno provocato un calo del numero di pigoscelidi di Adelia (Pygoscelis adeliae) e di pigoscelidi antartici (Pygoscelis antarcticus), a causa della riduzione dell’habitat e del declino delle prede. Il team sta anche analizzando gli effetti dell’inquinamento e della pesca, combinando questi dati con i risultati di PenguinWatch 2.0 per cercare di comprendere e contrastare le principali minacce cui i pinguini devono far fronte.
Il progetto è importante anche per comprendere cosa sta accadendo in Antartide nel suo complesso, perché i pinguini possono essere considerati come una sorta di “canarini” per il continente, in grado di rivelare in anticipo squilibri ambientali. “I pinguini, in quanto predatori, sono considerati sentinelle dei cambiamenti all’interno del loro ecosistema – si legge sul sito PenguinWatch. – Eventuali variazioni nelle loro popolazioni possono innescare grandi cambiamenti nell’ecosistema antartico”.
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