Il festival di Burning Man, la città nel deserto che nasce e muore in una settimana

È cominciato il 28 agosto e durerà sino al 5 settembre, Burning Man è un festival nel Nevada ma anche una città che nasce e scompare in pochi giorni, dove tutto è possibile. Ma non senza regole.

Siamo nel deserto del Nevada, il Black Rock, precisamente a Black Rock City, 150 chilometri nord-nord-est di Reno, dove migliaia di persone si ritrovano ogni anno per Burning Man, un festival della possibilità e insieme dell’effimero. È iniziato lo scorso 28 agosto e durerà solo pochi giorni, questo fenomeno di espressione di una cultura libera, che, forse, davvero libera non è.

Che cos’è Burning Man

Ufficialmente è nato nel 1991, ma qualcuno sostiene che il primo fantoccio bruciato sulla spiaggia (da cui il nome del festival) risalga al 1986. Quindi questo sarebbe il trentennale di Burning Man, un evento che richiama ormai migliaia di persone attratte dalla possibilità di esprimersi liberamente in mezzo al deserto, lontani dalla società, ma allo stesso tempo dentro una comunità diversa dalla consueta, ma regolata da alcuni precetti.

L’aspetto forse più originale e inconsueto è il suo essere una cittadina che nasce e muore in pochi giorni, e con lei le relative dinamiche che si creano per condividere e interagire fra chi vi partecipa. C’è chi arriva nel deserto del Nevada per curiosità, chi per dare una ribalta alle proprie forme artistiche, altri ancora per profondi credo etici. Qualunque sia il motivo, ciò che prende vita è una vera e propria comunità che si mantiene e gestisce secondo alcune pratiche ancestrali, per esempio il baratto e lo scambio: a Burning Man non si usa denaro ma si favorisce la ricerca di forme alternative per soddisfare i propri bisogni.

Ma è solo una delle tante regole che regolano questo raduno, capace di mobilitare nelle ultime edizioni più di 60mila persone, incuranti delle privazioni, dei 40 gradi durante il giorno e delle temperature rigide nella notte, delle tempeste di sabbia, delle scomodità dovute alla vita in mezzo al deserto.

Come partecipare a Burning Man

Questo regno della possibilità e della libertà è ambito da molti e, nel sito ufficiale del festival, un’intera pagina è dedicata a come partecipare a Burning Man: si possono creare installazioni, altre forme d’arte libere, essere volontari e altro ancora, ma ciò che occorre davvero sapere è che è necessario pagare un biglietto. Il biglietto, che ha varie formule, costa circa 380 dollari.

Poi bisogna rispettare tutte le regole della comunità di questa città a scadenza: esiste una survival guide, un vero e proprio manuale dove vengono spiegati dettagliatamente tutti i dettami del festival. Dalle questioni più pratiche – cosa è possibile portare con sé nel deserto e cosa è proibito – sino ad aspetti etici più importanti che sono elencati come i 10 principi di Burning Man:

  1. L’inclusione radicale
  2. Regalare
  3. La demercificazione
  4. L’autosostentamento radicale
  5. La libera espressione personale
  6. L’impegno comunitario
  7. La responsabilità civica
  8. Non lasciare tracce
  9. Partecipazione
  10. Immediatezza

Se alcuni principi sono di facile comprensione, altri invece esigono forse una spiegazione. Per esempio, l’immediatezza è, in molti casi, la pietra miliare per il valore della cultura di Burning Man: “cerchiamo di superare le barriere che stanno tra noi e la consapevolezza del nostro inconscio, la realtà delle cose che ci circondano, la partecipazione nella società e il contatto con un mondo che supera la percezione umana. Nessuna idea può sostituire questa esperienza”. E da aspetti psico-filosofici sino al concetto di regalo: “Burning Man è basato sul dare senza ricevere niente in cambio. Il valore di un dono è incondizionato. Il regalare non contempla un ritorno o uno scambio con qualcosa di pari valore.”

Burning Man
Burning Man si svolge ogni anno con un tema diverso, quest’anno è Leonardo da Vinci

La sostenibilità di Burning Man

L‘impatto ambientale di migliaia di persone in una zona desertica del Nevada, solitamente disabitata, è un fattore da prendere in considerazione con attenzione. I partecipanti arrivano con la propria attrezzatura da campeggio, generatori di elettricità, cibo e acqua per la propria sopravvivenza (le uniche cose in vendita nella città sono ghiaccio e caffè) e creano inevitabilmente rifiuti, modificando lo status del luogo.

L’organizzazione di Burning Man è, sulla carta, molto attenta a tutte le possibili criticità ambientali e dà dettami precisi sul proprio sito: in leaving no trace, uno dei 10 principi, si trattano lo spreco d’acqua, i trasporti sostenibili, il riciclo, il compostaggio e molto altro. Indicazioni tutte riconducibili all’acronimo Moop, Matter out of place, ossia tutto ciò che non viene dalla terra e non si trovava originariamente lì deve essere rimosso e portato via una volta terminato il festival. Di fatto, però, non è chiaro cosa viene lasciato davvero nel deserto.

Il tema di quest’anno a Burning Man

Ogni anno a Burning Man c’è un tema differente, quello di quest’anno è Leonardo da Vinci. Sono marcati il parallelismo e le connessioni che esistono tra il Rinascimento italiano e quindi Firenze, e la città “momentanea” di Burning Man, secondo gli organizzatori del festival: gli ideali umanistici, la riscoperta della scienza, e il finanziamento di una nuova classe danarosa di imprenditori alimentarono un movimento culturale rivoluzionario che ha ridefinito la civiltà occidentale. Cinque secoli più tardi, si cercherà di ricreare questa potente alchimia sociale mediante la combinazione di arte, cultura, filantropia creativa per fare Black Rock City l’epicentro di un nuovo rinascimento. Un accostamento forse ardito, ma interessante.

Chi desidera tenersi informato su questo evento annuale, può fare riferimento, oltre che al sito ufficiale, Burningman, anche a quello di alcuni partecipanti italiani al festival che danno notizie e si incontrano periodicamente, Italianburners.

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